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L'inchiesta

01.02.2019

Brescia-Verona
ecco dove
passerà la Tav

L’Alta velocità ferroviaria è ora in numeri e parole. Un progetto esecutivo della linea che attraverserà in diversa misura secondo i luoghi, il paesaggio dell’alta pianura veronese e veneta. La tratta che interessa la provincia scaligera è la prosecuzione naturale di quella in territorio bresciano. E come questa corre, per quanto riguarda l’Alta capacità (ovvero la possibilità di aumentare il numero di convogli in transito, ndr) a ridosso dell’autostrada «A4».

GALLERIE. Sono numerosi gli interventi strutturali, definiti nel linguaggio tecnico «opere d’arte», soprattutto nel tratto compreso tra Peschiera del Garda e Castelnuovo del Garda. Nel primo tratto in territorio veronese spiccano in particolare le due gallerie. La prima «Santa Cristina» sarà lunga poco più di 312 metri. Ben più articolato il passaggio nell’area morenica a ridosso del Santuario del Frassino: il tunnel è definito appunto «Madonna del Frassino» ma si tratta in realtà di tre tratte (Ovest - Colle Baccotto - Est) per una lunghezza totale di poco meno di due chilometri di cui solo quella centrale e più corta (232 metri) sfrutta una passaggio «naturale». Lo sviluppo di tale tracciatosi estende dal complesso industriale «Franke» fino al cavalcavia dell’autostrada ad Ovest del fiume Mincio, che la linea scavalca con un viadotto lungo quasi 320 metri; l’interferenza con le rampe dello svincolo autostradale di Peschiera viene risolta con la realizzazione di tre «sottovia» seguiti poi da una galleria artificiale, che porterà il nome di «Paradiso». Poco oltre un passaggio in tunnel: 290 metri definiti «Svincolo Castelnuovo» per correre poi oltre l’autostrada «A4»e puntando verso Nord affiancando i binari della linea esistente Milano-Venezia.

AMBIENTE. Lo stesso progetto esecutivo menziona i temi ambientali che, negli ultimi anni, hanno animato il dibatto. «La zona interessata dalle suddette opere è di particolare pregio ambientale», si legge nel documento. «Da questo punto di vista la componente maggiormente interessata risulta il paesaggio per la presenza delle colline moreniche e di elementi di valore storico-culturale quali il Santuario Madonna del Frassino, il Forte Baccotto entrambi vincolati» in base alle norme di tutela dei beni ambientali.

VIADOTTI. La linea prosegue in direzione di Verona con un’ulteriore galleria «a canna singola» («San Giorgio, 3,4 chilometri di lunghezza) che consente l’attraversamento dell’autostrada Brescia-Padova, nelle due direttrici. Solo 600 metri dopo il tracciato attraversa, in direzione Est, il torrente Tionello e il fiume Tione con due viadotti, lunghi rispettivamente 22,80 e 122,80 metri. Dopo la galleria «San Giorgio», la linea continua parallela a quella già esistente fino alla fine, con una serie di scambi in corrispondenza dello scalo merci di Verona che sarà, comunque, percorribile con una velocità commerciale di 100 chilometri l’ora.

«INVASIONI». L’affiancamento con l’autostrada e all’autostrada per lunghi tratti ha imposto ai progettisti di tenere conto di possibili «interferenze» e del pericolo di «invasione» delle sedi ferroviarie da parte di veicoli. Eventualità di cui, specifica il progetto, «si è tenuto conto» prevedendo «uno studio delle condizioni di potenziale interferenza che si possono verificare tra le due infrastrutture» a causa della possibile invasione da parte dei veicoli, o carichi trasportati. Un’altra problematica, esaminata in dettaglio nel progetto, è il previsto impatto dell’opera da realizzare con le altre preesistenti e le linee «storiche» già attive. La conseguenza, nel corso dei lavori, saranno rallentamenti dei convoglio o interruzioni della circolazione da concordare con Rfi. È il prezzo da pagare, al di là dei costi effettivi, per realizzare la «grande opera» che da anni domina nel dibattito nazionale e locale.

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Inchiesta a cura di Alberto Scapini

Paolo Mozzo
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