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Il bilancio del Club Alpino Italiano

21.11.2008

Estate a metà, poca gente sui monti

Rifugio Telegrafo
Rifugio Telegrafo

Quando il maltempo ci mette lo zampino le cose non vanno mai per il verso giusto, specie se si parla di montagna e alpinismo. Quella del 2008 potrà essere infatti ricordata, almeno per quel che concerne la montagna veronese (ma non solo), come una stagione estiva incolore. Senza alti né bassi, con poche belle giornate di sole (quasi mai nei fine settimana) e tante, tante nuvole.
«A dire il vero», spiega il presidente della sezione veronese del Club alpino italiano, Piero Bresaola, «da metà maggio a metà luglio è stato un pianto d'acqua quasi ininterrotto e poi a farla da padrone sono state le nuvole. Da un lato avevamo il Baldo coperto dal proverbiale “capel”, cui spesso si aggiungeva un ben più greve mantello, dall'altro Lessini e Carega erano gravati quotidianamente da nembi temporaleschi. In queste situazioni, ovviamente, ben pochi escursionisti erano invogliati a compiere traversate impegnative o a raggiungere le cime».
La funivia di Malcesine a nord e, in misura minore, gli impianti di Costabella a sud, hanno comunque riversato sulle creste del Baldo centinaia di migliaia di visitatori, ma pochi di loro hanno potuto godere di cieli limpidi e vasti orizzonti. E così i rifugi ne hanno risentito, soprattutto quelli sul Baldo situati in cresta, un po' meno quelli sul Carega.
«L'entusiasmo e l'interesse per la montagna», continua Bresaola, «comunque non mancano e la testimonianza l'abbiamo avuta in occasione delle due grandi feste, quella degli alpini a Revolto a inizio stagione e quella di Santa Rosa al Telegrafo a fine agosto. In entrambi i casi l'afflusso di soci e appassionati di montagna è stato eccezionale a dispetto del tempo uggioso».
Peggio ancora sono andate le cose nei rifugi del Cai Verona in Alto Adige, vale a dire al Fronza e al Biasi. «Grazie all'accesso facile», riprende Bresaola, «il nostro rifugio sul Catinaccio è stato abbastanza frequentato, anche se poi ben pochi proseguivano da lì alla volta delle adiacenti cime dolomitiche. Molto peggio sono andate le cose al Biasi che, isolato fra i ghiacciai di Malavalle, il più delle volte, specie nei fine settimana, diventava una meta proibitiva. Noi stessi del Cai Verona abbiamo dovuto annullare alcune gite lassù a causa del maltempo o della neve e l'unica volta che ci siamo avventurati abbiamo vagato sui ghiacci nella nebbia più fitta».
In pratica quest'estate in montagna sono andati solo i veri appassionati, quelli ben motivati, esperti ed equipaggiati. Gli occasionali, vista la mala parata, hanno preferito fermarsi nei rifugi a quota più bassa. In questo senso è significativo il fatto che in due rifugi più bassi del Gruppo del Carega, il rifugio Revolto e il rifugio Pertica, abbiano lavorato a gonfie vele. «Non posso certo definirla eccezionale», dice Romeo Cappelletti, titolare del Pertica, «la stagione estiva appena passata, ma nemmeno lamentarmi. Il tempo è vero è stato spesso coperto, ma il Carega continua ad attirare un gran numero di appassionati e noi siamo qui ad accoglierli».
Anche Giorgio Annechini, che gestisce il Revolto, non manifesta delusione per come sono andate le cose. «Pochissimi sono stati gli ospiti che hanno pernottato», dice il gestore del Revolto, «ma non vi è stato mai un giorno, nemmeno quando pioveva, senza avventori. In pratica, se tanti a causa del maltempo hanno lasciato perdere le traversate impegnative, di contro nessuno ha voluto rinunciare a salire qui in alta Val di Revolto a godere del silenzio dell'aria buona e, perché no, della nostra cucina».
Leggermente penalizzato dal maltempo è stato anche il rifugio Fraccaroli, a due passi dalla vetta del Carega, ma essendo un eccezionale punto di richiamo ha comunque avuto i suoi visitatori, sia gli occasionali che i fedelissimi, questi ultimi peraltro sempre numerosi.
Tornando al Club alpino italiano e all'attività estiva della sezione, in barba a nuvole, neve e maltempo, il programma è stato rispettato. «Ben poche gite in calendario», dice sempre Bresaola, «sono state annullate ed anche il trekking di sette giorni sulle nostre montagne organizzato per Montagna ragazzi è stato un successo. Ora, naturalmente, stiamo preparando i programmi per l'inverno e punteremo molto sui nostri corsi di sci di fondo e sci escursionismo nonché sul tradizionale corso di sci di discesa con i maestri di sci di Parcines».
Quest'inverno però la sede di via Santa Toscana 11 del Cai, a Verona, offrirà qualcosa di più: la palestra di roccia, inaugurata da poco e dedicata ad Enrico Fasoli, che sarà aperta ad ore fisse due o tre volte la settimana e anche il sabato mattina per le scuole.

Eugenio Cipriani
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