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07.05.2019

Scambiato per una
«spia» Il grifone
Nelson è in salvo

Il grifone catturato nello Yemen a causa di un localizzatore sull'ala FUND FOR WILD FLORA AND FAUNA
Il grifone catturato nello Yemen a causa di un localizzatore sull'ala FUND FOR WILD FLORA AND FAUNA

Partito dalla Bulgaria per svernare in paesi più caldi, il grifone Nelson se l'è vista proprio brutta. Scambiato per una pericolosa spia è stato catturato nello Yemen, a causa di un localizzatore gps attaccato all'ala che ha messo in allerta la milizia armata.Nelson, in realtà, fa parte degli esemplari donati dal bioparco francese Doué-la Fontaine alla riserva naturale della gola di Kresna, una delle aree a maggior biodiversità dei Balcani, per reintrodurre questa specie di grifone in via di estinzione.

 

Ognuno dei quattordici uccelli, una volta giunti in Bulgaria, era stato dotato di un trasmettitore satellitare per poterne controllare gli spostamenti. E fino a novembre, quando Nelson era giunto nella Penisola Arabica, dopo avere volato sui cieli di Turchia, Siria, Libano e Giordania, i suoi viaggi erano stati monitorati. Poi il grifone è scomparso da Google maps e l'associazione ambientalista bulgara FWFF che ne curava l'inserimento non ha più avuto sue notizie.

 

La sua incredibile capacità di volare - Nelson può raggiungere i seimila piedi di altezza e può rimanere in volo per centinaia di chilometri - lo aveva portato, a sua insaputa, nel turbolento Yemen. Lì, nelle vicinanze della città di Taiz una volta avvistato dalla milizia, proprio a causa del suo trasmettitore satellitare, è diventato una preda da catturare.Il 5 aprile, l'organizzazione bulgara Fund for Wild Flora and Fauna ha iniziato a ricevere messaggi email da cittadini yemeniti che erano molto preoccupati per il benessere di un grifone catturato dalle milizie.

 

«Siamo stati aggiornati sulla posizione e le condizioni di Nelson, grazie a tutte le persone meraviglio si sono preoccupati della sopravvivenza di questo animale nonostante l'attuale situazione militare che stanno affrontando nello Yemen». Nelson deve ringraziare anche il dott. Hisham Al-Hoot, inviato di una ong che salva gli animali nelle zone di guerra, contattato del bioparco francese di Doué-la Fontaine. Sono serviti una decina di giorni di trattative per poterlo salvare.

 

«Nel frattempo, al medico è stato permesso di fornire cibo a Nelson, in attesa della decisione della milizia» racconta nel suo sito web Fund for Wild Flora and Fauna.FWFF e Green Balkans hanno poi contattato e chiesto sostegno politico ad organizzazioni internazionali e ambasciate, attirando l'attenzione de i media internazionali. Il dott. Al-Hoot ha quindi ricevuto il via libera dal comandante della base dove si trova l'avvoltoio sotto custodia.

 

E il 16 aprile Nelson è stato rilasciato dalla prigione.Il rapace, visibilmente deperito e con qualche ferita, è stato portato nella capitale Sanaa dove è stato sottoposto a diverse visite e cure veterinarie. Dovrà seguire una riabilitazione di 5-6 settimane.Per lui è stata lanciata anche una raccolta fondi dalla One World Actors Productions Animal Rescues, l'organizzazione che sta riabilitando Nelson. Una volta guarito tornerà nei Balcani.

Luisa Dissegna
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