Animali&Co

01.04.2019

Aggredì e uccise un bimbo
Ora il dogo è stato adottato

Asia è stata adottata al termine del percorso di rieducazione condotto alla onlus Arcadia
Asia è stata adottata al termine del percorso di rieducazione condotto alla onlus Arcadia

Due anni fa la tragedia: a Mascalucia, un paese della "cintura" di Catania, il piccolo Giorgio, un bambino di 18 mesi, era stato improvvisamente aggredito dai due molossi di proprietà della famiglia, Asia e Macchia, due esemplari di dogo argentino; era stata Asia a risultare letale per il bambino, che, azzannato alla gola, era rimasto ucciso sotto gli occhi della madre, anch'essa ferita nel tentativo di difendere il figlio.

 

In seguito, si era trattato di decidere la sorte dei due cani. In un primo momento sono stati inseriti in un canile siciliano, che però era privo di strutture per la riabilitazione; così dopo un anno Lav ed Enpa hanno puntato verso nord e si sono rivolti all'associazione Arcadia, una onlus che a Rovereto da più di 10 anni si occupa di interventi assistiti con animali (pet therapy), di cani da servizio e di welfare animale e che gestisce un "parco canile" con professionalità preparate per percorsi di rieducazione come quelli che servivano ad Asia e Macchia.

 

«Come spesso capita, terminato il clamore mediatico, che al tempo fu di livello nazionale vista la gravità dei fatti, gli animali vengono dimenticati - dice il presidente dell'Associazione, Pierluigi Raffo -. Ebbene, quei due cani hanno continuato a vivere e hanno potuto fare un percorso con noi. Li abbiamo presi in carico a giugno 2018 e, valutata la possibilità di un reinserimento sociale, abbiamo iniziato con loro un percorso. Abbiamo ritenuto opportuno mandare a casa Asia, dopo aver fatto circa 6 mesi di affiancamento con i nuovi adottanti. Si tratta ovviamente di un'adozione consapevole e responsabile, chi ha adottato Asia è stato informato di ciò che era accaduto». Il cane è stato portato in ristorante, in centro città, in locali pubblici, per assicurare l'affidabilità e verificare con i nuovi padroni le modalità di gestione.

 

Anche il maschio, Macchia, caratterialmente più irruente, ha ormai finito il percorso di recupero, ora si tratta di trovare anche per lui la giusta famiglia. «L'episodio che ha visto protagonisti questi due dogo non può essere unicamente archiviato come cronaca, ma aprire orizzonti educativi e culturali, per applicare quanto richiesto dalle leggi e dalle normative - osserva Raffo -. Serve educare al rispetto di specie differenti per garantire il benessere e la salute di entrambe, nonché la sicurezza pubblica».

 

Dal 2012 a oggi Arcadia ha completato il recupero di 14 cani coinvolti in episodi di aggressione anche abbastanza importanti. Quello di Asia è un nuovo successo che risponde alla filosofia di fondo della onlus trentina, riassumibile in una frase di Raffo: «Si dà una seconda opportunità a tutti gli esseri viventi». «Questo - conclude il presidente di Arcadia - è un successo non solo dell'associazione, ma della collettività, che si deve sentire tutelata e assistita perché solo in questo modo può essere rispettato il diritto alla vita e alla libertà che troppo spesso viene leso e tolto per superficialità e mancanza di competenza».

Stefano Tomasoni
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