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Una vita in circolo

19.03.2018

Don Vittorino:
«I gruppi fanno
crescere la fede»

Don Vittorino Corsini
Don Vittorino Corsini

Don Vittorino Corsini è originario di Verona, dove è nato nel 1951. Ordinato sacerdote nel 1976, è stato inviato a svolgere il suo ministero sacerdotale a Castagnaro per 5 anni; in seguito ha trascorso 13 anni a San Paolo Campo Marzio. Destinato a Spininbecco, vi è rimasto altri 10 anni, per tornare a Castagnaro come parroco per 11 anni. Dal 2015 è parroco a Vangadizza. Parliamo un po’ della parrocchia e della frequentazione delle messe. «Gli abitanti sono circa 1950 e i praticanti sono circa il 20%, un po’ la media della diocesi. C’è una bella presenza, costante, da parte di chi ha assimilato nella comunità lo spirito di famiglia, mentre altri vengono per lo più per i sacramenti. Come dicevo, si coglie un rilevante senso di appartenenza alla comunità nella partecipazione alla messa, sempre animata dall’organista Luigi, e nelle feste e solennità anche dal Coro Adulti e dal Coro Giovanile. L’eccellenza sta nel volontariato. Ci sono tanti gruppi, che talora hanno bisogno d’essere oliati per una efficace collaborazione». I gruppi però sono autonomi... «Ho notato con soddisfazione che quando un gruppo si assume un’iniziativa, la pensa, la programma, la porta avanti e, ad operazione conclusa, mette via tutto con ordine. Fa loro piacere che ci sia il parroco, ma c’è tanto senso di positiva autonomia e responsabilità. I gruppi all’interno della parrocchia sono una ventina e ciascuno è rappresentato nel Consiglio pastorale parrocchiale. Poi ci sono persone scelte liberamente dal parroco che completano il quadro. Il Consiglio parrocchiale per gli affari economici promuove lo spirito di famiglia nell’elencare le necessità, nell’individuare l’urgenza e nel decidere, tenendo conto dell’effettiva disponibilità economica». C’è una religiosità di base tradizionale, spiega il parroco, ma ci sono anche punte di eccellenza. «Parlo, per esempio, dei due cori. Si sta tentando anche di mettere in piedi un coro di bambini. C’è anche un gruppo che cura il decoro e la pulizia della chiesa. Per i fiori, sempre nuovi ogni domenica e festa, provvede il gruppo delle Madri cristiane. Anima solennità e i vari eventi il gruppo Campanari, che organizza anche una interessante rassegna in giugno». C’è poi il gruppo Festeggiamenti... «Esatto. A maggio, quest’anno dall’11 al 15, cura lo svolgimento di una delle sagre più belle, mettendosi a servizio per varie occasioni conviviali. Non può mancare un cenno all’intraprendenza del gruppo che organizza la pesca di beneficenza, durante la sagra. Ogni Parrocchia fa conto sul contributo anche economico che ne deriva. C’è poi l’Avis che promuove le donazioni di sangue, l’allargamento della mentalità con conferenze interzonali e con la cura e l’uso del Ritrovo». Come organizzate la catechesi? «Si svolge dalla seconda elementare fino agli adolescenti. Per gli adulti organizziamo ogni tanto delle conferenze. Per ogni annata, i ragazzi sono una quindicina. Le catechiste svolgono un compito delicatissimo. Per sottolineare la centralità della famiglia nella trasmissione della fede, da quest’anno abbiamo introdotto il modulo di iscrizione: la parrocchia offre aiuto, se direttamente richiesto dai genitori. «ll sacramento del Perdono inizia ad essere celebrato in terza elementare, mentre la Messa di Prima Comunione in quarta. Una quindicina i catechisti e gli aiuto. Gli incontri per le elementari si tengono il venerdì alle 16. Quest’anno, si è deciso che la Cresima riguardi due gruppi: la terza media e la prima superiore. Dall’anno prossimo, il sacramento della Confermazione si farà in terza media, così quelli delle superiori cominceranno il loro cammino, insieme fin dall’inizio, come adolescenti tramite il meeting con i coetanei della Diocesi». E gli adolescenti? «Sono una quindicina, hanno tre animatori, e si incontrano il giovedì o il venerdì sera. Offrono una presenza altalenante mentre, come succede un po’ in tante parrocchie, si rendono visibili d’estate sui gradini della chiesa e nel collaborare con il Grest. In questo caso sono tanti e mettono in campo tutta la loro vivace creatività nell’animare squadre e giochi e nello spirito di servizio verso i più piccoli. I bambini che frequentano il Grest sono una sessantina. C’è un po’ di concorrenza con quello della vicina Casette, che si svolge tutto il giorno e inizia già alle 7.30. L’anno scorso, si è aperto il Grest anche il mattino per quei ragazzi che desiderano essere aiutati a svolgere i compiti delle vacanze. Il Grest per lo più dura quattro settimane». L’altra opportunità educativa estiva sono i camposcuola... «I nostri ragazzi partecipano a quelli promossi dal Centro pastorale ragazzi diocesano ai Tracchi, sopra Bosco. Durano una settimana e coinvolgono in due turni i ragazzi di quarta e quinta elementare e di prima e seconda media, tutti accompagnati da animatori. I ragazzi di terza media e gli adolescenti si iscrivono, separatamente, ai Campi Saf nella mitica Campofontana. Colgo l’occasione per salutare mons. Antonio Finardi, nostro concittadino, che ha messo intelligenza, cuore, passione, tempo e salute nel promuovere i Saf». C’è poi la Polisportiva che fa la scuola di calcio tutto l’anno, coinvolgendo anche i piccoli, «sempre con stile di volontariato, mentre anima le serate di fine giugno e di luglio, organizzando un torneo di calcio e di pallavolo. Ogni sera gli ambienti del circolo e della parrocchia sono pieni di ragazzi e famiglie, provenienti, insieme alle squadre, anche dai paesi limitrofi. La polisportiva usa le strutture della parrocchia ma è autonoma ed ha un proprio direttivo e un bilancio». L’attenzione alle varie povertà è sviluppata in maniera stabile e intelligente dalla «San Vincenzo», in sintonia con la Caritas delle parrocchie che fanno capo a Legnago, all’Emporio della carità e al Centro Vestiario di Porto di Legnago. «Fiore all’occhiello è il Circolo Noi», sottolinea don Vittorino, «che anima intrattenimento, formazione, bar, ristoro, feste e giochi in ogni stagione dell’anno e contribuisce con intelligente sensibilità e creatività all’aggregazione delle persone specie della parrocchia, di ogni età». La sua esperienza a Vangadizza? «La cosa bella è quella di aver messo in piedi il Consiglio pastorale parrocchiale e il Consiglio degli affari economici nonché, finché la salute me lo ha permesso, la visita e la benedizione delle famiglie e, insieme con i ministri della Comunione, l’incontro mensile con gli anziani ed infermi nelle case. Quando ho avuto problemi di salute, il vescovo e i suoi collaboratori mi hanno assegnato un prete in aiuto, don Ludovico, mentre la parrocchia si è attivata organizzandosi con generosità perché tutto procedesse ugualmente al meglio. Al vescovo, a don Ludovico e alla parrocchia va tutta la mia riconoscenza per la pazienza e per la vicinanza dimostratemi, per me provvidenziale. Quando ci si accetta e ci si valorizza, collaborando, la fecondità non manca». • G.B.M.

G.B.M.
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