Animali&Co

08.03.2019

L'eredità va a Fido
e Micio. In Italia
ci vuole un tutore

La gatta Choupette con lo stilista Karl Lagerfeld scomparso il 19 febbraio (Foto Choupettes diary)
La gatta Choupette con lo stilista Karl Lagerfeld scomparso il 19 febbraio (Foto Choupettes diary)

Sul capo il cappello con la veletta, Choupette è in gramaglie su Instagram per la morte di "papà" Karl Lagerfeld. Ma la celebre gatta dello stilista della moda internazionale, morto il 19 febbraio, per quanto «col cuore a pezzi», non deve temere per il suo futuro: come annunciato dal defunto padrone, la quattro zampe si prepara ad ereditare una parte della sua vasta fortuna.

 

Il valore esatto dell'eredità di Lagerfeld non è noto, ma le stime più accreditate parlano di diversi milioni di dollari. Choupette ha sette anni ed è stata adottata da Karl Lagerfeld nel 2011, diventando subito una star del web: ha quasi 250mila seguaci su Instagram. Oltre allo stilista in casa c'erano due cameriere a prendersi cura di lei.

 

Ma Choupette non è sola nel mondo animale ad aver ereditato una fortuna: nel 2007 la miliardaria degli alberghi di New York Leona Helmsley lasciò al suo cane maltese Trouble 12 milioni di dollari, mentre nel 1991 la contessa tedesca Carlotta Liebenstein destinò tutti i suoi beni, pari a 80 milioni di dollari, al cane Gunther.

 

POSSIBILE ANCHE IN ITALIA? In Italia, invece, il codice civile non consente di nominare eredi diretti i propri animali domestici in quanto non sono considerati soggetti giuridici legittimati a ricevere un lascito testamentario, ma bensì parificati a "beni" di proprietà. Alla morte del proprietario, dunque, l'animale entra a far parte dell'eredità come bene-oggetto. Per ovviare a questa realtà giuridica, Fido e Micio possono essere nominati indirettamente beneficiari della successione indicando nel testamento una persona o un ente che si prenda cura di loro, e destinando un lascito. Il proprietario dell'animale, infine, può nominare un esecutore testamentario per verificare l'osservanza delle sue volontà.

 

LO STUDIO. Stando a quanto rilevato da sondaggi sociologici e studi di settore, nell'ultimo decennio sarebbe stato registrato in Italia un incremento del 10 per cento del numero di lasciti disposti in favore di onlus ed enti di protezione animali (in media il valore del lascito non supererebbe i 20mila euro) da parte di proprietari di pet preoccupati di assicurare il proseguo delle cure ed attenzioni ai propri animali.Lo scorso anno, a maggio, aveva suscitato interesse la storia di un funzionario delle Ferrovie in pensione, avellinese trasferito a Milano, che alla sua morte, a 90 anni, senza eredi diretti, ha lasciato al suo cane Tor tutti i suoi averi, valutati dal tribunale in un milione di euro. Il pensionato aveva preso con sé il cane sette anni prima, dopo averlo trovato cucciolo lungo una strada nella periferia milanese. L'animale, poi, gli aveva salvato la vita nel 2014, quando l'uomo, solo in casa, aveva avuto un infarto e l'abbaio di Tor aveva allarmato i vicini. Per ripagare il quattro zampe della sua amicizia, con la collaborazione di uno studio di commercialisti, l'anziano aveva scritto un testamento olografo, diventato operativo. alla sua morte, attraverso il tribunale.

Luisa Dissegna
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