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Niccolò Fabi

29.04.2016 Tags: Musica

Fabi ora è primo
con le canzoni
«nate in salotto»

Primo in classifica con il nuovo disco. E una risposta incoraggiante al botteghino. Giorni felici per Niccolò Fabi.

L'INTERVISTA. La folla, composta per la maggior parte da donne e ragazze, occupa la sala della Feltrinelli, invade i corridoi laterali e finisce in un’altra stanza. Niccolò Fabi si merita tutto questo pubblico. E si merita pure i numeri lusinghieri che sta facendo registrare al botteghino: restano pochi biglietti per il suo concerto veronese del 30 maggio prossimo al teatro Romano. A Verona è arrivato a presentare il nuovo disco, "Una somma di piccole cose". Potete vedere l’intervista qui, sul nostro sito, LArena.it, all’interno della trasmissione «L’Arena live».

Fabi, partiamo da questo disco che lei ha realizzato da solo. Una reazione ai due anni passati in tour con Gazzè e Silvestri?

«Qualcuno potrebbe anche pensarlo. In fondo, abbiamo vissuto insieme, viaggiato insieme, suonato insieme... L’esperienza con Max e Daniele è stata formativa per me. Mi sono ritagliato uno spazio preciso. Per farlo ho dovuto cercare una mia tonalità. Insomma, non potevo competere in cazzeggio con Gazzè, per esempio; mi avrebbe massacrato. Lui ha tutto un suo modo stralunato e ironico, non solo nelle canzoni. Ho dovuto lavorare sulla mia personalità. E grazie a Max e Daniele ho potuto esibirmi in Arena».

Già. Cosa rappresenta per lei quel concerto all’anfiteatro veronese?

«Una vera soddisfazione; il riconoscimento di qualcosa che ho raggiunto dopo oltre vent’anni di carriera. Una delle serate definitive della mia storia musicale».

Ma il prossimo tour sarà diverso, giusto? Le canzoni del nuovo disco, così intimista, sono differenti da quelle scritte con gli altri cantautori romani. Come saranno i nuovi concerti?

«Saranno una bella sfida. Anche perché Una somma di piccole cose l’ho scritto da solo, suonando nella sala della mia casa di campagna, sulla Cassia, verso Viterbo. Quello che vedevo dalla finestra, lo vedete anche voi sulla copertina del disco. La foto l’ho scattata io con il telefonino, una mattina. Non aveva senso chiamare un fotografo da Milano per uno scatto patinato. Volevo che si capisse il posto dove sono state concepite, suonate e registrate le canzoni. Una campagna come ce ne sono tante in Italia. Non volevo che ci fosse spazio né tempo tra l’ispirazione e la resa finale su disco. Così ho registrato tutto in salotto, sul divano. E lì le canzoni funzionavano bene! Come suoneranno dal vivo? Non lo so, ma non potevo mica invitare tutti a casa mia, sul divano... Così cercherò di replicare, dal vivo, quel tipo di atmosfera. Con me ci sarà una band molto giovane. Sarà uno spettacolo suonato rispettando l’anima elettroacustica del disco».

Se suonerete con una certa delicatezza, potrete perfino sentire in sottofondo il suono delle onde dell’Adige...

«Davvero? Che bellezza! Quanto tempo manca al concerto di Verona? Oddio, vorrei che fosse già il 30 maggio!».

Giulio Brusati
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