25 giugno 2019

Speciali

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

Una vita in circolo

10.06.2019

«Camminiamo
insieme al Noi»

La facciata della chiesa di San Martino
La facciata della chiesa di San Martino

Don Francesco Murari è nato a Negrar nel 1960; è stato ordinato sacerdote il 25 maggio 1988 ed ha iniziato il suo ministero sacerdotale come curato a Bussolengo nella parrocchia di Santa Maria Maggiore. Dopo sette anni è stato trasferito a Valeggio, dove si è fermato per altri quattro anni. In seguito, dal 2000 al 2008 ha guidato come parroco la comunità di Cherubine. Da 11 anni regge la parrocchia di Bure. Come vede il paese nelle sue componenti civili, economiche e umane? «Bure fa parte del polo della Valpolicella. Il territorio si è urbanizzato a partire dagli anni ’70. Prima era in prevalenza agricolo; negli ultimi decenni c’è stato un aumento della popolazione anche grazie a persone che, dalla città, cercavano un alloggio un po’ decentrato. Quindi parecchi abitanti sono anche professionisti di un certo livello sia culturale che imprenditoriale. Attualmente il settore che va per la maggiore è quello vitivinicolo con il fiorire di vigneti, forse anche troppi, che rischia di trasformarsi in monocultura, mentre anni fa il paesaggio era più variegato: c’erano coltivazioni di ciliegie, pesche, grano, granoturco. Adesso trionfa il vigneto con annesse belle cantine. Umanamente parlando il paese è ancora vivibile e non si riscontrano gravi problemi dal punto di vista sociale; è anche abbastanza legato alle tradizioni. Si conserva ancora un “vecchio paese” nel quale è bello viverci». Anche a Bure, tuttavia, pur con questo quadro culturale, è arrivata la secolarizzazione cioè la perdita di rilevanza della religione nella vita sociale. «Anche noi non possiamo cullarci sugli allori perché la secolarizzazione si è infiltrata ormai dappertutto. Però questo non ci autorizza a scoraggiarci. «Stiamo facendo un buon lavoro soprattutto per quel che riguarda la gioventù, dai primi anni del catechismo all’adolescenza e al gruppo giovani. E su questo stiamo investendo molte risorse e vediamo che la risposta è più che positiva». La partecipazione alla messa? «A me pare che sia sul 40%. Dipende un po’ anche dai periodi: quando ci sono i lavori nei campi o nella stagione dello svago per le famiglie la frequenza è destinata a calare. Però vedo che normalmente è molto positiva. «Cerchiamo di offrire stimoli, provocando anche le famiglie, attraverso il catechismo, ad essere più presenti. Anche coloro che non frequentano, però, non sono ostili al nostro mondo. Oggi c’è un modo di vivere nel quale, se non si sta attenti, la religione è relegata a quel tanto che basta per ricevere i sacramenti, ma poi non incide molto nella vita». L'annuncio della parola, che è la missione della chiesa, si concretizza nella catechesi. Come è strutturata a Bure? «Abbiamo fatto parecchie esperienze. Adesso la catechesi parte dai bambini di prima elementare e arriva fino alla terza media. Sono un bel gruppo di 180 bambini e ragazzi. Poi ci sono le proposte per il gruppo adolescenti, che si ritrova settimanalmente; abbiamo anche iniziato un’attività per il gruppo giovani. Queste sono le nostre proposte certe. Per gli adulti abbiamo tentato di fare catechesi mensili, soprattutto in Avvento e Quaresima; abbiamo anche invitato persone per tenere conferenze su temi che riguardano la Bibbia, la vita della Chiesa o l’attualità. Inoltre raggiungiamo le famiglie e i genitori attraverso incontri in preparazione al ricevimento dei sacramenti da parte dei loro figli». Il catechismo? «C’è quasi tutti i giorni perché non abbiamo tanti ambienti e le classi sono costrette a turnare durante la settimana. Devo dire che tutti questi ragazzi non sono solo di Bure: cerchiamo, in accordo con i parroci delle altre parrocchie, di offrire più possibilità di partecipazione andando incontro alle esigenze di orario dei ragazzi sempre molto impegnati in attività sportive extrascolastiche». Esistono in parrocchia gruppi che vivacizzano la vita ecclesiale? «Abbiamo la Caritas che mensilmente prepara delle torte e usa il ricavato delle vendite per i bisognosi. Raccoglie anche vestiario e alimenti. È una realtà molto sentita. C’è una buona sensibilità missionaria: alcune persone hanno avuto esperienze in missione, soprattutto in Africa e hanno riportato il desiderio di continuare questa collaborazione con le chiese africane. Quindi durante l’anno ci sono proposte informative su quanto si sta facendo. Si tratta di persone che ogni anno tornano in Africa per vedere l’andamento dei lavori». Le proposte estive alla comunità? «La prima, collaudata da tanto tempo, è il Grest. Quest’anno durerà tre settimane. Seguono poi i campi scuola estivi che organizziamo a Spiazzi, sul monte Baldo nella accogliente casa Cabrini-Bresciani di proprietà del Comune di Cerea. Il Grest raccoglie i bambini dalla prima elementare alla terza media, dalle 8 alle 12.30; i ragazzi sono seguiti dagli animatori. Ogni anno si sceglie un tema che fa da sfondo a tutte le attività di gioco, laboratori, didattica, uscite. È organizzato molto bene e apprezzato dalle famiglie. Il tutto si conclude con la festa nella quale si presenta uno spettacolino preparato da ragazzi e animatori. I campi scuola sono aperti alle classi quarta e quinta delle elementari e alle prime due classi delle medie, durante la prima settimana; la seconda settimana raccoglie i ragazzi della terza media fino alla terza superiore». Cosa significa la presenza del Circolo Noi in una parrocchia come quella di Bure? «È un’associazione benedetta, nel senso che per la parrocchia è uno strumento di aggregazione e di socializzazione non dico indispensabile ma importante. Da lì nascono proposte che esulano dall’ambito religioso e sono un’offerta di grande importanza per le famiglie e per il paese. Parrocchia e Circolo si appoggiano a vicenda: due gambe che camminano insieme». • G.B.M.

G.B.M.
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1
Articoli
«Sei più», ma
il Circolo si
merita un nove
«Camminiamo
insieme al Noi»
Ca’ di David,
tante idee per
«vivere» il Noi
«Qui sai che ti puoi fermare»
Poggi: «Questa
è la casa
delle famiglie»
«Il Noi aiuta a creare relazioni»
Dall’oratorio al bar,
qui tutti si sentono
come a casa loro
«Un luogo
accogliente
per tutti»
Nella «casetta»
il Noi continua
a crescere
La fede
si rafforza
con i campi
Angiari, quelli
del Noi sono
una garanzia
L’accordo e
l’amicizia ci
fanno crescere
Dolcè, un quarto
di secolo da
protagonisti
Qui si mette
in circolo
il meglio
Circolo Noi,
ripartenza grazie
alle donne
Barbara e Cristina:
noi ci siamo. Franco:
«Aumentati i giovani»
Il Noi, grandi
cose con umiltà
e impegno
Dalla Befana al Grest
e al Palio un anno
vissuto intensamente
Novaglie, il
«Noi» è sempre
in movimento
Lavorare
insieme
per crescere
Corsi, idee,
proposte a misura
di famiglie
Alleati per far
crescere il paese
Lo spirito del Noi:
al centro
della comunità
Dal country a
triathlon,
largo alle idee
Allo Stadio
il gioco di squadra
mette le Ali
«Un ambiente
sereno
per i figli»
Spazi e idee,
il «Noi» fa
crescere Casette
«È un ponte
con la comunità»
Passioni e tempo libero moltiplicati per tre
Catechesi, le
famiglie al centro
Salus, il primo
ad accettare
la sfida del Noi
Salizzole, quelli
del Noi hanno
fatto tredici
«Il Circolo e i volontari
sono già il nostro futuro»
San Rocco, la grande
famiglia del «Noi»
Grest e campi scuola
si fanno in tre a Marano
«Carnevale e sagra,
Fagnano siamo Noi»
«Un super grazie
a chi crede in
questa realtà»
«Per divertirsi
il cellulare
resta a casa»
«Se non ci fosse il
Circolo si dovrebbe
inventarlo»
«C’è un sentire comune
fa bene anche alla fede»
Tante idee per
frenare la fuga
della gioventù
Erbè, la rinascita
e tante idee
per crescere
«Presenza significativa
Il Circolo serve a tutti»
Corno-San Vito,
insieme non
solo per sport
«Il Circolo
è la nostra
frontiera»
Tomba Extra,
uno spirito
da protagonisti
«Siamo un ponte
fra strada e chiesa»
Gli adolescenti al
centro: «Sono
la nostra priorità»
Giovani e adulti,
a Soave si
sono fatti in due
«Partiamo dalla
famiglia per
diffondere la fede»
Vicini nel segno
dell’Amicizia anche
quando l’età avanza
«Noi», lo spazio
dove si cammina
insieme
Casa don Bosco, la vita
comune che fa crescere
Non solo «bar dei
preti» ma una
palestra di vita
«La Sorgente», tanto calcio ma non solo
«Siamo un condominio
al servizio dei ragazzi»
Al «Noi» le volontarie
fanno la differenza
«Un ambiente familiare
che dà fiducia ai genitori»
Il primo impegno?
Aiutare la comunità
«Noi», il volontariato che fa bene a Lazise
Teatro, corsi e cene: partecipare è bello
«Coinvolgere
i genitori così il
Circolo è di tutti»
San Martino,
il Noi moltiplicato
per cinque
Ivano e Lauro
sono la
memoria storica
«Senza sede,
ogni luogo è
occasione d’incontro»
A Illasi il miglior
investimento
è la famiglia
«Noialtri», sport
e gite per
fare gruppo
Don Luigi: «Lavoriamo
insieme per
la gioventù»
È il gioco di
squadra che fa
vincere il «Noi»
Il Perdon d’Assisi
all’origine
della sagra
Unità pastorale,
la sfida di un
cammino comune
Amanda, nata
grazie a
papa Paolo VI
«Uno spazio di
relazioni dove
riannodare legami»
I volontari fanno
grande l’estate
del «Noi»
Grest, 200 giovani
nel segno d i«Yubi»
Star, un unico
percorso per
quattro comunità
Sognare insieme,
così cambiamo
il paese
Quelli del «Noi»,
volontariato
senza colori
Dai giovani al teatro
l’importante è esserci
Amicizia e rispetto:
«Qui ci si sente
a proprio agio»
Al Circolo tutti
sono al centro
del mondo
«Volontari e creativi
qui nasce la comunità»
Si investe sui
bambini coinvolgendo
le famiglie
Dai Primi passi al
Grest vince lo
spirito di gruppo
Qui si offre l’ambiente
giusto per i ragazzi
«A Santa Maria
il punto fermo
siamo Noi»
Campalano, gli
anziani sono
protagonisti
Fede e campanilismo
in difesa
delle tradizioni
Don Franco: la missione
è coinvolgere le famiglie
Quelli del Noi,
volontari coi
piedi per terra
Don Pietro: «L’Acr
e gli scout sono il
nostro valore aggiunto»
Tempo libero
formativo su
misura per le famiglie
Dossobuono,
giovani con
lo spirito giusto
Coinvolgere le
famiglie per far
crescere i ragazzi
Noi Pèraro, la
forza trainante
dei giovani
Un contenitore
di idee che
aiuta a crescere
Catechismo, Grest,
Acr tutto gira
intorno al Noi
Dossobuono,
giovani con lo
spirito giusto
«Il Noi è una soglia:
qui si trova lo
spazio libero»
Impegno e
passione, altro
che gente da bar