Animali&Co

16.11.2011

Vacche malate e maltrattate
i magistrati vogliono vederci chiaro


 Il foro Boario di Vicenza e un'immagine di  mucche in buono stato di salute. ARCHIVIO
Il foro Boario di Vicenza e un'immagine di mucche in buono stato di salute. ARCHIVIO

Vicenza. Scene penose ed inequivocabili. Sono quelle mandate in onda da "Striscia la notizia" nell'inchiesta "Mucche a terra", che con l'inviato Edoardo Stoppa ha fatto luce su un caso di maltrattamento di animali e false certificazioni. Di una vicenda analoga si era occupato il tg satirico di Canale 5 nel 2009, in contemporanea ad un'indagine dei carabinieri dei Nas che si concluse con tre denunce. Le posizioni degli indagati sarebbero archiviate.

Il servizio, mandato in onda lunedì sera, è girato al foro boario a Vicenza est. Si vedono dei trasportatori che caricano su un camion delle vacche che non si reggono in piedi e che vengono trascinate con un verricello. Eppure i certificati medici che accompagnano il trasporto e firmati da un veterinario parlano di animali in buono stato di salute. Sono vacche destinate alla macellazione. e quindi a finire sulle nostre tavole; eppure - come evidenziato da Fabrizio Cestaro, direttore del servizio Sanità animali dell'Ulss 20 di Verona, intervistato da "Striscia" dopo che la polizia stradale aveva fermato il camion - quegli animali non sono idonei alla macellazione perché hanno delle malattie anche gravi (L'azienda Ulss 20 di Verona ha emesso un comunicato nel quale però dice che le mucche dirette a un macello in provincia di Mantova sono state poi effettivamente macellate, per evitare loro ulteriore stress, nel Veronese).

Stoppa dopo aver filmato a Vicenza il carico delle bestie malate - spiegando che i responsabili si erano nascosti, coperti da altri camion -, ha seguito il camion e intervistato l'autista; ha contattato la polstrada che ha bloccato il camion e intervistato il veterinario che ha firmato il "buono stato di salute" degli animali, che di fatto non ha risposto alle domande se non dichiarandosi in pace con la coscienza.

Sulla scorta dell'intervento della polstrada e dell'Ulss, è stata aperta un'inchiesta per far luce sulle ipotesi di maltrattamento di animali e di falso, commesso dal veterinario.

La vicenda e il servizio hanno scatenato una ridda di prese di posizione. Il governatore del Veneto Luca Zaia, che ha ringraziato "Striscia", ha parlato di tolleranza zero: «Non esiste che l'immagine della zootecnia veneta sia quella collegata ad animali vivi con le gambe spezzate, caricati su camion con la pala di una ruspa. Non è questo il mondo dell'allevamento. E se qualcuno si comporta male, paga. Abbiamo fatto vedere il peggio che si poteva mostrare. I veneti non sono questi e lo dico a difesa dei tanti allevatori per bene della nostra regione che rispettano il benessere animale. Nel corso del servizio è stato intervistato uno dei nostri responsabili veterinari, che ha spiegato l'irregolarità di quel trasporto».

Gli fa eco l'assessore alla Sanità Luca Coletto: «Valutiamo la possibilità che la Regione si costituisca parte civile».
E se la Coldiretti con Giorgio Piazza chiede di «non generalizzare perchè gli oltre 4 mila allevatori veneti producono carne e latte di qualità e fanno leva sul benessere animale», Andrea Zanoni, eurodeputato dell'Italia dei Valori, parla di «aberrazione degli allevamenti intensivi» e chiede pene esemplari.

La Lav, col vicepresidente Roberto Bennati, sottolinea «l'inefficacia dei controlli» e chiede la «radiazione dall'Albo del veterinario. Chiediamo che il ministero apra un tavolo con i servizi veterinari delle Regioni per prendere provvedimenti incisivi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Diego Neri
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