Animali&Co

16.10.2012

Sono gli angeli dei non vedenti. «Ma quanti ostacoli in città»

Alcuni esemplari di cani guida: nel Veronese sono una trentina
Alcuni esemplari di cani guida: nel Veronese sono una trentina

Verona. Per un non vedente, la presenza di un cane, come sua guida, può davvero fare molto. Per questo in occasione della Giornata nazionale del cane guida, l'Unione italiana ciechi e ipovedenti di Verona ha tenuto un incontro dal titolo "Quando un cane ti accompagna: tutto quello che avreste voluto sapere sul cane guida, ma non avete mai osato chiedere".
Sono tanti i miti da sfatare e le cose da sapere su come vengano addestrati i cani guida, sulla loro utilità, ma anche sui limiti della loro presenza.
«Non è mai il cane che decide cosa fare», spiega Roberta Mancini, presidente della sezione veronese dell'Unione italiana ciechi, «può essere un ausilio importante, ma la responsabilità rimane della persona. Non esistono super cani o super ciechi, ma è un binomio, frutto di anni di formazione ed educazione».
Il cane infatti, per quanto addestrato, non può prevedere l'imprevisto, non sa leggere cartelli o riconoscere quando il semaforo è rosso. «Il cane guida non è una macchina, che si prende e poi si spegne», prosegue Roberta Mancini, «ci vuole rispetto per lui ed è fondamentale approfondire l'importanza della relazione tra cane guida e cieco».
Nella provincia scaligera ci sono 1.700 non vedenti, più 500 tra ipovedenti e ciechi parziali, eppure solo una trentina di cani guida. Questo perché avere un animale in casa comporta delle responsabilità, come per chiunque. Inoltre per i cani guida è necessario un percorso di addestramento e di affiancamento alla persona non vedente. Per ottenere l'affidamento di un cane guida, ci sono tempi di attesa lunghi, per questo l'Unione ciechi di Verona ha fatto partire un progetto sperimentale per la formazione dei cani. «L'obiettivo è sempre il benessere del cane», assicura Livio Guerra, dog trainer, esperto di relazione fra uomo e cane, «bisogna evitare la sua strumentalizzazione, anche se per una buona causa. È necessario preparare il non vedente ad accogliere il cane in casa, evitare di affidare dei cuccioli, ma scegliere cani adulti, magari dai canili, da formare insieme ai nuovi padroni, per migliorare la qualità della relazione». I cani diventano così gli angeli custodi dei non vedenti, senza dimenticare l'importanza che può avere la loro presenza come pet therapy, con tutto il benessere affettivo che deriva dalla relazione con un amico a quattro zampe.
Ma anche con l'aiuto di un cane guida, per un non vedente la città può essere piena di pericoli e ostacoli.
«A Verona non tutti i semafori hanno i segnalatori acustici», spiega Roberta Mancini, «e anche i cambiamenti nella viabilità vanno a confondere il cieco. La città potrebbe essere più accessibile con pedane tattili, e segnalatori sonori. Questi accorgimenti, uniti all'aiuto del cane guida che accompagna, consentirebbero ai non vedenti una maggiore facilità negli spostamenti». E.IN.

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