03 giugno 2020

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29.03.2020

Interviste

Silvia Battisti, le nozze possono aspettare. «Ora pensiamo ai nostri medici e infermieri»

Silvia Battisti
Silvia Battisti

Dopo pochi minuti che le parli ti sembra di conoscerla da sempre. Simpatica, diretta, spontanea, Silvia Battisti è rimasta se stessa nonostante la fascia di Miss Italia, conquistata nel 2007, l’abbia catapultata dalla frazione veronese di Marcellise al mondo delle sfilate, dei salotti televisivi e dei servizi fotografici per grandi firme della moda.

Da allora sono passati tredici anni durante i quali la Miss Italia veronese, che ha compiuto 31 anni lo scorso 7 marzo, è riuscita a tenere la barra al centro, realizzandosi non solo nel lavoro ma anche nella vita privata: fa la modella, si è fidanzata tredici anni fa con quello che definisce «l’uomo della mia vita» con cui vive nel Chianti, in compagnia di un cane e due gatti, e presto si sposerà.

 

 

Dopo essere diventata la più bella d’Italia si è fidanzata subito anche se aveva tutti gli uomini ai suoi piedi. Una scelta controcorrente...

Tanti mi hanno fatto la corte, uomini noti e non, ma nessuno mi ha interessata come Giacomo (Cenni, ndr). Ci siamo incontrati durante il concorso. Era figlio di uno sponsor, Sasch. Ci siamo guardati e ho subito pensato: «È lui».

 

Amore a prima vista?

Subito ho mantenuto le distanze, avevo paura della differenza d’età, 14 anni, anche se non si vede. È stato un corteggiamento vecchio stile. Lui non è solo bello, è anche molto elegante, gentile e paziente. E lo è con tutti. È uno che ti versa sempre l’acqua e ti apre la portiera dell’auto.

 

A distanza di 13 anni rifarebbe questa scelta?

Innamorarsi è facile. Il vero amore, se lo è, arriva dopo, con il tempo, vedendo come l’altro affronta le difficoltà e accettando anche i difetti. Il nostro amore continua a crescere, siamo fatti per stare insieme. Chi ci vede dice che siamo spiriti affini. Il segreto? Quando si litiga non bisogna accantonare il problema, perché comunque si ripresenterà. Meglio affrontarlo e risolverlo.

 

A Miss Italia è arrivata per caso...

Mi ha iscritta Luciana, un’amica di mia mamma Lia, senza dirmelo. Anche se ero timidissima e non mi piaceva che mi guardassero ho vinto la selezione regionale e sono finita a quella nazionale come Miss Veneto».

 

A Salsomaggiore che clima c’era?

Avevo 18 anni e mi sono divertita tanto, tra interviste, balletti -non avevo mai ballato in vita mia- cene. Il mio numero era il 51, anno di nascita di mio padre: un segno del destino. Grazie alla vittoria e ai lavori successivi sono riuscita ad aiutare anche la mia famiglia, ripagando un po’ mia mamma per tutti i sacrifici fatti».

 

La situazione in casa Battisti non era delle più semplici...

Quando mio papà è morto di leucemia avevo 7 anni. Mia madre si è trovata sola con quattro figlie da crescere, me la mia gemella Giovanna e le nostre sorelle Chiara ed Elisa. Ha lavorato tanto per mantenerci e anche noi d’estate lavoravamo per pagare la scuola. Mia mamma, poi, aveva deciso di iscrivermi alla scuola privata Seghetti, l’unica con il liceo scientifico a indirizzo sportivo. Sono sempre stata la sportiva di casa, giocavo a pallavolo con il San Martino Buon Albergo e avevo fatto un provino per una squadra più importante. Ho smesso di giocare dopo Miss Italia: non avevo più tempo.

 

 

Sfila sempre?

Non più, perché mi sono allontanata dal mondo della fashionweek per troppi anni lavorando con Acne Studios, un brand svedese per cui avevo firmato un contratto esclusivo. Prima sfilavo per Armani, Ferretti, Ermanno Scervino, ora faccio pubblicità, (una è andata in onda di recente in tv, quella dei pantaloni Ragno, ndr), poi faccio cataloghi, fitting, foto per e-commerce. Ho lavorato per Moschino, Ferragamo, BETTIB. (che ha concesso queste foto della nuova collezione, ndr) e altri marchi.

 

Teme il tempo che passa?

Il cambiamento lo senti, “bruci” meno, ma non lo temo, è il processo della vita. Mi accetto. In questi anni mi hanno suggerito di rifarmi il seno e pure il naso, ma ho rifiutato. Sono così, se non piaccio non mi scelgano. Bisogna accettarsi come si è.

 

Gioca facile, visti i doni ricevuti dalla Natura...

Sono fortunatamente bella esteriormente, ma non ho i pregi di altre donne. Per esempio? Mhhh... non so intrattenere le persone. Io chiacchiero tanto, ma poi non sono capace di valorizzarmi in altri ambiti, magari nel lavoro.

 

Mai pensato di fare cinema o tivù?

No, la timidezza mi ha fermata. Quando ho conosciuto questo mondo, poi, ero troppo piccola e spaventata. Non potevo intraprendere questa strada. Può darsi però che con le persone giuste... Chissà.

 

Molestie ne ha ricevute?

Metto subito in chiaro le cose. Se uno è un po’ «marpione» gli parlo del mio fidanzato, di quanto è speciale e lo amo.

 

Il suo matrimonio come lo immagina?

Intimo, io e lui con i parenti più stretti, magari su una spiaggia.

 

Quali sono le sue passioni?

La musica. Amo cantare. Canto sempre, quando faccio le faccende domestiche, quando sono al pc... Sempre. Canto brani di Adele e Whitney Houston.

 

Cantare in pubblico?

Mi piacerebbe, ma avrei paura che la timidezza mi facesse brutti scherzi.

 

Il complimento più bello che ha ricevuto?

Me l’ha fatto un bimbo. Quando ho vinto Miss Italia mi ha spedito il disegno di un castello con la scritta “La principessa più bella sei tu”. Il dono più dolce dopo la vittoria, invece, è arrivato dal Comune di San Martino Buon Albergo: un vaso di Nutella di 5 chili. Sapevano che ci vado matta.

 

 

L'EMERGENZA CORONAVIRUS

Chiusa nella sua casa toscana per l’emergenza Coronavirus, Silvia Battisti cerca di essere ottimista. «È un momento strano e difficile. Sto cercando di viverlo con serenità, anche se un po’ di paura c’è. Sembra di essere dentro un film. Ho perso molti lavori», continua, «come tante persone. La situazione economica ed emotiva dell’Italia è drammatica e spero che tutto finisca presto».

Il suo pensiero corre agli operatori sanitari: «Siamo in debito con i nostri medici e infermieri, con chi si adopera per aiutare le persone che soffrono e cerca di bloccare la diffusione del virus. Sono fortunata perché non ho parenti positivi o all’ospedale, ma sono molto triste per chi ha perso i propri cari».

Cosa fa tutto il giorno a casa? «Sono qui insieme al mio compagno che si occupa del settore commerciale di un’azienda d’abbigliamento di Prato e fa smartwarking. Lui trascorre la giornata tra pc e telefono, io mi occupo dei miei animali, leggo guardo la tv, disegno, faccio pulizie profonde, ascolto musica e canto. Canto tantissimo in questo periodo».

Chi cucina? «Il mio fidanzato», risponde. «È bravissimo. Io sono vegetariana da otto anni, ma lui non si lamenta quando cucino io. La mia specialità sono le lasagne con i carciofi, poi lascio andare la fantasia e creo piatti piuttosto originali, usando quinoa e zenzero».

Nonostante viva nel Chianti da anni e abbia pure preso l’accento toscano («È vero», ammette ridendo), a Verona torna spesso. «Due volte al mese cerco sempre di venire e resto una-due notti. La cameretta delle “quattro figliole” a casa di mia mamma c’è sempre e a me piace tanto tornarci. Siamo una famiglia unita».

Chiara Tajoli
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