Animali&Co

28.03.2012

Minù è annegata nella vasca
«Lì tutti rischiano di morire»

La cagnetta Minù
La cagnetta Minù

Negrar. Una trappola per cani. Ma anche per altre bestiole, per non dire bambini o chiunque si trovasse nei paraggi, si perdesse e, nel cercare una via, distrattamente ci finisse dentro. È una grande vasca in cemento per la raccolta dell'acqua piovana, nascosta nella boscaglia sulla collina che divide Novare da Boscopiano e Montericco, dopo la «Busa del Fer» e poco distante dal rustico abbandonato della Quaiara, accanto a sentieri e stradine che attraversano i campi e vengono percorsi a piedi da molte persone, soprattutto nei fine settimana. Impossibile trovarla o vederla fino a quando non sei a pochi metri.  Le pareti sono alte e lisce: una volta dentro, trovare appigli per tentare la risalita diventa un'impresa. Lì ci è morta annegata la cagnolina Minù, un meticcio di due anni. L'ha ritrovata dopo due giorni e mezzo di ricerche il suo compagno di giochi Artù, un retriver di due anni, con il padrone, l'educatore cinofilo Livio Guerra. Nella vasca rinvenuta anche la carcassa di un altro quattro zampe, finito nella trappola tre o quattro mesi fa, e non ancora ripescato.  Minù era una trovatella adottata da Gianni Savio, segretario regionale del Coordinamento delle Unità cinofile da soccorso del Veneto, presidente dell'associazione cinofila di protezione civile Diade e vice presidente del Centro cinofilo Città di Verona. «Ne ho avuti almeno sette, di cani, di razza e addestrati», precisa, «ma ero molto affezionato a Minù, che giocava con tutti e adorava i bambini. Una fine così non se la meritava. L'abbiamo cercata tanto, venivamo spesso e conosceva bene questi posti, ma nessuno immaginava che potesse esserci un pericolo del genere. Il posto va messo in sicurezza e segnalato per evitare che possa capitare ad altri».  Tanta esperienza con i cani e tante missioni in Italia e all'estero nella ricerca di persone scomparse non sono bastate per salvare la sua cagnolina. La scorsa settimana si era allontanata all'improvviso mentre era a passeggio con la moglie. La credevano smarrita e hanno sperato prima che tornasse a casa da sola, poi che venisse ritrovata viva, solo impigliata o ferita. Si sono fatti aiutare nelle ricerche da amici e conoscenti e hanno tappezzato Novare di manifesti con la foto del cane e promesse di ricompense.  Ma dopo due giorni e mezzo la triste scoperta. Ci è voluto però il fiuto di Artù guidato da Guerra, ai vertici delle due associazioni cinofile insieme all'amico Savio. Il cane si sta preparando agli esami di abilitazione per la ricerca di persone. Per lui una prova fuori programma e quanto mai toccante. «Ha sentito l'odore ed è andato veloce ai bordi della vasca, abbaiando forte», spiega Guerra, «era molto agitato e ho temuto che si buttasse in acqua. Quando abbiamo recuperato Minù l'ha riconosciuta e ha cercato di giocare. Dopo, le si è sdraiato accanto per accudirla».  La vasca di cemento pare sul confine tra due diverse proprietà agricole, Zampini e Messedaglia, lungo un vecchio scolo dell'acqua. Per la messa in sicurezza dell'area sono tutti disponibili a darsi da fare, una volta appurata la competenza. «Vogliamo evitare pericoli ad animali e persone», spiega Sergio Zampini di Arbizzano, «siamo in attesa dalla Forestale dei permessi per togliere le sterpaglie».  Intanto Savio invita a «sfoltire la boscaglia e recintare tutto», pensando già a una targhetta in ricordo di Minù.

Camilla Madinelli
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