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Alluvione Est

05.11.2010

«Sono un uomo morto, ormai fuori di testa Aiutate la mia famiglia»

Urlava, ieri mattina Orio Grazia urlava e piangeva. Imprecava. Batteva i pugni. E voleva parlare con il sindaco. È arrivato nell'ufficio di Tessari come un fulmine, trattenuto da un vigile. «Adesso basta, mi dovete ascoltare perchè io non ce la faccio più, sono un uomo finito, sono morto, e se non ho risposte serie stavolta faccio una strage, ammazzo me ma anche chi mi ha ridotto così». Ha una figlia disabile, Orio, in carrozzina, per niente autosufficiente. La sua casa è a misura della ragazza di 13 anni: automatizzata, senza barriere architettoniche, studiata apposta per agevolare gli spostamenti e la gestione della figlia.
«Ci ho messo tutto quello che avevo in quella casa, mi è già andata sotto acqua nel 2005, ora di nuovo», urla Grazia, «io non sono più in grado di ricominciare da capo, non ho un soldo da spendere per risistemare tutto un'altra volta e non accetto di essere in questa condizione per la negligenza di qualcuno che non ha fatto il suo mestiere e ha lasciato che l'Alpone tracimasse. Adesso basta, voglio la garanzia che farete tutto il possibile per rendere di nuovo agibile il posto dove abito, che sarò risarcito dei danni e che nel frattempo avrò una sistemazione alternativa a misura di mia figlia dove stare finchè sarà finito questo inferno». C'è anche la moglie con lui, sconsolata, senza più forze «per affrontare anche questa, siamo distrutti», dice, «non doveva capitare, non siamo più in grado di andare avanti, è finito tutto, stavolta èper noi è finito tutto davvero». E continua, piangendo, mentre una psicologa dell'unità di crisi la abbraccia: «È un disastro, non ce la facciamo più, siamo davvero al limite della sopportazione, pronti a tutto, anche a gesti inconsulti...almeno poi sarà finita questa pena continua, per noi e per nostra figlia». Tessari chiede ai coniugi Grazia di mettersi tranquilli «che la soluzione adesso la troviamo, vi assicuro che entro sera sarà a vostra disposizione un mezzo per trasportare la ragazza e un appartamento a piano terra dove andare a vivere finchè la vostra casa non tornerà come prima». Tessari è frastornato: «Lo vedete a che punto di esasperazione è la gente? Io non so più che fare: i veri danni sono questi, a livello psicologico, da 'sta storia usciamo tutti matti, tutti».
Arrivano i medici, Orio Grazia ha bisogno di essere tranquillizzato. Accetta di fare una puntura, di bere una pasticca. La situazione un po' alla volta rientra, la crisi è sotto controllo e il confronto a porte chiude dentro l'ufficio del sindaco si conclude dopo un'ora. «Ora va meglio», ammette all'uscita, «ma davvero, aiutatemi tutti, aiutate chi è nelle mie condizioni perchè tutto questo è umanamente insostenibile». C.F.

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