Animali&Co

18.05.2019

Capriolo con le corna impigliate: gli copre la testa e lo salva

 C’era una vita in pericolo e c’è stato un salvatore, che di nome fa Francesco Vinco di Bosco Chiesanuova e grazie alla sua prontezza di rilessi e competenza è riuscito a liberare un capriolo stremato da una lotta impari. Era rimasto impigliato con le corna a quelle di un altro capriolo morto, steso a terra e dal quale non riusciva a liberarsi nonostante gli innumerevoli strattoni, rincorse, giri, salti e scuotimenti di capo.

 

«Ho visto da lontano una strana forma che subito ho immaginato fosse una marmotta», racconta Francesco, «anche perché era immobile e nell’erba non si distingueva bene». Erano le 13 di giovedì e stava nei pressi dell’Osteria dei Spiazzoi sulla strada fra Conca dei Parpari e San Giorgio quando notava lungo la mulattiera che porta a Malga Pigarolo questa presenza di cui ha voluto accertarsi da vicino. Ed è stato proprio arrivando a pochi passi che il capriolo è balzato in piedi all’improvviso, trascinandosi per le corna il compagno morto. «Era impossibile avvicinarlo perché l’animale si allontanava in continuazione, anche se si vedeva chiaramente che era stremato. Ho letto sull’Arena dei giorni scorsi come i carabinieri forestali avevano calmato e liberato un capriolo finito in centro paese nel giardino della piccola Aurora Valbusa, bendandogli gli occhi. Cosi ho preso dallo zaino la giacca e l’ho lanciata sulla testa del capriolo, che si è accovacciato e calmato». Ha potuto lavorare così per liberarlo e appena il capriolo si è sentito privo del peso che lo attanagliava si è lanciato di corsa verso il bosco.

 

«Non è stato facile ma è stata una bella soddisfazione. Mi è capitato ancora di trovare dei caprioli prigionieri di reti o fili spinati, ma mai in questa stranissima situazione. Del capriolo morto mancavano le zampe posteriori e ho pensato che le avesse perdute nei vari tentavi che il suo compagno ha fatto per liberarsi della carcassa. In effetti l’erba tutto intorno era rovinata e deve aver passato diverse ore in quella condizione prima del nostro incontro», conclude. F

Vittorio Zambaldo
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