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Lirica

08.06.2011

L'estate delle giovani promesse
Sono 40 i debuttanti sulla scena

Il soprano albanese Ermonela Jaho, attesa al debutto nella Traviata
Il soprano albanese Ermonela Jaho, attesa al debutto nella Traviata

Sarà il festival dei giovani. Presentando il cartellone il direttore artistico Umberto Fanni ne ha fatto il lungo elenco. Oltre 40 i debuttanti, a partire dal primo allestimento, La Traviata, protagonisti l'albanese Ermonela Jaho, il tenore sardo Francesco Demuro, il direttore milanese Carlo Rizzi (tutti alla conferenza stampa in Sala Arazzi) e il baritono bulgaro Vladimir Stoyanov. Per finire al Barbiere di Siviglia e all'altra nuova produzione di Romeo e Giulietta con i tenori Antonino Siragusa e Lawrence Brownlee (conte di Almaviva) e con le Rosine della rivelazione polacca Aleksandra Kurzak e della spagnola Rocio Ignacio, mentre un altro noto interprete per il ruolo di Figaro sarà il greco Aris Argiris, sotto la bacchetta del veronese Andrea Battistoni, 24 anni, debuttante in casa alla direzione dell'opera rossiniana.
Il Romeo e Giulietta del francese Charles Gounod («un titolo che diventerà una costante nelle prossime edizioni del festival», ha confermato il sovrintendente Girondini) potrà invece contare sulla Giulietta dell'ucraina Nino Machaidze, sul Romeo di Stefano Secco, sullo Stéphano di Ketevan Komoklidze e sul Mercuzio di Artur Rucinski. Nuovi per l'Arena anche il direttore Fabio Mastrangelo, il regista Francesco Micheli, lo scenografo Edoardo Sanchi e il coreografo Nikos Lagousakos. Confermate invece le collaudate compagnie di canto di Aida, Nabucco (ricostruita nella scenografia del compianto veronese Rinaldo Olivieri) e La Bohème.
Fanni ha quindi introdotto il regista Hugo de Ana, «un amico dell'Arena, che da tempo contribuisce ad arricchire di intensi progetti le nostre stagioni». Ma «non è facile poterlo sempre fare», gli ha risposto de Ana, «soprattutto quando siamo a contatto con opere intime e complicate come La Traviata, fatte apposta per piccoli palcoscenici e difficili da portare negli spazi giganteschi dell'Arena. Stiamo comunque lavorando con grande intensità all'opera verdiana, con interpreti-attori giovani e ideali. Confidiamo che anche il tempo ci dia una mano».
Al direttore Carlo Rizzi, appena sbarcato da Londra, è toccato poi dire la sua sui destini musicali della Traviata. «È un'opera con cui ho iniziato la mia carriera, molti anni fa. Sicuramente concordo sulla difficoltà di rappresentarla in Arena, ma mi è piaciuta l'offerta pervenutami da Verona: si tratta di una sfida personale che mi impegna in un momento particolare. E mi accingo a prepararla con un cast molto giovane e di valore. Cosa succederà ancora ? Non lo so di preciso. So che ci lavoreremo sopra con molto impegno».
Emozionati per la chiamata si sono dichiarati sia Ermonela Jaho che Francesco Demuro. «È un onore e un sogno cantare in Arena», ha dichiarato il soprano, di ritorno da Londra. «La musica italiana sta molto nelle mie vene, anche se richiede una grande responsabilità. Ringrazio Verona per consentirmi di realizzare un sogno che ho covato a lungo fra tutti i miei progetti».
«Tre anni fa non ero nessuno», sono state invece le parole di Demuro, reduce da un Rigoletto a Vienna, «e se sono uscito dalla mia Sardegna è stato anche grazie alla chiamata da Verona, dove ho debuttato al Filarmonico in Elisir d'amore. Ho una grande voglia di fare e spero che questa occasione, dopo quella offertami dalla Scala, sia un buon lasciapassare per la mia carriera». È pronto anche il festival 2012, che accanto alle riconfermate Aida, Carmen, Turandot, Tosca e Romeo e Giulietta, proporrà una nuova produzione del Don Giovanni di Mozart (per la prima volta in Arena). Per il centenario delle stagioni liriche veronesi, nel 2013, Girondini ha annunciato: «Stiamo lavorando a un progetto che coinvolgerà molte altre realtà, e per questo lo stiamo mettendo a punto con la Regione Veneto».

Gianni Villani
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