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L'inchiesta

24.01.2019

L’approdo della linea alle porte della città

L’11 dicembre del 2016 è entrata in funzione la tratta ad alta velocità Treviglio-Brescia. La Brescia-Verona, invece, è tutta ancora sulla carta: prevede 73 chilometri di tracciato e due interconnessioni con la linea esistente per altri 7 chilometri; ulteriori 10 chilometri di attraversamento di Verona collegheranno i super-binari alla stazione di Porta Nuova. Per poter avviare il cantiere, bisogna prima completare l’iter di esproprio dei terreni - già in fieri nei Comuni del basso Garda interessati dal passaggio dei treni - operazione che dovrebbe portar via tutto il 2019. L’Ufficio Espropri di Cepav Due, il general contractor incaricato da Rfi della realizzazione dell’opera, ha già firmato cinquanta contratti versando l’80% del valore pattuito con i proprietari, il resto sarà liquidato una volta che sarà firmato il passaggio di proprietà. Ora, entrando nel dettaglio del progetto a Verona, la linea ad Alta Velocità, arrivando da Brescia, al chilometro 138 prevede la diramazione dei due binari all’Interconnessione di Verona Merci: sottopasseranno uno la linea ferroviaria esistente tramite una galleria artificiale a doppia canna mentre l’altro la linea ad alta capacità con una galleria artificiale a binario singolo. Da lì, poi, è ancora sempre oggetto di grandi discussioni il collegamento Verona-Vicenza. Va detto che l’innesto della Tav nel Nodo di Verona prevede un ampio programma di interventi di adeguamento infrastrutturale e tecnologico connessi al riassetto di tutta la ferrovia in territorio scaligero. L’intervento, si legge nelle carte di Cepav Due, «avverrà attraverso diverse fasi realizzative che consentono alla linea Tav di allacciarsi all’attuale Scalo Merci del Quadrante Europa e di giungere alla stazione di Porta Nuova indipendentemente rispetto ad altri interventi programmati».

Camilla Ferro
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