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Una vita in circolo

23.04.2018

Coinvolgere le
famiglie per far
crescere i ragazzi

Il parroco don Remigio Menegatti
La spiegazione di un gioco alla LuDomenicaIl truccabimbi alla festa di Carnevale
Il parroco don Remigio Menegatti La spiegazione di un gioco alla LuDomenicaIl truccabimbi alla festa di Carnevale

Don Remigio Menegatti è nato a Verona nel 1959. Ordinato sacerdote nel 1984 ha esercitato il suo ministero sacerdotale per 5 anni a Cavaion e per altri 6, successivamente, a Sommacampagna. Dopo 8 anni trascorsi come responsabile del Centro Pastorale Ragazzi è stato destinato a fare il parroco ad Illasi, dove è rimasto per altri 8 anni. Dal 2011 regge la parrocchia di Grezzana. Don Remigio illustra la realtà demografica, sociale, economica e culturale entro la quale svolge il suo ministero sacerdotale. «La nostra parrocchia», spiega, «conta circa cinquemila abitanti, ma il paese di Grezzana raccoglie intorno a sé alcune piccole frazioni come Romagnano, Azzago con circa 600 abitanti, mentre Lugo raggiunge i duemila. È in atto una crisi di natalità. Per quanto riguarda il lavoro si nota una certa fatica. Qui le attività prevalenti erano quelle del marmo e dell’agricoltura; attualmente il settore del marmo è in difficoltà, anche se ci sono dei segnali di ripresa. Abbiamo una buona presenza di stranieri, che sono senza lavoro; perciò la Caritas e altri enti li stanno aiutando e seguendo. «In paese», aggiunge il parroco, «ci sono le scuole medie sulle quali convergono i ragazzi di tutto il Comune. Credo, però, che anche la scuola primaria, in seguito alla crisi demografica, dovrà trovare una sede qui a Grezzana. Faccio un esempio del calo demografico: sabato scorso una sessantina di ragazzi ha ricevuto la Cresima; le annate attuali o quelle della scuola materna, invece, raggiungono i trenta ragazzi». Come valuta la pratica religiosa nella parrocchia? «Penso che la frequenza alle funzioni religiose sia nella media di quanto esiste in altre parrocchie: si aggira intorno al 30 per cento. Noi abbiamo la chiesa abbastanza piena durante le messe domenicali e vengono parecchi anche dai paesi vicini. Le nostre messe, infatti, sono ben animate». E coloro che non frequentano la chiesa come pensate di raggiungerli? «Cerchiamo di organizzare parecchie iniziative culturali, aperte a tutti. La scuola materna stessa è un’altra ottima occasione per stringere amicizia sia con i bambini sia con le famiglie. Quindi c’è un contatto diffuso con tutti e anche le iniziative del Noi sono aperte a tutti senza distinzione. Poi c’è il contatto che si ha in giro per il paese nei momenti più diversi. Noi facciamo delle proposte: chi vuole le accoglie». La catechesi, compito primario della parrocchia, come è organizzata? «Durante la prima elementare c’è un incontro mensile guidato da alcuni genitori; in seconda idem con lo stesso stile. Dalla terza in poi c’è un incontro quindicinale con le catechiste che, in questi ultimi anni, si sono ridimensionate come numero. Così fino alla seconda media con la Cresima. Quelli di terza media, da alcuni anni, li prepariamo al senso del servizio, quindi con l’attenzione al Grest in cui daranno una mano. Da ottobre, quindicinalmente, una persona preparata, un’educatrice, tiene per loro un corso di formazione. In modo che ci sia anche la qualità del servizio. Per quelli delle superiori cominciamo in gennaio gli incontri mensili durante i quali sottolineiamo i contenuti... Quindi c’è un lavoro preparatorio che non si improvvisa nell’ultimo mese». Per ogni annata quanti sono i ragazzi che frequentano il catechismo? «Quelli un po’ più grandi si aggirano sui 45-50 per ogni annata, e sui 30-35 quelli più piccoli», spiega don Remigio. «In prima e seconda elementare la partecipazione è ancora molto parziale. Oltre agli incontri di cui ho parlato prima, in inverno per quarta, quinta elementare e le medie cominciamo con i campi scuola della durata di una settimana; per gli altri sono due o tre giorni. Per i più piccoli facciamo il campo scuola qui a Santa Viola; mentre quelli estivi, che raccolgono 50-60 ragazzi, li facciamo a Giare dove affittiamo una casa e, essendo non troppo lontano, anche i genitori possono venire a darci una mano». Durante l’estate organizzate naturalmente il Grest?... «Sì, sì. Facciamo quattro settimane di Grest. Quest’anno partiremo il 18 giugno fino al 13 di luglio. Nella nostra zona siamo tra i primi a partire con il Grest, mentre altre parrocchie vanno in luglio o anche agosto. Siamo mediamente sui duecento ragazzi con 70-80 animatori. Partiamo dalla prima elementare e arriviamo alla seconda media. Quelli di terza media si inseriscono piano, quando finiscono gli esami. Dalla terza, invece, sono aiuto-animatori. Gli animatori sono gli adolescenti e qualche giovane... «Poi c’è il gruppo delle mamme, che chiamiamo “Mamme Sos” che sono presenti a gruppetti di due o tre al giorno, per garantire la sicurezza qualora qualche bambino si infortunasse. Ogni settimana si fa un’uscita. In seguito c'è il campo scout (Valpantena 1) che raggruppa i ragazzi di Grezzana ma anche delle varie frazioni, sia come capi che come ragazzi. «In parrocchia abbiamo la sede dei lupetti, e invece, sotto l’unità sanitaria c’è la sede, messa a disposizione dal Comune, per il Reparto e il Clan. Il parroco è il Baloo per i lupetti e assistente per il reparto, e segue anche i Capi e il Clan. Con i Lupetti, quest’estate, saremo ad Erbezzo». Ci dia un parere sul Circolo Noi. «Io vedo il Noi come una realtà che aiuta a realizzare tutta quella serie di iniziative e attenzioni che sono oltre la catechesi e le celebrazioni. È parte di quella parrocchia che non si trova solo a celebrare. Positiva è la presenza di due coppie giovani con bambini, che cercano di dare e restituire quanto hanno ricevuto da ragazzi... Compatibilmente con le mie possibilità cerco di condividere alcune attività». Il parroco don Remigio sottolinea «l’ottimo rapporto con la parrocchia; non ci sono mai state difficoltà di gestione. D’intesa si organizzano le attività, ci si trova ogni mese e mezzo circa e si porta avanti il programma. Il Noi è un’opportunità per coinvolgere le famiglie. Una delle cose importanti, in questi ultimi anni, è stato anche il fatto di avere il sabato sera una classe del catechismo delle classi quarta e quinta elementare e medie. Quelli più piccoli, invece, vengono con le famiglie: e si organizzano giochi e attività». • G.B.M.

G.B.M.
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