23 aprile 2019

Speciali

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

Alluvione Est

04.11.2010

San Giovanni Ilarione, mezza isola ecologica in acqua

I contenitori dell’isola ecologica franati nell’Alpone
I contenitori dell’isola ecologica franati nell’Alpone

Il fiume Alpone si «mangia» metà isola ecologica e trascina nel suo letto i container dei rifiuti.
L'azione erosiva del torrente notevolmente ingrossatosi all'inizio della settimana ha «strappato» dagli argini 150 metri quadrati dell'isola ecologica di via Merli ma anche decine di metri quadrati di terreni privati portandosi via pure i guard-rail che oggi sono appollaiati sui detriti dell'Alpone.
Ma il maltempo, in questo territorio idrogeologicamente critico, ripropone il problema delle frane che non è ancora pienamente conclamato ma già fa dire al sindaco Domenico Dal Cero che chiederà il riconoscimento della calamità naturale. L'azione dell'acqua, infatti, si vedrà compiutamente solo nei prossimi giorni e proprio per questa ragione in municipio l'Ufficio tecnico è in stato di massima allerta.
Una mappa degli smottamenti già c'è, e quello più importante è quello in località Casella: da ieri, per ordinanza del sindaco, è chiusa al traffico la strada Bertini-Marcazzani. Si tratta dell'aggravamento di una frana verificatasi esattamente due anni fa: in 24 ore il fronte di frana è passato da 15 a 40 metri portandosi via metà della carreggiata.
Un cedimento della sede stradale è stato segnalato anche sulla strada Frozzoli-Lovatini interessata lunedì dalla tracimazione della valletta che attraversa la contrada Panarotti: il fronte è di 10 metri e si circola a senso unico alternato. La strada Fusa-Cattignano presenta un rigonfiamento dell'asfalto per una ventina di metri, segno del movimento franoso sottostante: si circola nonostante un piccolo restringimento. È peggiorata anche la frana dei Rebeli sulla quale a breve dovrebbero partire i lavori di ripristino che erano necessari due anni fa: è interessata tutta la sede della strada Nogarotto-Moccia, che già era oggetto di limitazioni viabilistiche.
Il Comune ha provveduto a un riempimento con ghiaia e non c'è un immediato pericolo di scivolamento. Ha ceduto anche parte della banchina lungo la strada che attraversa località Camaole: c'è un restringimento dovuto alla transennatura della strada. E si è rimessa infine in movimento la frana in località Zini e quella dei Coltrini, da anni al centro di una controversia tra i proprietari dei terreni e il Comune.
«Chiederò la calamità naturale ma anche che si cambi sistema», annuncia il sindaco Dal Cero. «I soldi devono essere dati ai Comuni: se fosse stato così probabilmente gli interventi sulle 17 frane verificatesi esattamente due anni fa sarebbero già stati fatti. Registrammo danni per 936 mila euro, ce ne furono assegnati, per il tramite di Provincia e Comunità montana della Lessinia, 900 mila dalla Regione ma alla fine l'elenco degli interventi, non ancora iniziati, conta solo sette frane».© RIPRODUZIONE RISERVATA

Paola Dalli Cani
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1