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Una vita in circolo

26.03.2018

Impegno e
passione, altro
che gente da bar

I ragazzi di San Michele che hanno partecipato all’avventura del rafting sul fiumeIl torneo di calcio richiama l’attenzione dei ragazzi ma anche degli adultiIl presidente Patrizio SpadiPomeriggi «Cantare giovane»: un coro sul palcoIl doposcuola è fra le attività pomeridiane del Circolo Noi
L’esibizione della Junior Band durante la Rassegna musicaleI ragazzi del Grest in gita alle Cascate di Molina
I ragazzi di San Michele che hanno partecipato all’avventura del rafting sul fiumeIl torneo di calcio richiama l’attenzione dei ragazzi ma anche degli adultiIl presidente Patrizio SpadiPomeriggi «Cantare giovane»: un coro sul palcoIl doposcuola è fra le attività pomeridiane del Circolo Noi L’esibizione della Junior Band durante la Rassegna musicaleI ragazzi del Grest in gita alle Cascate di Molina

Gian Battista Muzzi Parlare con Patrizio Spadi, il presidente del Circolo Noi di San Michele Extra, è un piacere. Persona entusiasta del suo impegno, vive la sua pensione dedicandosi all’organizzazione della vita del Circolo. Ed è un compito non di poco conto, se si considerano con attenzione le iniziative messe in campo durante l’anno e la meticolosità che ci mette per la loro riuscita. Per chiarire, sin dall’inizio, che tipo di Circolo è stato messo in piedi a San Michele, il presidente affronta un argomento delicato, quello del bar. Potrebbe sembrare un aspetto marginale, ma non lo è. Anche perché in numerosi Circoli la gestione del bar impegna molti volontari che devono accordarsi sui turni settimanali e così via. «Il nostro Circolo ha delle caratteristiche che lo rendono diverso dagli altri. Non voglio dire», spiega, «che siamo migliori. Le condizioni socio-culturali del nostro quartiere ci hanno indotto, pur seguendo lo spirito dello statuto dell’associazione Noi, a calibrare la nostra attività e i nostri interventi sulla realtà nella quale siamo inseriti. Innanzitutto il termine “bar” da noi non esiste; viene usato come parola veloce e breve per indicare il punto di ristoro nel quale ci si incontra a conclusione di qualche attività perché, a nostro avviso, non è nello stile del “Noi” gestire un bar. «Solamente dopo aver lavorato insieme per una iniziativa, dopo aver trascorso alcune ore ad aiutare ragazzi nello svolgimento dei compiti, dopo aver discusso su un libro letto a casa o al termine di uno spettacolo, rappresentazione o conferenza, ci si trova nella stanza del ristoro per un caffè o una bibita. Possiamo dire che ci troviamo a fine attività per un momento di convivialità! Quindi ben diverso il significato del termine bar qui da noi, rispetto ad altri Circoli. Il nostro tempo lo dedichiamo completamente a realizzare altri aspetti qualificanti». Quando è nato il vostro Circolo? «Quello attuale è nato nel novembre 2011. Ma la sua storia, un po’ travagliata, è iniziata circa trent’anni fa. C'era un piccolo oratorio sotto il cinema e i ragazzi giocavano nel cortile. Il parroco don Piergiorgio Mirandola ebbe la brillante idea di costituire il Circolo Anspi, per avere un punto di riferimento nazionale e la possibilità della mescita nel Circolo. Seguirono vari spostamenti di sede e lentamente la compagine organizzativa andò sfaldandosi. Si fecero altri tentativi ma con risultati poco entusiasmanti. Finalmente dopo anni di silenzio, la comunità percepì la necessità di ricreare degli spazi di aggregazione dove trovarsi per familiarizzare, stringere nuove amicizie e, in modo particolare, creare occasioni per lo svago ed il tempo libero dei ragazzi. «Nel settembre del 2011, dopo alcuni mesi di approcci con diverse persone, si è svolto un sondaggio all’interno di un campione di ragazzi e giovani, che ha messo in risalto questa necessità, oltre a quella di un miglior coordinamento delle attività parrocchiali, e ha definito alcuni punti importanti per l’attuazione di questo progetto. Il tutto è stato presentato al parroco, che ha subito dato il via a questa nuova realtà comunitaria. Sempre nel 2011, nel novembre, abbiamo aderito al Noi». Quali sono le iniziative qualificanti del Circolo? «Le nostre proposte cercano di andare incontro alle necessità di giovani e adulti che in altri luoghi non trovano risposta. Ecco le più impegnative per preparazione e collaborazione di volontari. Partiamo dal “doposcuola”. Si tiene in due pomeriggi settimanali da gennaio a fine maggio. Si rivolge ai ragazzi delle medie e, attualmente, gli iscritti sono 40; un paio di giovani di prima superiore aiuta nello svolgimento dei compiti assegnati. Sono seguiti da alcuni insegnanti ancora in attività, qualche docente a fine carriera, giovani universitari, liceali dal terzo anno e da alcuni collaboratori». Si tratta, insomma, di un normale doposcuola nel quale si fanno i compiti. Con l'eccezione che dura cinque mesi... «Non è proprio così», tiene a precisare Patrizio Spadi. «In questo doposcuola noi diamo la possibilità a questi ragazzi anche di esprimersi nel gioco, che segue il doposcuola, in un ambiente sereno e sicuro. Basta che si rispettino alcuni “paletti” ben chiari: la consegna dei loro cellulari per la durata della permanenza dei ragazzi, il rispetto totale degli altri e delle strutture nelle quali si trovano. Per lo stile di questo doposcuola lavoriamo ormai da sei anni a stretto contatto con la dirigente scolastica dei plessi di San Michele e, oltre ai ragazzi che si iscrivono liberamente, accogliamo anche le segnalazioni di casi più impegnativi». Il parroco dice un gran bene del Circolo e del lavoro che svolgete durante il Grest. «Effettivamente il Grest», spiega il presidente Spadi, «che noi definiamo “E...state con Noi”, è una esperienza mirata ad inculcare semplici regole di convivenza con gli altri, attraverso giochi vari e tanta amicizia per favorire l’integrazione. Questo obiettivo tentiamo di raggiungerlo grazie al contributo degli animatori, che sono giovani, mamme e nonni resisi disponibili a regalare un po’ del loro tempo, ad offrire un sorriso e, soprattutto, ad ascoltare i ragazzi perché hanno bisogno di un fratello maggiore che lo sappia fare. A quest’ultimo aspetto teniamo molto soprattutto dopo l’approccio a situazioni difficili presenti nel nostro quartiere». Questo è lo spirito che vi anima. E le iniziative? «Durante tutti i pomeriggi delle quattro settimane di Grest organizziamo giochi e laboratori», sottolinea il presidente del Circolo. «Quest’anno abbiamo promosso una serie di uscite importanti quali il percorso e la gimkana con i kart nel cortile e un corso di educazione stradale con l’intervento della squadra specializzata del comando della Polizia locale di Verona; il Rafting sull’Adige per far conoscere, divertendosi, la nostra città da un punto di vista veramente singolare; la visita alle cascate di Molina, tra il verde dei boschi e... nell’acqua. Oltre ai giochi a squadre dentro e fuori dalla piscina gonfiabile, si sono offerti veri laboratori di traforo, pittura, pirografo, sbalzo in rame, graffito, maglia e ricamo». •

Gian Battista Muzzi
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