Animali&Co

15.02.2012

Edoardo, lo studioso che «parla» coi lupi

Edoardo Tedesco esperto di lupi durante uno dei suoi «esperimenti» con gli animali
Edoardo Tedesco esperto di lupi durante uno dei suoi «esperimenti» con gli animali

Verona. Un «cervello» in fuga. È di Verona ed è uno dei pochi esperti di «lupi» in circolazione: Edoardo Tedesco è un biologo che si è laureato a La Sapienza di Roma sotto la guida di Paolo Ciucci e Luigi Boitani, due dei massimi conoscitori dell'animale a livello internazionale, con un lavoro su un branco che aveva per la prima volta colonizzato un' area dedita ad agricoltura e pastorizia in Toscana. Tedesco dopo la laurea ha lavorato per alcuni anni in diversi progetti di ricerca sul lupo: uno in particolare, fatto in collaborazione con altri Paesi europei, ha preso in considerazione l'efficacia dei cani pastore come metodi antipredazione. Con il trasferimento in Scozia, dove ha conseguito il dottorato in zoologia all'Univerisità di Aberdeen, l'oggetto dei suoi studi è diventato soprattutto la dispersione degli individui tra popolazioni, utilizzando come modello il comportamento dei piccoli roditori, le arvicole, i cui risultati di studio possono essere facilmente applicati ad altre specie, quali appunto il lupo. Numerose le sue pubblicazioni e le partecipazioni a diversi congressi internazionali sull'argomento. Attualmente Tedesco sta collaborando in attività di ricerca in Francia con il Centre national de la recherche scientifique, equivalente al nostro Cnr, e con Università spagnole. Ha saputo dell'arrivo del lupo in Lessinia leggendo L'Arena su Internet e si è entusiasmato all'idea di trovare sulle montagne di casa l'animale che è da anni al centro dei suoi studi: «Ho notato con piacere che i commenti apparsi sul sito de L'Arena denotano come l'avvenimento sia seguito con vivo interesse dai veronesi. Ho visto che ci sono diverse opinioni a riguardo, perché c'è chi saluta il ritorno della specie come una vittoria e chi al contrario pensa possa costituire un pericolo per sé o per gli animali d'allevamento», esordisce Tedesco. «Come veronese amante del suo territorio, prima ancora che come biologo che ha studiato questa specie, vorrei fare alcune riflessioni sulla possibile presenza del lupo», aggiunge ricordando che si tratta di un mammifero carnivoro della famiglia dei canidi, originariamente diffuso in tutto l'emisfero Nord eccetto il continente africano. «Dopo secoli di persecuzione, nel continente europeo si è ridotto a poche migliaia di esemplari. In Italia la popolazione nei primi anni '70 era ridotta a poche decine di esemplari presenti in Abruzzo e in Calabria, ma grazie ad una speciale legge di protezione sulla specie promulgata nel 1976, i lupi hanno potuto nonostante il bracconaggio aumentare di numero e lentamente riprendere parte dell'areale originario, diffondendosi su tutto l'Appennino e in buona parte dell'arco alpino», aggiunge il ricercatore. «Il ruolo del lupo, da un punto di vista ecologico è chiaro e di grande importanza: è infatti considerato, a parte l'uomo, il predatore per eccellenza tra i grandi mammiferi nell'emisfero Nord e la sua predazione contribuisce alla buona salute di popolazioni di specie selvatiche come ad esempio il capriolo o il cervo, controllandone il numero e di conseguenza il buon equilibrio dell'habitat naturale. È stato bello constatare come nei commenti lasciati dai lettori de L'Arena l'immaginario collettivo di un lupo cattivo che attacca l'uomo sia ormai acqua passata», conclude soddisfatto Tedesco, «e avere la fortuna di poter osservare questo splendido animale in natura è un privilegio che non tutti possono permettersi, data anche la naturale diffidenza che la specie ha nei confronti dell'uomo».

Vittorio Zambaldo
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