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Economia

04.11.2010

A rischio molti vigneti. «Danni? Aspettiamo»

Dopo l'alluvione si sta facendo la conta dei danni nell'agricoltura veronese e del Veneto. Il Codive - il consorzio di difesa veronese che assicura le aziende agricole scaligere presieduto da Enzo Maestrello - non ha, almeno fino a ieri, ricevuto nessuna denuncia per danni subiti. Ma è troppo presto: famiglie e aziende sono alle prese con l'emergenza. Appena superata inizieranno a fare i primi bilanci.
Per la Coldiretti solo nelle campagne venete si contano danni per 10 milioni di euro dovuti a oltre duemila ettari di campi sott'acqua, alle coltivazioni di ortaggi distrutte, agli animali annegati, ai raccolti di tabacco inutilizzabili. «La situazione è seria, ma non c'è pericolo per le colture dei comuni dell'Est Veronese, per il momento», afferma Damiano Berzacola, presidente di Coldiretti Verona, «dato che l'annata agraria si è conclusa. Certo anche i nostri agricoltori delle aree inondate, come il resto della popolazione subiranno danni ai macchinari e alle strutture produttive ed alle abitazioni , ad essi va tutta la nostra solidarietà. Da tempo segnaliamo il dissesto idro-geologico in cui versa il territorio: subiamo gli effetti di un'urbanizzazione caotica e di una cementificazione a macchia di leopardo che impedisce all'acqua di scendere, naturalmente, verso il mare».
SOTT'ACQUA 600 ETTARI. La zona più colpita è Vicenza - sottolinea la Coldiretti - insieme a Verona dove non hanno tenuto gli argini dei fiumi Alpone, Chiampo, Tramigna e Bacchiglione causando l'alluvione di 1.500 ettari nella provincia vicentina e 600 in quella scaligera con danni ingenti soprattutto ai centri abitati e agli insediamenti produttivi. A Padova - continua la Coldiretti - i comuni più provati sono Saletto e Ponte San Nicolò, dell'immediata periferia urbana, a farne le spese numerosi capi di pollame di un allevamento della zona con oltre 100 mila i polli morti annegati ma anche tabacco e ortaggi distrutti.
Per Confagricoltura Verona è difficile quantificare in questo momento tutti i danni. «È ancora presto azzardare un calcolo», spiega il direttore Luigi Bassani, «la zona è concentrata nell'Est Veronese dove le raccolte sono finite e dove la maggioranza delle colture sono vigneti, proprio questi impianti a vigne dovranno essere monitorati attentamente perché l'asfissia delle piante dipenderà dalla velocità con cui le acque dei torrenti e dei fiumi straripati defluiranno e dalla capacità dei terreni di assorbire l'acqua, e quindi meglio aspettare per non essere né troppo pessimisti né troppo pessimisti».
A livello regionale l'assessorato all'Agricoltura sta monitorando la situazione. «Ho chiesto immediatamente alle strutture regionali di procedere ad una verifica puntuale e approfondita dei danni subiti dalle nostre imprese agricole in seguito all'ondata di maltempo che ha colpito il Veneto nei giorni scorsi», ha detto ieri Franco Manzato, assessore veneto all'Agricoltura, in costante contatto con le aree colpite e con gli enti responsabili della situazione idrica del territorio.
DANNI ALLE SCORTE. «Contiamo di avere al più presto un quadro certo e dettagliato dell'intera situazione» ha detto l'assessore. I danni alle aziende e alle produzioni agricole sono stati pesanti, specialmente nelle province di Verona, Vicenza, Padova e Treviso. «Le prime segnalazioni», ha precisato ancora l'assessore Manzato, «hanno indicato danni alle scorte, vive e morte, alle colture orticole in atto e sulle superfici già seminate a grano, orzo, colza, mentre per gli altri seminativi la campagna di raccolta risulta praticamente completata».

Paolo Dal Ben
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