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Una vita in circolo

03.06.2019

Ca’ di David,
tante idee per
«vivere» il Noi

Risottata in compagnia, un modo per avvicinare le famiglie
Risottata in compagnia, un modo per avvicinare le famiglie

Stefano Prenzani, 51 anni, è presidente del Circolo Noi dall’ottobre 2017. In precedenza era nel direttivo come vice. «Durante i quattro anni da vicepresidente ho studiato la situazione del Circolo e dell’ambiente nel quale ci troviamo a operare», spiega. «Abbiamo costituito un gruppo amalgamato e compatto con una medesima visione del Circolo per effettuare un salto di qualità. Eletto presidente, con il nuovo direttivo, abbiamo cominciato a lavorare pian piano, consultando le realtà operanti nella società, sentendo anche le varie associazioni: ci siamo consultati e abbiamo raggiunto un buon punto d’incontro. «Abbiamo legato molto con l’Agape, che si occupa della struttura e dei giochi, della ristorazione e dell’organizzazione di eventi. Abbiamo creato», sottolinea, «un bellissimo rapporto tra presidenti, anche con il Centro Arcobaleno, che ha la sede sopra il Circolo Noi. È un’organizzazione parrocchiale che aiuta i ragazzi in difficoltà a fare i compiti e nel gioco». Un Circolo Noi, per raggiungere i suoi scopi ha bisogno di una sede e di ambienti adatti. Voi dove operate? «La sede si trova dietro il campanile ed è stata ristrutturata l’anno scorso: è di proprietà della parrocchia e ci è data in uso per le nostre attività. Gli ambienti che abbiamo a disposizione sono il bar e due sale in regola con le normative. Sono state studiate su misura per i ragazzi e per i non ragazzi, per i giovani e i meno giovani; in ognuna c’è un maxi schermo, che può servire per i vari bisogni delle varie fasce d’età. Nel bar sono presenti diversi giochi come il calciobalilla, il ping pong e parecchi giochi da tavolo. All’esterno c’è poi una piastra polivalente per i basket, il calcetto e la pallavolo». Quando i vostri ambienti sono a disposizione degli iscritti? «Il bar è aperto tutta la settimana ad eccezione del lunedì, per permettere alle volontarie di fare le pulizie; è chiuso mezza giornata anche il martedì e il giovedì. Abbiamo una serie di persone che ci danno una mano, sono dei pensionati e le mamme che ci aiutano a gestire la nostra struttura. Durante il week end il Circolo è prevalentemente frequentato da ragazzi. Durante la settimana è aperto per offrire agli anziani la possibilità di incontrarsi e scambiare quattro parole. «Da quest’anno la parrocchia ci ha chiesto se ci interessava la gestione dell’ex campo sportivo del Ca’ di David, dismesso dall’anno scorso. Ci siamo riuniti con altre associazioni, principalmente l’Agape, che sostanzialmente gestisce la sagra del paese e, naturalmente, la Parrocchia. Sicuramente da quest’anno l’area ristorazione, in occasione della Sagra del patrono che dura sei giorni, sarà collocata nella nuova sede del Campo sportivo sistemato; il tendone con capacità di 400-500 persone, rimarrà stabile e servirà anche per il Grest». Quali sono alcune delle vostre iniziative? «Con il nuovo direttivo abbiamo elaborato nuove idee e nuovi programmi, che stiamo realizzando e che ci danno delle soddisfazioni. Voglio ricordare alcuni momenti importanti della nostra attività. Sabato scorso, per esempio, abbiamo organizzato una festa per ringraziare Cattolica Assicurazioni, che ci ha regalato un utilissimo defibrillatore. Per l’occasione abbiamo fatto una festa con un torneo di calcio a 5 e pallavolo alternati, per permettere ai ragazzi di giocare a calcio, prima, e pallavolo poi. Alla fine abbiamo fatto un piccolo rinfresco. Il defibrillatore ci servirà, soprattutto quando, quest’estate faremo il torneo “grande”, al campo sportivo; e anche in questo caso si tratterà di un torneo di pallavolo, mentre quello del calcio a 5 si svolgerà sulla la piastra del Circolo. L’anno scorso il torneo estivo è durato 15 giorni con la partecipazione di 12 squadre, che venivano anche da Borgo Roma e da San Giovanni. Il torneo di pallavolo è fatto anche per far divertire i genitori, perciò le squadre sono miste, quattro maschi e due femmine. Il successo è stato strepitoso. Alla fine si stava tutti insieme a bere qualcosa perché la struttura bar viene trasferita al campo sportivo». Altre iniziative programmate? «In novembre cominciamo con la classica castagnata alla quale sono invitati tutti. Ha preso piede e riusciamo a raggruppare qualche centinaio di persone quando, negli anni scorsi si riuscivano a raggruppare una decina di iscritti. C’è il gioco libero, i giochi in scatola. Per i bambini organizziamo anche l’arrivo di Santa Lucia, che distribuisce un sacchettino di caramelle ad ognuno. Prima di Natale, organizzato da don Gianluca con gli animatori, c’è il canto della Stella; i ragazzi vanno per le vie del paese con chitarre e altri strumenti a cantare. Sono ospitati volentieri nelle varie case, bevono un the e cantano la “stella” riscuotendo un discreto successo». Un’iniziativa nuova e coinvolgente, ricorda il presidente, dedicata ai bambini è il progetto Laboratori della domenica. «Il pomeriggio uno staff di persone ben coordinate, alcune lo fanno anche di mestiere, si prende l’impegno di far divertire i ragazzi proponendo differenti attività manipolatorie e creative: hanno fatto cucina impastando il pan cake e decorandolo, hanno creato libri tattili, hanno costruito le lanterne, hanno realizzato dei mini calcetti di legno che ognuno s’è portato a casa. Il tutto per far divertire i ragazzi e per far sì che vivano pienamente il Noi». Tutto funziona alla perfezione? «Sarebbe troppo bello», ricorda Prenzani, «anche noi abbiamo i nostri punti deboli. Faccio un esempio. Non tutte le nostre proposte trovano il plauso degli iscritti. E allora cosa abbiamo pensato? Per quelli che noi definiamo gli “incontentabili” una domenica pomeriggio, ogni due o tre mesi, mettiamo il Circolo a loro disposizione. Perciò ognuno fa quel che vuole: chi si diverte con i giochi in scatola, chi va a giocare a calcio o a pallavolo. Noi ci mettiamo a loro disposizione. «Come ci mettiamo a disposizione per fornire le risorse economiche e organizzative all’organizzazione del Grest. Naturalmente il carico educativo e formativo ricade tutto sulle spalle di don Gianluca e del suo staff. Il Noi, però, fa la sua parte». •

Gian Battista Muzzi
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Dossobuono,
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Coinvolgere le
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