Animali&Co

29.01.2018

Scimmie e umani
Scandalo dei test
sui gas di scarico

Gas di scarico testati su scimmie e umani
Gas di scarico testati su scimmie e umani

Non solo scimmie, ma perfino esseri umani utilizzati come cavie per test sugli effetti dell’inalazione di ossido di azoto. Sono quelli che, secondo indiscrezioni stampa, avrebbero effettuato le case automobilistiche Volwkswagen, Daimler e Bmw per provare gli effetti dei gas di scarico dei motori diesel.

 

Volkswagen, dopo le rivelazioni del New York Times, ha dichiarato sabato di «prendere chiaramente le distanze da tutte le forme di maltrattamento sugli animali». Gli esperimenti sarebbero stati condotti nel 2014 negli Stati Uniti da un’agenzia sanitaria specializzata nel settore dei trasporti, Eugt, per i tre marchi e il fornitore tedesco Bosch. Ma il caso ha preso una nuova dimensione oggi, quando il quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung ha rivelato che i test sarebbero stati effettuati anche su circa 25 persone in buona salute.

 

«Prendiamo le distanze espressamente con lo studio (rivelato dal quotidiano tedesco, ndr) e con Eugt», ha detto un portavoce di Daimler. Bmw non ha ancora commentato la vicenda. Bernd Althusmann, ministro dell’Economia della Bassa Sassonia, che è grande socio di Vw, ha descritto questi esperimenti sugli animali come «assurdi e imperdonabili», riporta l’agenzia tedesca Dpa. Althusmann chiede anche una «indagine approfondita» e che abbiano «gravi conseguenze personali» i responsabili dei test. Sempre secondo Sz, i produttori avrebbero deciso di fermare l’attività di Uegt in scia allo scandalo dieselgate che ha colpito Volkswagen.

 

 

La cancelliera tedesca, Angela Merkel, condanna i test condotti su animali e persone che avrebbero condotto Volwkswagen, Daimler e Bmw per provare gli effetti dei gas di scarico dei motori diesel. «Questi test sugli animali e perfino sulle persone non sono eticamente giustificabili in alcun modo», dichiara il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert, secondo quanto riferito dal quotidiano Frankfurter Allegemeine. «L’indignazione di tante persone è assolutamente comprensibile», ha aggiunto Seibert.

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