Animali&Co

11.09.2012

Bus, supermarket e ristoranti
Verona non è «dog friendly»

I cani non sono graditi nella gran parte di negozi e pubblici esercizi
I cani non sono graditi nella gran parte di negozi e pubblici esercizi

Verona. «Io resto fuori». La vetrofania in bianco e nero è l'incubo dei proprietari di cani, costretti a rinunciare a fare la spesa, consumare un pasto o acquistare un abito nel negozio prescelto perchè Fido non può entrare. Nulla di illecito, poichè come ci ricorda il Regolamento comunale per la tutela degli animali «agli esercizi pubblici commerciali e ai locali aperti al pubblico viene concessa la facoltà di rifiutare l'entrata dei cani, purché espongano all'ingresso e in modo visibile il logo indicante il divieto». Nella nostra città i locali «dog friendly», ossia amici dei cani,  sono veramente pochi e se noi ci siamo adeguati, non è facile spiegare ai turisti - specie inglesi e tedeschi - che se vogliono mangiare la pizza devono lasciare il cane fuori del locale, legato alla bell'e meglio e masticare Margherita e ansia, sperando che nessuno lo rubi. Anche il recente dossier di Legambiente "Ecosistema animali 2011" relega Verona tra le città poco dog friendly dopo aver analizzato il questionario di 40 domande inviato a 109 amministrazioni, con riferimento a servizi e attività realizzati dai Comuni capoluogo per la tutela degli animali, ovvero la gestione delle strutture comunali, attività di microchippatura per i cani, piani di tutela per le colonie feline, campagne d'informazione sulle normative in vigore, corsi di formazione per imparare a gestire il proprio cane, iniziative per promuovere l'adozione di randagi ospiti dei canili, progetti di educazione nelle scuole e possibilità di trasportare cani e gatti sui mezzi pubblici. I voti più alti li hanno riportati i Comuni di Modena, Pordenone e Torino, mentre Verona si trova a metà classifica, sebbene risulti fra il 66,2% dei Comuni che dà la possibilità di viaggiare sui mezzi pubblici in compagnia del proprio cane. Lo dice il già citato Regolamento comunale, all'articolo 26: «È consentito l'accesso degli animali sui mezzi di trasporto pubblico; anche se di piccola taglia e portati in braccio sono obbligatori il guinzaglio e la museruola; per i gatti è obbligatorio il trasportino». Anche il regolamente di Atv dice che «gli animali di piccola taglia possono viaggiare a pagamento se portati in braccio o trasportini, muniti di adeguata museruola e di guinzaglio», ma la settimana scorsa una gentile lettrice ha segnalato la decisione di un autista di non accettare nel bus il suo cane, un esserino di 1 kg e tre etti. Fatta la legge, a comandare è in realtà l'umore dell'interlocutore, come nel caso dei taxi. Il Regolamento dice che «il conducente ha facoltà di rifiutare il trasporto di animali» e per esperienza personale sappiamo che il più delle volte si riceve un rifiuto. Come dagli impiegati degli uffici comunali, per quanto il Regolamento comunale dica che «il cane può accedere, con guinzaglio e museruola, a tutti gli esercizi pubblici e agli uffici aperti al pubblico, avendo cura che non sporchi o disturbi».pcol

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