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27.09.2010

Il Brasile è un rullo, Cuba supera
Velasco al tie break

Il brasiliano Rodrigo Santana schiaccia oltre il debole muro tunisino
Il brasiliano Rodrigo Santana schiaccia oltre il debole muro tunisino

L'esperienza contro i peccati di gioventù. Perché il Brasile del volley sia imbattibile da quasi un decennio, mentra la Cuba ricca di talenti spesso scivioli su piccole bucce di banana lo si è capito ieri sera al PalaOlimpia, quando è andata in scena la prima giornata del gruppo B dei Mondiali. Com'era prevedibile il Brasile- in campo per primo- non ha dato scampo alla Tunisia.
Anche se i verdeoro hanno sofferto più del dovuto nel secondo set, giocato punto a punto fino ai punti decisivi. È anche vero che il commissario tecnico Bernardinho ha centellinato le forze dei suoi, con Marlon rimasto in albergo e Dante in campo solo per onor di firma. Così a giocare sono stati solo dieci dei quattordici convocati: e Dos Santos, Fabricia Nery ed Amaral solo la parte finale del terzo set. Per il resto la pratica è stata sbrigata dai due centrali Rodrigao e Lucas, dai martelli Giba, Murilo e Vissotto e dal regista Bruno, con il libero Mario a dar manforte in ricezione. Dall'altra parte il ct Mkaouar ha risposto con le coppie Kaabi-Karoui e Hmissi-Kadhi, Moalla opposto, Slimen in regia ed il libero Taouerghi.
Primo set senza storia. I verdeoro prendono subito il volo senza molta fatica e senza chiedere giocate ai loro assi. A chiudere sul 25-14 ci pensa Rodrigao. Il secondo set è invece molto più duro. Un evidente calo di concentrazione, infatti, consente alla Tunisia di restare attaccata al punteggio grazie alla grinta ed alla capacità di recuperare anche palle impossibili. Come sul 9-6 per il Brasile, quando Taouerghi va a prendere col piede sinistro la palla che sta oltrepassando i cartelloni pubblicitari, e consente a Kaabi di schiacciare oltre il muro verdeoro, conquistandosi una vera e propria ovazione dal pubblico del PalaOlimpia. Ma la Tunisia regge solo fino al 18 pari. Poi Giba e Murilo innestano il turbo e con un parziale di 7-3 chiudono i conti e le ambizioni degli africani. Che nel terzo set smettono quasi di giocare, sbagliando molto e, a volte, anche in maniera inguardabile. Il 25-14 finale dice tutto.
Molto più combattuta la sfida tra Cuba e Spagna, terminata al tiebreak e riacciuffata per i capelli dai caraibici capaci di sprecare l'immenso talento con errori e cali di concentrazione improvvisi. Vinto il primo abbastanza agevolmente (25-21) non hanno colto i segnali di pericolo che la Spagna stava lanciando con le bordate di un capitan Garçia Torres letteralmente indiavolato: per lui alla fine i punti messi a terra saranno 15, con il 73 per cento di attacchi riusciti. Ed infatti Cuba si lascia murare in continuazione mentre non riesce a prendere le misure agli schiacciatori avversari. La Spagna vince il secondo set e risveglia la rabbia cubana, che fa sua la terza frazione. La quarta è però una replica di quanto visto nella seconda: Cuba spreca quanto fatto in quella precedente, lasciando campo alle «Furie rosse». Il tiebreak finale viaggia sul punto a punto fino al 9 pari, con il pubblico del PalaOlimpia che mostra di gradire (cinque giri di ola per festeggiare il bel gioco visto sul parquet).
Poi sagra degli errori con gli spagnoli che pagano il pegno più caro perdendo 13-15. Per loro un punto in classifica che, però, può fare lad ifferenza nella sfida diretta con la Tunisia per il terzo posto che vale il passaggio del turno. BRU.FA.

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