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08.04.2019

Il ranger russo che
protegge le ultime
400 tigri siberiane

Maestosa tigre dell’Amur ferita. Foto Siberian Times
Maestosa tigre dell’Amur ferita. Foto Siberian Times

«Faccio ciò che fa ogni altra persona: mi sveglio, mi lavo, vado al lavoro». Ma quello che Pavel Fomenko fa dopo la sua routine mattutina è tutt'altro che normale. Pavel è un ranger russo con una formazione da scienziato ed esperto di diritto della fauna selvatica. Fomenko passa intere settimane a lavorare a meno 30° in uno degli ambienti più spietati del mondo: le terre selvagge dell'Estremo Oriente russo dove sopravvivono in natura circa 430 esemplari di tigre dell’Amur, comunemente detta “siberiana”.

 

La regina delle tigri, la più maestosa e possente. Ma anche la più a rischio, per colpa del bracconaggio e dell’uomo che sta compromettendo il suo habitat, distruggendo le foreste dove il felino caccia le prede di cui si nutre. Responsabile della conservazione delle specie rare WWF-Russia per oltre 25 anni, Fomenko oggi sovrintende un complesso sistema di protezione e monitoraggio delle tigri. Ha fermato diversi bracconieri, sequestrato armi, svolto un ruolo attivo nelle indagini penali e soccorso animali feriti.

 

Dove la taiga lo consente, Pavel viaggia in auto o in motoslitta, ma i chilometri di sentieri innevati significano che la maggior parte del suo lavoro viene svolto a piedi o sugli sci. Soggiornando in tenda o in piccole casetta di legno. Il ranger vive tra le tigri, anche se non a diretto contatto con loro. Tenendo la giusta distanza senza, però, abbandonarle.

 

«Gli animali selvatici devono restare tali perché possano mantenere le capacità per sopravvivere. Certo, il mio lavoro comporta una notevole quantità di rischio. Di perdersi, di congelare, il rischio di incontrare un predatore» spiega l’esperto, con all’attivo 40 libri, resoconti personali e studi scientifici sulle tigri dell’Amur. Il lavoro investigativo di Pavel sul campo si estende dal rintracciare i segni, le impronte della tigre all’indagare sui resti di campi di bracconaggio abbandonati. Fomenko e il suo team lavorano anche per riabilitare i felini feriti nei conflitti con i propri simili, quelli che sono stati vittime di episodi di bracconaggio o che rischiano di essere uccisi. Così che alla fine gli animali possano essere rimessi in libertà.

 

Le scoperte di Pavel, inoltre, sono la prova di possibili casi criminali nel commercio illegale di animali selvatici. Fortunatamente per le tigri in Russia, il governo ha come obiettivo la conservazione di una popolazione di almeno 500 tigri dell'Amur entro il 2020 e ha introdotto sanzioni per il bracconaggio, il traffico di parti di animali, il taglio del legname e una migliore protezione delle foreste. Ma la missione di Pavel continua ad essere quella di contribuire a preservare questo equilibrio ed evitare il destino che questi felini stanno affrontato in altre parti del mondo. Fomenko afferma che rimarrà nell'Estremo Oriente russo fino a quando rimarranno le tigri. Raramente vede queste creature sfuggenti in natura, ma sa che sono là fuori. E che sono da proteggere.

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