Animali&Co

26.10.2011

Una fattoria abusiva all'ex stazione
Capre libere, pavoni e polli in gabbia

L’ex scalo ferroviario abbandonato FOTO PECORA
L’ex scalo ferroviario abbandonato FOTO PECORA

Vigasio. Dove un tempo sferragliavano le locomotive, ora scorrazzano capre e altri animali domestici. L'allevamento non autorizzato, assieme a un deposito di materiale abusivo, è stato scoperto dai vigili urbani, alla vecchia stazione dell'ex linea Dossobuono-Isola della Scala, dismessa dal 1986. Gli agenti hanno ricevuto segnalazioni dai residenti, sulla presenza degli animali, che scorrazzavano sui binari e tra la vegetazione, accanto a cumuli di materiale di ogni genere.
I vigili nell'effettuare le ispezioni, tra le montagnole dei resti di demolizioni edilizie e le carcasse di alcuni veicoli, hanno avvistato pure due capre che si muovevano tra l'erba, oltre a un paio pavoni chiusi in gabbia e sei galline in un pollaio. Gli animali sono di Faical Ayari, 45 anni, tunisino, che abita con la famiglia nell'ex edificio ferroviario. Il comandante della polizia municipale Fabrizio Materassi, ha emesso un'ordinanza, per far pulizia di tutto e ottenere il ripristino dello stato originario dei luoghi, da concludere entro fine ottobre. Ha inviato il provvedimento sia ad Ayari, sia a Reti ferroviarie italiane, la società proprietaria dell'ex scalo dei treni. L'urgenza dell'atto firmato da Materassi è dettata dal fatto che potrebbero scoppiare incendi, visto il quantitativo di materiale e la vegetazione non curata. Il dirigente ha agito pure per evitare conseguenze gravi sul piano igienico sanitario.
Nell'ordinanza si legge che i residenti hanno lamentato «lo stato di degrado e di sporcizia del sito, ove nessuna pulizia e manutenzione è mai compiuta, con la vegetazione spontanea che cresce rigogliosa, tra gli ammassi di materiali, con le capre e gli animali da cortile che si aggirano per ogni dove». Dopo i primi sopralluoghi, i pavoni sono spariti, in compenso sono rimaste le capre e i polli, anche se questi ultimi non rientrano nell'area da bonificare. Come in un moderno bazar, nel sito c'è di tutto, perfino lavandini e water accatastati. Per il proseguimento del risanamento all'ex stazione, sarà fondamentale l'esito dell'ultimo accertamento previsto sabato 29 ottobre. Se il residente dello scalo dismesso, o Rfi, non avranno provveduto alla pulizia, e non ci saranno proroghe interverrà il Comune con i propri mezzi. In un secondo momento il municipio potrà chiedere ai privati il rimborso delle spese. Inoltre il comando di polizia locale segnalerà il mancato rispetto del provvedimento all'autorità giudiziaria. In questo caso, la pena prevista è l'arresto fino ad un anno.
Il sindaco Daniela Contri intervenne una prima volta, tre anni fa, per fermare il degrado allo scalo. Attraverso due diverse ordinanze impose ad Ayari lo sgombero degli oggetti stoccati nell'area, tra cui veicoli non utilizzati, classificabili come rifiuti.
Rfi effettuò la bonifica. Ayari, ritenuto inadempiente, venne denunciato alla magistratura: il processo penale è ancora in corso. Dopo la prima pulizia, l'occupante ricominciò ad accumulare di tutto sul sedime ferroviario.
Il ritorno a una condizione di degrado, spinse gli abitanti delle case vicine a protestare con le autorità. Il Comune, l'inquilino e i responsabili di Rfi si incontrarono più volte, per effettuare un riordino definitivo dell'ex scalo.
Alla prima ispezione, a cui parteciparono l'assessore Eddi Tosi, assieme ad Ayari, assistito dall'avvocato Roberto Malesani, l'inquilino si impegnò a rimuovere i cumuli in tempi brevi. Nei mesi successivi, però, i vigili urbani, assieme ai rappresentanti di Rfi e al personale della polizia ferroviaria (Polfer) constatarono come, in realtà, fosse stato sgomberato ben poco.

Fabio Tomelleri
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