29 gennaio 2020

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09.12.2019

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«Non nascondo la mia età bisogna saperla portare»

Manuela Uderzo
Manuela Uderzo

A proprio agio nel suo corpo, non nasconde l’età. Sfila e indossa per il gruppo Calzedonia, scrive come «beauty reporter», si interessa di benessere (tutto ciò che ruota intorno alla parola «healthy»), cura il suo profilo Instagram (oltre 110mila follower) ed è madre orgogliosa di un «meraviglioso ragazzo». Se la bellezza di una adolescente è un dono di natura, quella della veronese Manuela Uderzo è un insieme di fattori: patrimonio genetico, sport, cura del corpo e della mente. In una sola parola, fascino.


Manuela, lei è nata nel 1976 e non ha problemi a rivelare la sua età: come mai molte donne cercano invece di nasconderla?
La maggior parte delle persone ha paura di invecchiare e le donne ancor di più. Per questo mentono sull’età; è una piccola forma di debolezza. Credo non sia facile accettarsi e portare con fierezza i segni del tempo.


Lei fa la modella da quando ha 17 anni. Consiglierebbe questa professione a una ragazza di 15 anni o anche meno?
È senza dubbio un mondo difficile e spietato. Soprattutto perché le fregature stanno dietro l’angolo. La modella è però un lavoro che trovo dinamico, stimolante e gratificante. Il mio consiglio? Iniziare questa professione con una certa testa, affrontandola con serietà. E quindi dopo aver finito almeno gli studi.


Per lei modella e «beauty reporter» la bellezza cos’è?
Ah, è una qualità molto ampia! Non si può ridurre solamente a bella presenza, bel viso o fisico armonioso. Per quanto mi riguarda, la bellezza è un insieme di qualità fisiche e caratteriali. Io abbraccio l’idea che una persona sia bella quando è «bella fuori e dentro»: è un giusto equilibrio.


E lei si trova bene nel suo corpo?
Il mio lavoro mi porta ad essere molto esigente. Per questo cerco di curarmi e pretendo molto da me stessa. Posso comunque ritenermi fortunata perché non ho mai fatto davvero fatica a mantenere la forma fisica. A parte qualche piccolo sacrificio qua e là, che - comunque sia – mi ha portato a vivere in maniera più sana.


Parliamo di moda: quali sono per lei le tre tendenze autunno-inverno 2019-2020?
Lo stile militare simbolo della donna forte. La giacca da uomo oversize, abbinata in modo molto femminile e raffinato con una gonna corta e gambe in vista. E poi tanti colori vivaci abbinati insieme; il mio preferito per questo inverno è l’arancio.


Sul suo profilo Instagram possiamo vedere cosa lei indossa, cosa mangia, com’è fatta casa sua... Ma è necessaria tutta questa esposizione?
Niente è necessario; è solo la mia scelta personale di vivere così questo social network. Ognuno interpreta come più crede Instagram, Facebook e tutto il resto: c’è chi ama esibire se stesso, chi gli animali, chi la passione per la fotografia, la natura, i viaggi, i paesaggi. A me piace molto seguire pagine di beauty, moda, arredamento, palestra e cucina; allo stesso modo tendo a esporre sulla mia pagina principalmente questi argomenti. Senza pensare troppo se possano piacere più di altri o se sia necessario. Mi viene spontaneo; tutto qui!


E la privacy cos’è per lei?
La privacy è la riservatezza: tutto ciò che protegge la vita privata di una persona. Naturalmente per una influencer o blogger che sia, la privacy viene meno nel momento in cui viene data visibilità alla vita privata. Ma anche questa è una libera scelta. Ognuno di noi può decidere dove fermarsi.


Ci può dire un buon motivo per aprire un profilo social e un suggerimento per allontanare hater e personaggi ambigui?
Se l’uso che se ne fa è direttamente collegato al lavoro, un profilo social è ormai indispensabile come mezzo di comunicazione e come finestra commerciale sul mondo. Gli haters? Non mi sento di dare consigli per allontanarli. Per quanto ci si comporti correttamente, ci sarà sempre una percentuale di persone che non approverà ciò che fai.


Lei ha un figlio post-adolescente. Cosa serve per crescere un figlio? Ci sono errori che non rifarebbe?
Faccio una premessa: educare un figlio è ritenuto il lavoro più difficile del mondo e io concordo. Credo sia importantissimo dimostrare che lo si ama, insegnandogli il rispetto per gli altri e per la vita; la buona educazione e il senso del dovere.


Cosa la colpisce di un uomo? Quali sono i tre errori che un uomo non deve fare se esce con lei?
Noto l’aspetto fisico, se è curato ed elegante. E mi colpiscono l’educazione e l’intelligenza. Di conseguenza... Diciamo che sono allergica agli uomini arroganti, maleducati e trasandati.


E a un uomo per niente bello, cosa consiglierebbe per avere (un minimo di) successo con le donne?
Oh, no! Non ci sono uomini brutti, ma più o meno interessanti.


E del movimento MeToo che ne pensa? Non è una moderna «caccia alle streghe»? Oppure serve?
Serve sempre parlare della violenza che subiscono le donne. Ben venga la sensibilizzazione su questo argomento in ogni campo: sui social, nelle piazze, nelle scuole e sui media. Più se ne parla e più le donne si sentono forti; e prendono coraggio per denunciare e rompere il silenzio. Io penso debba essere un fenomeno dilagante: solo così può essere arginato e risolto il problema della violenza contro le donne.


Lei è mai stata molestata, anche psicologicamente? E cosa consiglia alle donne che lo sono state?
No, per fortuna non mi è mai capitato. Non posso immaginare come ci si possa sentire. Credo sia un esperienza devastante. Se succedesse a una mia amica, cercherei di starle vicino, aiutandola a reagire. Come prima cosa, la spronerei a denunciare l’accaduto. Ed è ciò che mi sento di consigliare a qualsiasi donna: denunciate la violenza.

Giulio Brusati
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