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04.09.2020

Liberato un pastore tedesco tenuto segregato in casa

Il pastore tedesco segregato in casa
Il pastore tedesco segregato in casa

Storia a lieto fine per un pastore tedesco che da qualche giorno era stato rinchiuso in una stanza al buio senza acqua e cibo.

L’animale è stato salvato mercoledì pomeriggio in via Pozza Bassa, a Cerea, su ordine della magistratura grazie al coordinamento tra polizia locale, carabinieri, vigili del fuoco di Legnago, Servizio veterinario dell’Ulss 9 Scaligera e Lega del cane di Legnago e Basso Veronese. I volontari dell’associazione animalista e i vigili urbani ceretani erano già intervenuti sabato scorso per liberare il cane affamato e assetato.

 

Solo l’intervento dei vigili del fuoco ha permesso di aprire la porta di ferro e calare nella stanza i viveri per il povero animale che manifestava segni di forte aggressività. Si era quindi deciso di rimandare il prelievo del pastore tedesco a lunedì mattina con l’intervento del cino vigile. Tuttavia, durante la notte di domenica, il proprietario, un tunisino residente poco lontano, ha notato la porta scardinata e ha avvisato i carabinieri richiudendo il suo cane all’interno senza cibo e acqua. Con l’effetto di impedirne così il salvataggio. Dopo vari tentativi andati a vuoto per far aprire la porta al legittimo proprietario, la polizia locale ha chiesto l’autorizzazione al magistrato per entrare nella stanza e salvare il povero cane ormai allo stremo delle forze.

Mercoledì pomeriggio, il blitz congiunto delle forze dell’ordine ha consentito ai pompieri di aprire la pesante porta, consentendo al cino vigile di entrare e catturare il cane stremato da giorni di digiuno. Il pastore tedesco, un esemplare di circa tre anni con regolare microchip intestato però a una persona residente in un’altra regione, è stato quindi posto sotto sequestro e il suo proprietario è stato denunciato per maltrattamento di animali. Dovrà ora difendersi davanti al giudice spiegando perché deteneva il suo cane nell’edificio in cui è stato rinvenuto senza cibo e acqua. «Ringraziamo di cuore le forze dell’ordine e i veterinari dell’Ulss 9», commenta Mariella Zamperlin, presidente della Lega del cane legnaghese.

«Questo cane sarebbe morto senza il nostro intervento e la grande disponibilità di tutti quelli che hanno contribuito a metterlo in salvo nel rispetto della legge. Purtroppo i maltrattamento sono sempre più frequenti nel Veronese e impegnano molto i nostri volontari».

Riccardo Mirandola
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