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Le partite

27.09.2010

Il Brasile trema poi dà spettacolo
Cuba vince facile

Gli spagnoli Noda e Torres tentano di arginare a muro la schiacciata di un dirompente Vissotto Neves. FOTOEXPRESS
Gli spagnoli Noda e Torres tentano di arginare a muro la schiacciata di un dirompente Vissotto Neves. FOTOEXPRESS

Per giocare a volley bisogna essere in due. Così come per giocare bene a qualsiasi gioco serve un avversario all'altezza. Così ieri, nella seconda giornata del girone veronese del mondiale di volley, Cuba ha battuto nettamente la Tunisia ma non ha certo divertito il pubblico del PalaOlimpia. E nemmeno possono dire di essersi divertiti i giocatori. Nel secondo incontro della serata, invece, Brasile e Spagna sono stati avversari all'altezza: ed il PalaOlimpia è diventato il teatro di una vibrante, bella ed appassionante sfida sportiva. Una sorta di aperitivo assai stuzzicante di quanto avverrà oggi, quando alle 21 andrà in scena la PARTITA: Brasile-Cuba. Tornando a ieri, troppo grande la differenza di talento, di classe, di gioco e di peso tra Cuba e Tunisia. In verità il gruppo africano è riuscito comunque a strappare un paio di ovazioni quando, con grinta e caparbietà, è riuscito a tirar su da terra la palla sparata dai martelli caraibici. Ma si è trattato dei punti del 12-17 del secondo set e del 10-14 del terzo: punti belli, bellissimi, ma altrettanto inutili alla fine del risultato finale. Un 3-0 che suona come una condanna per la Tunisia, che ora per qualificarsi dovrà battere oggi la Spagna nello scontro diretto, in programma alle 17. Ma lo sapevano. E forse per questo ieri hanno tenuto - anzi: hanno provato a tenere - botta solo nella prima frazione. Ma quando Cuba se li è scrollati di dosso dal'11-12, non c'è più stata partita.
L'impressione netta è che entrambe le squadre siano scese in campo con la testa agli impegni decisivi. Oggi Cuba si giocherà il primo posto contro il Brasile e Leòn e compagni dovranno dare davvero molto di più. Soprattutto in ricezione, dove sono riusciti a farsi mettere in difficoltà dagli scolastici tunisini. Le percentuali di attacchi conclusi a punto (64 per cento complessivo) dicono che il fenomeno ragazzino (Leòn appunto) deve migliorare il suo 60 per cento, così come Simon Aties non può restare a 67 per cento. Per quanto riguarda gli africani, la grinta potrebbe essere la loro arma in più. Ma con la Spagna potrebbe non bastare quando il migliore in campo è Hmissi con 12 punti ma con tre attacchi su quattro sbagliati. Meglio è andato Kaabi: stessi punti del compagno con il pallone messo a terra due volte su tre.
Qualche ora dopo la Spagna ha ripetuto contro il Brasile la prova del giorno prima contro Cuba. Perfette nelle diagonali e nei meccanismi di aiuto a muro, le «Furie rosse» hanno retto il confronto con i campioni del mondo in carica e, anzi, li hanno messi in seria difficoltà. Per la gioia del PalaOlimpia pieno in ogni ordine di posti. Il primo set è un'incredibile punto a punto. Le due squadre non si distaccano per più di due lunghezze, solo sul 9-10 e sul 20-22 e sempre in favore dfella Spagna. Che piazza l'allungo decisivo portandosi sul 21-24 e regalandosi tre set point che spreca nella maniera più banale. Santana e Bruno portano il Brasile sul 25-24 per una replica del punto a punto che i verdeoro chiudono sul 30-28 con una schiacciata terrificante di Vissotto Neves (alla fine 12 punti totali per lui).
La Spagna torna in campo per la seconda frazione e dimostra subito di non aver accusato il colpo. Costringe gli avversari a quattro sbagli consecutivi e si porta sul 6-2. Poi inizia la sua sagra degli errori - che già sono costati cari contro Cuba . in un secondo set durante il quale, finchè regge l'ispirazione di capitan Garçia Torres (9 punti totali), è in grado di replicare al ritorno carioca e prendere il largo sul 15-20. La rabbia del ct carioca Bernardinho esplode: dalla sedia sulla quale è costretto dopo l'operazione alla gamba sinistra. sbatte furiosamente in terra le stampelle e quando chiama il time-out sembra proprio che si prepari a darle in testa ad i suoi. Non è così. E il Brasile si rifà sotto fino al 20-21 ma la Spagna alza il muro e schiaccia a terra le veloci centrali che tanta difficoltà creano ai sudamericani. Il punto del set è di Noda da posto quattro.
Il terzo set conferma l'equilibrio ma il Brasile ha la forza e la capacità di condurlo dall'inizio alla fine, approfittando degli errori soprattutto in battuta degli spagnoli che vanificano ogni possibile recupero. Proprio una battuta finita in rete di Fernandez sigla il 25-20 finale. Che taglia definitivamente le gambe agli stanchissimi iberici. Hanno dato tutto ed il quarto set si chiude in 24 minuti. sul25-19.

Bruno Fabris
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