Animali&Co

07.12.2011

Il gufo reale è guarito ed è tornato a volare

Negrar. È tornato libero a Prun il gufo reale ferito e ritrovato a inizio mese in via Sartori, in Valfiorita, in pieno giorno, grazie alla segnalazione di una cittadina. Alcuni pallini sparati da un'arma da fuoco lo avevano colpito in vari punti, senza ledere però punti vitali.
A detta degli esperti, gli animali selvatici feriti solitamente non cercano l'uomo, anzi, se ne tengono alla larga. Questo gufo invece, specie rara e protetta, è planato in una delle zone più densamente abitate del comune di Negrar. Forse voleva essere certo che la sua richiesta di aiuto non rimanesse inascoltata.
L'esemplare di rapace notturno, di cui esistono due coppie censite nel territorio negrarese, è stato soccorso e curato dall'associazione Verdeblù, che ha sede a Castel d'Azzano, incaricata dalla Provincia di recuperare la fauna selvatica in difficoltà, ferita o abbandonata.
Il gufo ha spiccato il primo volo dopo l'incidente da località Bongia, sopra Prun. E sta benone a giudicare dall'ampia virata che ha eseguito, scortato da Verdeblù e dal suo presidente Fabrizio Croci, davanti a un pubblico delle grandi occasioni accorso per festeggiarne il ritorno all'ambiente naturale.
Provincia, Comune, Parco naturale della Lessinia, Federcaccia e associazione ambientalista hanno fatto quadrato attorno all'animale, condannato ogni azione contro gli animali rari e lanciato un messaggio a favore della tutela della fauna selvatica.
Il gufo reale, dal canto suo, si è guardato intorno con un certo sospetto e molta premura di andarsene. «Ha ricevuto le cure migliori, si è ripreso bene e velocemente», spiega Croci. «Queste specie sono molto reattive». È uno spettacolo della natura che non può passare inosservato per i curiosi occhi arancioni, l'apertura alare di oltre un metro e mezzo, i ciuffi a lato della testa, che ruota di oltre 200 gradi. Difficile scambiarlo per un fagiano qualunque. Facile invece pensare che il rapace sia stato colpito di proposito, magari da un bracconiere. Ma è un'ipotesi esclusa da Croci e dal vicepresidente della Provincia e assessore all'ambiente, Fabio Venturi, presente col consigliere provinciale della Lega Adelino Brunelli. «Questi animali non hanno mercato e pensiamo piuttosto a un errore di caccia», afferma Venturi. «Sbagliare è umano, ma umano deve essere anche segnalare lo sbaglio e permettere i soccorsi». Nel 2011 sono già 800 gli animali selvatici recuperati in tutto il territorio provinciale, ma solo il 20 per cento di questi è tornato libero: alcuni sono ancora in cura, altri sono deceduti. Quella del gufo reale di Negrar è una storia a lieto fine. «La tutela parte da un gioco di squadra», aggiunge il neo assessore comunale alla protezione civile, Federico Martinelli, alla sua prima uscita. «Il nostro augurio è che i cittadini segnalino prontamente gli animali in difficoltà». Il numero di riferimento, solo per quelli selvatici, è 334.184.0950.
«Per noi questa liberazione è un onore e un vanto», dichiara il presidente di Federcaccia Negrar, Giacomo Fedrighi, a cui fanno capo 114 soci che non ci stanno a passare per bracconieri o impallinatori senza scrupoli. «Il cacciatore non è un predatore, ma un custode del territorio. Crediamo in una caccia compatibile e sostenibile».

Camilla Madinelli
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