Animali&Co

14.10.2011

Abbattuto un capriolo in una zona protetta

Un capriolo
Un capriolo

Albaredo. Un capriolo è stato ucciso con un colpo di fucile a Ca' Bianca, zona di Albaredo pregiata dal punto di vista faunistico ed ambientale. Il responsabile dell'abbattimento illegale è già stato scoperto, grazie a una segnalazione e al ritrovamento della carcassa dell'animale in un'azienda agricola nelle vicinanze.
L'uccisione dell'ungulato è avvenuta a fine settembre, ma la notizia è stata resa nota solo ora. L'abbattimento sarebbe avvenuto in una zona boschiva tra Beccacivetta e Motta, a ridosso dell'ansa dell'Adige. L'episodio è stato notato e riferito alla polizia provinciale. «Quando sono arrivate le guardie provinciali, hanno trovato subito gli indizi dall'abbattimento: macchie di sangue e ciuffi di pelo del capriolo», rivela la comandante del Corpo di polizia provinciale Anna Maggio. Seguendo le tracce, gli sono arrivati ad una fattoria. «A casa del cacciatore, ci è stato confermato l'abbattimento. Il capriolo già spellato ed eviscerato, era pronto per essere messo in pentola», continua Maggio. L'uomo non ha potuto che ammettere: è stato denunciato per abbattimento illegale e detenzione di specie non cacciabile. La carcassa dell'animale è stata sequestrata. Abbattere caprioli in pianura è vietato, perciò il responsabile rischia un'ammenda fino a 3.000 euro e la sospensione della licenza di caccia.
L'uccisione dell'ungulato riporta d'attualità la questione della riapertura alla caccia di Ca' Bianca. Tre anni fa, il giorno di apertura alla doppiette, avvenne una mattanza di lepri e fagiani. Per Fulvio Bari, ex presidente dell'Ambito territoriale di caccia 4, si tratta di «un atto di bracconaggio. I veri cacciatori sono indignati per quello che succede in Ca' Bianca, luogo proficuo per il ripopolamento di lepri e fagiani, che andrebbe protetto». Non così per i cacciatori. Rinaldo Marini, presidente dell'Associazione cacciatori veneti di Albaredo, dice: «Se ci tolgono anche Ca' Bianca, non sappiamo proprio dove cacciare. Tutta la zona fra Michellorie e Coriano è vietata». Claudio Baldin dell'Anuu (Associazione cacciatori migratoristi), invece, ritiene che «l'area golenale andrebbe tutelata. Da quando è stata riaperta, si è impoverita di lepri e fagiani e di zone di caccia qui ce n'è fin che si vuole». Il nuovo presidente dell'Ambito 4 Gino Menegazzi, vorrebbe vincolare Ca' Bianca nel Piano faunistico-venatorio regionale del 2013.P.B.

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