Animali&Co

09.07.2012

Giovane coppia salva cigno «naufragato»

Emy Guerra con il piccolo cigno salvato dal canale Camuzzoni
Emy Guerra con il piccolo cigno salvato dal canale Camuzzoni

Verona. Emy e il cigno. Potrebbe essere il titolo di una favola. Invece è un fatto realmente accaduto: uno di quei piccoli episodi di generosità che spezzano la routine, e per un momento ci fanno dimenticare le mille difficoltà quotidiane.
Poco prima che inizi la finale degli Europei, Emy Guerra, 33 anni, grafica pubblicitaria di Borgo Nuovo, e il suo fidanzato Konstantin, d'origine berlinese, stanno passeggiando vicino al canale Camuzzoni, all'altezza di via Quarto Ponte. All'improvviso, qualcosa nell'acqua attrae la loro attenzione. Un batuffolo grigio trasportato dalla corrente.
I due giovani si avvicinano e guardano meglio. Becco nero, ali tozze, una bestiola si dibatte i flutti, finendo sott'acqua e riemergendo più volte. Sembra un anatroccolo: ancora troppo piccolo per alzarsi in volo, tenta con tutte le sue forze di nuotare controcorrente e di avvicinarsi a riva, ma viene trascinato via come una palla di stracci.
Emy e Konstantin, pur sapendo di rischiare, si sporgono più volte dalla sponda di cemento e provano a ripescare il pulcino. Niente da fare.
«Ormai non nuotava nemmeno più, era stremato» racconta Emy. «A un certo punto è stato risucchiato in una specie di gorgo. Sembrava la fine, invece ho avuto il tempo di afferrarlo per il collo mentre stava andando giù del tutto».
Emy ora stringe l'anatroccolo e lui, fradicio e stordito, per un po' si divincola, soffia e prova a becchettare la sua benefattrice. Poi si rende conto di essere in salvo, cambia atteggiamento, si calma, e nasconde la testa sotto il braccio di Emy.
Intanto, lungo la ciclabile del Camuzzoni, un ciclista frena. È Michele Dall'O, ingegnere, che pedalando di gran lena, è diretto a casa dell'amico per guardare la partita. Vista la coppia trafficare sulla riva del canale, si ferma e accorre in aiuto, proprio nell'attimo in cui si compie il salvataggio.
I tre ragionano insieme sulla provenienza del pulcino. Il fatto strano è che la conversazione avviene in tedesco, visto che tutti loro lo parlano correntemente. «Ente», anatra ipotizza Konstantin. «Nein, Schwan», cigno, risponde Dall'O, che di animali e natura se ne intende, essendo ambientalista. Come Emy, del resto, che in più è una convinta vegana. Dall'O ricorda che lungo l'Adige del Chievo, a monte della diga, una coppia di cigni ha nidificato, generando tre pulcini. Purtroppo tutta la prole è presto scomparsa: segno che, per un motivo o per un altro, non ha superato la selezione naturale. Ma forse questo è l'ultimo della nidiata, finito nel Camuzzoni attraverso la diga del Chievo.
Senza indugio, e a scapito della partita, ci si dirige sul posto per liberare la bestiola in acque più tranquille. Subito spuntano i genitori, due cigni candidi, che accolgono il piccolo «con grida incomprensibili a noi umani», dice Dall'O, «e al contempo comprensibilissime». L'anatroccolo, come nella favola di Andersen, diventerà uno splendido cigno.L.CO.

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