17 giugno 2019

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Una vita in circolo

18.03.2019

Barbara e Cristina:
noi ci siamo. Franco:
«Aumentati i giovani»

Angiolino Merlini
Angiolino Merlini

Due «new entry» nel direttivo del Noi di Vigasio: Barbara Petrucci e Cristina Giusti. Barbara, vicepresidente, è responsabile acquisti in una ditta di San Giovanni Lupatoto. Carica di entusiasmo, cerca di dare un notevole contributo alle attività del Circolo. «Una volta al mese», racconta, «nel nostro salone c’è una grande tombolata la domenica pomeriggio per le nostre instancabili nonne, che fanno sei giri di tombola e due di tombolone; mentre la tombolata per le famiglie si fa la sera del sabato. Abbiamo appena festeggiato il Carnevale con una tombolata, alla quale hanno partecipato genitori e bimbi tutti mascherati; non solo tombola ma anche una serie di giochi. «Abbiamo in previsione delle serate informative per la comunità; stiamo organizzando una serata sul “bene e il male della Chiesa” con la presenza di un prete esorcista, che si terrà in aprile. Un’altra con l’Associazione del pesciolino rosso: affronteremo anche il tema del bullismo, delle droghe, del gioco d’azzardo, temi che verranno presentati ai genitori, ma stiamo pensando, in collaborazione con la scuola media, di coinvolgere anche i ragazzi». Cristina è invece la tesoriera. Impiegata, è sposata e mamma di tre figli. «Abito a Vigasio da sempre e sono cresciuta in questi ambienti dove ho passato la giovinezza. Il Circolo era un punto di ritrovo; Gino Marconcini gestiva l’apertura del bar e quando qualcuno non si comportava in modo corretto, chiudeva con la mitica frase “tutti a casa”. Collaborare con il Circolo per me è stato un atto dovuto perché ho ricevuto tanto e mi è sembrato giusto poter dare anch’io qualcosa agli altri dedicando un po’ del mio tempo. Quando ho visto il Circolo in difficoltà, per la mancanza di persone da inserire nel direttivo, mi è venuto spontaneo mettermi a disposizione. Tra i mille impegni riesco a ritagliare dei momenti da dedicare alla vita associativa e alle attività». Franco Costa, 69 anni, ex presidente, è un volontario di lungo corso: «Quando ho raggiunto l’età della pensione il mio sogno era quello di avere più tempo disponibile per sistemare gli ambienti del Circolo. Quando, nel 2007, sono stato eletto presidente mi sono messo all’opera e ho coperto con 700 metri quadrati di pannelli isolanti una nostra struttura, ho realizzato due bagni nuovi, ho sistemato gli spogliatoi... «Gli iscritti di quegli anni si aggiravano sempre intorno ai 700-800 con una differenza: allora avevano un’età media più alta rispetto a quelli di oggi. Il mio intento, però, è sempre stato quello di conservare il numero degli associati e di garantire una manutenzione efficiente delle strutture. Adesso che sono passati parecchi anni e si sono succeduti altri presidenti, io non ho più molto tempo a disposizione perché devo fare anche il nonno; continuo, però, a collaborare dedicandomi alle pulizie e alle minute manutenzioni». Un altro pensionato è Angiolino Merlini, 64 anni, un veterano del Circolo e membro del direttivo: «Ho cominciato a frequentare il Circolo quando ero giovane. Ha sempre funzionato con il proprio direttivo. Inizialmente il presidente era il parroco don Luigi Bertagnoli (1977-1999) ma, con l’avvento dei giovani “ribelli” come ero io e alcuni altri, si è deciso che il presidente non doveva più essere il parroco. E così è stato. Abbiamo avuto i nostri problemi e per la ristrutturazione del Circolo e del campo da calcio nei primi anni 2000 ci siamo accollati un grosso debito che abbiamo totalmente pagato. Il nostro Circolo di Vigasio, nel 2002, è stato tra i primi ad aderire al Noi territoriale e difatti abbiamo il numero VR010». Merlini è stato anche tesoriere: «Oggi curo, nella palestra comunale, il corso di ginnastica e aerobica per le signore: è una delle tradizioni del nostro circolo, che continua da una ventina d’anni. Siamo arrivati anche a 50 iscritte. È un impegno non indifferente perché il corso dura dieci mesi, con due incontri per settimana. E seguo anche altre attività sportive. «Quando si tratta di fare manutenzioni di un certo impegno tocca a noi, come tocca a noi segnare il campo di calcio; non mancano mai, però, i volontari. Basta chiamarli e loro sono sempre disponibili», sottolinea. E le iniziative? «Quando il presidente era Serafini abbiamo avviato l’iniziativa “Ndemo in corte”. È sempre stato un grande successo, fino a 400 partecipanti. In che cosa consisteva? A tutti i partecipanti davamo la maglietta: partivamo dopo la messa e andavamo in una prima corte dove si mangiavano polenta con la renga, cioccolata calda, uova sode e brioche. Poi nuova tappa in un’altra corte con bruschette e mortadella; in seguito ancora un tratto di strada per raggiungere la corte di San Bernardino dove ci aspettava il risotto; altra tappa e altra sosta in corte per formaggi e marmellatine, noci e the. Poi il rientro al circolo dove ci aspettavano gelato, caffè corretto e sbrisolona. Questa iniziativa è durata quattro o cinque anni», conclude Merlini. «Quando il numero dei partecipanti è scemato, abbiamo deciso di sospenderla. Abbiamo tentato di rilanciarla, ma abbiamo dovuto desistere». • G.B.M.

G.B.M.
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