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19.08.2015

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«Vado a Venezia, il cuore lo lascio a Verona»

Paola Marini, direttrice dei Musei veronesi, ora passa a Venezia
Paola Marini, direttrice dei Musei veronesi, ora passa a Venezia

Paola Marini è la nuova direttrice delle Gallerie dell'Accademia di Venezia. Da oltre vent'anni alla guida dei Musei civici di Verona, è stata raggiunta dalla notizia in Austria, dove si trova in vacanza: il suo nome compare nella rosa dei nuovi «super direttori» dei principali siti culturali italiani. Una scelta, quella del ministero dei Beni e delle attività culturali, apparsa subito esterofila, con sette esperti stranieri fra i venti nominati. Il cambio più eclatante è, per esempio, agli Uffizi, dove arriva il tedesco di Friburgo Eike Schmidt, storico dell'arte, e dell'arte fiorentina in particolare.Paola Marini, 63 anni, nata a Verona, oltre a essere autrice di decine di pubblicazioni, con particolare riguardo all'arte veneta - con Licisco Magagnato curò l'edizione critica dei Quattro Libri dell'Architettura di Andrea Palladio (Milano, 1980) - ha coordinato restauri, progetti di ricerca, e numerose mostre di livello internazionale: quelle su Jacopo Bassano (1992), Pisanello (1996) e Corot (2009-2010) con il Musée du Louvre, Alessandro Turchi (1999), Carlo Scarpa (2000), Andrea Mantegna (2006-2007), Il Settecento a Verona (2011-2012), e infine quella su Paolo Veronese, elogiata da Vittorio Sgarbi, che della Marini è estimatore di vecchia data.

Direttrice, come accoglie la nomina?
Sono onorata, emozionata, e anche sorpresa: non mi aspettavo di essere scelta. Sì, c'era un percorso aperto, ma il risultato non era scontato.

Manterrà l'incarico ai Musei civici di Verona?
No, i due ruoli sono incompatibili. Ma a Verona lascio il cuore. Mi auguro di poter restare in città il tempo necessario per vedere la conclusione imminente di grandi interventi, come il restauro del Museo archeologico al Teatro Romano e l'ampliamento del Museo degli affreschi Cavalcaselle.

Dopodiché, chi prenderà il suo posto alla direzione dei Musei cittadini?
È l'amministrazione comunale a dover prendere questa decisione, promulgando un bando. Finora, nei casi di mia assenza, sono stata perfettamente sostituita dalla dirigente della sezione archeologica, Margherita Bolla.

Tanti nuovi direttori sono stranieri: è un segnale di sfiducia nella capacità di gestire «in casa» il nostro patrimonio?
Spero di no, preferirei non leggere in questo modo la lista dei nominati. Ma il ministro Franceschini non ha mai nascosto l'intenzione di aprire la direzione dei musei anche a esperti stranieri.

I musei pubblici d'Italia incassano, in totale, meno del Louvre. Come gestire i siti culturali in modo produttivo?
È un paragone improprio fra due situazioni profondamente diverse. Fondamentale è conoscere e far conoscere il nostro patrimonio, ricordandoci che il mestiere di conservatore non consiste nel fare il ragioniere.

Lorenza Costantino
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