Animali&Co

08.09.2020

Prima uscita per i tigrotti siberiani Krai, Zov ed Alina

Prima uscita all’aperto di Krai, Zov ed Alina, i tre cuccioli di tigre siberiana, due maschi e una femmina, nati lo scorso giugno al Parco Natura Viva di Bussolengo, primi esemplari che hanno visto la luce in Italia dal 2014.

 

Sono figli di Luva e Botsman, due esemplari anche loro nati nel 2011 in un giardino zoologico, rispettivamente di Zurigo e Mosca, e che si erano incontrati solo lo scorso dicembre nell’area faunistica veronese, arrivando presto all’intesa, coronata dal recente parto. Tutto era stato portato a termine regolarmente dopo i 90 giorni di gravidanza, nonostante l’età non più giovanissima di Luva per essere una primipara: i suoi nove anni corrispondono infatti a quelli di una quarantenne, considerando che l’aspettativa media di vita di questa specie si aggira sui 18 anni.

 

I tre cuccioli hanno già un peso considerevole fra i 10 e i 14 kg, con la femmina più piccola ma più intraprendente, tenuta a bada a fatica dalla madre. Però basta un soffio, non un ruggito, per metterli tutti in riga e la preoccupazione di mamma in questo momento è di preservarli dai pericoli rappresentanti dal padre e dai visitatori. Il papà per ora lo vedono solo nel ricovero notturno, separati da uno spesso vetro. Lo incontreranno fra qualche mese quando saranno in grado di difendersi da soli dalla sua aggressività; ai visitatori pensa mamma che tiene i cuccioli al riparo di una fitta siepe di bambù, facendoli uscire in campo aperto solo saltuariamente perché istintivamente è proprio il timore dell’uomo che deve insegnare.

 

Il Parco Natura viva ha comunque allestito un grande schermo con le riprese effettuate in notturna all’interno del loro ricovero e all’aperto nei momenti di silenzio quando gli animali si sentono più tranquilli e si mostrano con meno timori. Il direttore scientifico Cesare Avesani Zaborra ha voluto sottolineare alla presentazione dei tre nuovi esemplari l'alto valore che rappresentano dal punto di vista educativo: «Si tratta di una specie protetta che vive in un'area ristretta della Siberia all’estremo confine orientale e conta appena 600 esemplari in libertà. Nei parchi e giardini zoologici europei ne vivono altri 260 e questi che abbiamo non sono nostri ma ci sono stati affidati in un progetto di conservazione che speriamo un giorno possa diventare anche di introduzione nel loro areale naturale. All’età di 18 mesi il coordinatore europeo di questa specie valuterà la loro destinazione futura finalizzata a formare a loro volta una nuova famiglia.

Vittorio Zambaldo
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