Animali&Co

23.04.2019

Traffico di cuccioli
di cane. Un business
da 300 milioni

Uno dei cuccioli sequestrati mercoledì scorso dai Carabinieri forestali in braccio ad un militare
Uno dei cuccioli sequestrati mercoledì scorso dai Carabinieri forestali in braccio ad un militare

Il traffico illegale di cuccioli vale 300 milioni di euro l'anno, con oltre 400 mila cani e gatti importati dall'estero per essere venduti sul mercato nero a prezzi che oscillano tra i 60 e i 1.200 euro. È quanto emerge da un'analisi di Coldiretti sull'ultimo Rapporto Agromafie, in relazione all'operazione "Crudelia" dei Carabinieri forestali di Reggio Emilia che la scorsa settimana hanno smantellato una presunta associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di animali da compagnia, eseguito tre misure cautelari(indagate altre 11 persone) e sequestrato 108 cuccioli. Si tratta di animali di razza - bulldog francesi e inglesi ai maltesi fino a chihuahua, shiba-inu, carlini, barboncini e volpini - acquistati illegalmente nei Paesi dell'Est Europa a poche centinaia di euro e poi rivenduti anche a prezzo quintuplicato.Il recente importante risultato dell'operazione "Crudelia", dal nome della cattiva del film "La Carica dei 101", arriva al termine di un'indagine iniziata nel 2017 a seguito di controlli stradali dei carabinieri nei quali erano stati sequestrati altri 129 cuccioli che viaggiavano stipati in auto senza cibo ne acqua. Il traffico di animali, spiega Coldiretti, è uno dei fenomeni malavitosi a maggior impatto sociale, visto che una casa italiana su tre (32 per cento) ne ospita almeno uno, per un totale di oltre 14 milioni tra cani e gatti. «Quelli che arrivano con la tratta clandestina - sottolinea Coldirettl -, sono di solito cuccioli di poche settimane, quasi sempre non svezzati e senza microchip d'identificazione richiesto dalla legge. Questi esemplari, spesso imbottiti di antibiotici per farli apparire in buona salute, vengono introdotti nel territorio nazionale accompagnati da una documentazione contraffatta che ne attesta la falsa origine italiana e riporta trattamenti vaccinali e profilassi mai eseguiti. Si tratta di un commercio che talvolta si realizza con la complicità di allevatori e negozianti italiani, che riciclano gli animali di provenienza illegale, costituendo un danno per tutti».I dati indicano anche che l'88% dei veterinari liberi professionisti ha dichiarato di avere visitato cuccioli di provenienza estera nell'ambito della propria professione e il 59% dei veterinari Asl ha indicato di avere riscontrato anomalie all'atto dell'iscrizione in anagrafe nei cani provenienti dall'estero. L'ascesa del traffico illegale ci cuccioli di cani e gatti, a luglio scorso, ha obbligato l'Europa, dove non tutti i paesi UE sono allineati sulle normative per evitarlo, a lavorare ad una definizione unica delle problematiche. Non mancano le associazioni animaliste nella lotta al traffico di animali. La Lav ha presentato il 2° manuale di "Procedure per l'esecuzione dei controlli nella movimentazione comunitaria di cani e gatti", realizzato col ministero della Salute e la Fnovi, Federazione nazionale ordini veterinari italiani, pensato per favorire la comprensione le norme che regolano gli scambi commerciali tra i Paesi UE.

Luisa Dissegna
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