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Alluvione Est

04.11.2010

Si riapre il ponte, scoppia la polemica

Lunedì: ruspe al lavoro sul ponte della Motta
Lunedì: ruspe al lavoro sul ponte della Motta

Il ponte sull'Alpone che collega il centro di San Bonifacio con la Motta è stato riaperto già nella serata di martedì. Ma il ripristino del traffico non ha smorzato le polemiche che si riaprono ogni volta che la piena del torrente provoca la chiusura del ponte il quale, trovandosi sotto il livello degli argini, rischia di allagare il centro se non viene sbarrato con delle paratie.
E anche questa volta queste si sono rese necessarie, avendo il livello dell'acqua superato di quasi mezzo metro la sede stradale.
Nei mesi scorsi il Genio civile aveva programmato, oltre alla ripulitura dell'alveo dell'Alpone, anche la rimozione delle pile di sostegno del ponte, ma il progetto sembra sia ancora in attesa delle autorizzazioni della Soprintendenza, trattandosi di un ponte storico, risalendo la sua inaugurazione al marzo 1878.
Ma le polemiche si sono accentuate negli ultimi anni quando questa situazione di pericolo di esondazione, chiamata nodo idraulico, sembrava prossima a soluzione con il finanziamento di un ponte nuovo più a valle di quello attuale.
Dice l'assessore provinciale alla Protezione civile Tiziano Zigiotto: «Denuncio l'assurdo comportamento delle precedenti Amministrazioni, a partire dalla prima giunta Casu, che fu sfiduciato da un'azione di un gruppo di consiglieri per bloccargli il progetto del ponte per motivi estetici o di bassa lega, progetto previsto con finanziamento regionale e che avrebbe risolto definitivamente il pericolo del nodo idraulico».
Pronta la replica del sindaco di San Bonifacio Antonio Casu: «C'erano 6 miliardi di lire a disposizione allora per fare il ponte, ma ora non basterebbero: mancano le risorse economiche, non solo, ma saremmo anche impediti dal Patto di stabilità».
Nel dibattito si è inserito anche l'ex sindaco Pierdomenico Mazza, che si è detto disponibile a collaborare con l'attuale Amministrazione per risolvere il problema del ponte qualora ritenesse di orientarsi sul progetto del ponte sollevabile, da lui proposto qualche anno fa.
«Sono passati anni», dice, «si è sprecato del tempo, ma la soluzione proposta allora sarebbe valida anche oggi e costerebbe molto meno del grande ponte nuovo fisso, al di là dell'impatto ambientale di questo».
«La soluzione tecnica esiste già», prosegue, «adottata anche in altre città, come a Torino sul fiume Dora. Il ponte sollevabile con martinetti», spiega l'architetto Mazza, «verrebbe sollevato in caso di piena: basta la volontà politica di affrontare il problema».
Il sindaco Casu riproporrà il problema del ponte in un incontro con i sindaci della zona e il prefetto, all'interno di una soluzione globale dei problemi idraulici di tutto l'Est veronese.

Gianni Bertagnin
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