18 agosto 2019

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04.03.2019

Interviste

Nespoli: «Il turismo
di domani?
Nello spazio»

Paolo Nespoli
Paolo Nespoli

Arriverà il giorno in cui potremo scegliere se regalarci con 30mila euro un’auto nuova oppure un giro nello spazio attorno alla Terra. Parola di astronauta. Anzi, dell’astronauta per eccellenza, Paolo Nespoli che nei prossimi giorni sarà a Verona per un evento privato. La sua voce da Houston è forte e chiara, i suoi progetti sono sempre in ebollizione, i suoi orizzonti sconfinati come lo spazio, la sua sete di conoscenza e di esplorazione non è mai sazia, i suoi limiti si spostano sempre oltre. Per lui, come scrisse sulla lavagna una volta tornato sulla Terra, «Le stelle non sono poi così lontane». Classe 1957, sottolinea con orgoglio di essere stato l’astronauta più anziano impegnato in una lunga missione spaziale.

Nespoli, si sta parlando molto in queste settimane del turismo spaziale: ma davvero potremo fare viaggi in orbita?

Ho visto, ma si sta facendo un po’ di confusione. La Nasa sta cominciando a lavorare sui voli commerciali; questo significa che i servizi di lancio vengono messi a disposizione anche di enti commerciali con astronauti privati e non solo con astronauti americani. Questo può aprire al turismo spaziale. È un momento delicato e importante nella storia dello spazio perché si apre finalmente la possibilità dell’uso di veicoli commerciali per orbitare nello spazio e portare passeggeri civili. Chiamiamoli turisti spaziali.

Vacanze sulla Luna allora?

Mi pare un po’ eccessivo. Spazio e Luna sono due cose diverse. Il turismo spaziale si può fare nell’orbita bassa terrestre, non sulla Luna. Ci si sta aprendo verso la prima possibilità, ma non è vero che tutti potranno andare sulla Luna.

Ma i costi comunque sono altissimi: chi mai si potrà permettere un giro nello spazio in orbita attorno alla Terra?

Sì, i costi sono abbastanza elevati. Oggi andare nello spazio per una persona normale è quasi impossibile, il mercato è più che esclusivo e quindi solo pochi se lo possono permettere. È stato calcolato che ad oggi ci sono nel mondo 2mila super ricchi disposti a pagare tra i 10 e 20 milioni di euro per andare nello spazio. Un costo enorme. Finora 7 turisti spaziali hanno comperato i voli con i russi e hanno pagato cifre di questo livello per un viaggio in orbita bassa terrestre...

Però....

Però io credo che come sempre quando c’è una legge di mercato il prezzo si abbasserà. Arriverà un giorno, in un prossimo futuro in cui il costo di un volo nello spazio se lo potranno permettere tutti una volta nella vita. Ci vorrà tempo ma potrebbe arrivare a costare attorno ai 30-40mila euro, il prezzo di un’auto nuova.

Merita davvero tutti questi soldi un giro nello spazio?

Certo. Andare nello spazio è una esperienza meravigliosa. Merita senz’altro. C’è un grande fascino e una grande curiosità perché è una sensazione unica. Innanzi tutto per l’assenza di gravità, esperienza bellissima impossibile da provare se non andando nello spazio. E poi vedere la Terra da 400 chilometri di distanza è un effetto meraviglioso: tutto questo farà il successo dei voli spaziali.

Guardare la Terra dallo spazio può aiutare a comprendere quanto è delicata e quanto deve essere trattata meglio? Aiuta la consapevolezza?

Certo, essere extraterrestri ti aiuta a vedere oltre; quando gli astronauti tornano dallo spazio hanno una visione completamente diversa della Terra. Non ci sono più i confini, si comprende come usiamo il nostro pianeta senza alcuna attenzione all’impatto che produciamo, a quanto è delicato l’equilibrio dell’atmosfera. Alla fine questo effetto particolare, chiamato «overview effect», ti fa capire come la situazione è delicata.

L’esperienza più difficile vissuta in orbita?

L’assenza di gravità è molto bella ma anche irritante perché ti vola via tutto, perdi il computer due volte al giorno, scappa tutto di mano e quando devi lavorare 12 ore al giorno su esperimenti complessi non è proprio divertente.

C’è una grande corsa all'esplorazione del cosmo, ma ad oggi non si può andare più veloci della luce. O no? E allora che si fa?

Probabilmente Einstein aveva proprio ragione, è una legge della fisica che non è mai stata smentita. Ma se guardo alla storia del mondo nel suo complesso, i limiti sono sempre stati superati, quello che oggi ci pare impossibile un domani può avere una soluzione. E sicuramente dobbiamo trovare il modo per viaggiare molto ma molto più velocemente. Ho fiducia nei giovani, perché loro pensano in modo diverso e serve questo per trovare soluzioni mai immaginate prima. Il problema prima o poi verrà risolto perché i viaggi interplanetari sono molto difficili e quelli interstellari impossibili, quindi... qualcuno riuscirà a superare l’ostacolo.

A proposito, esistono altre forme di vita da qualche parte dell’universo?

Io non ho mai visto niente di strano né ho ricevuto segnali particolari nello spazio. Però noi a fatica usciamo dalla nostra galassia e l’universo è talmente sconfinato che ne conosciamo una miliardesima parte. Avete presente quanta sabbia c’è nelle spiagge del mondo e nei deserti? Ecco, la Terra è un granello solo di tutta questa sabbia. Quindi dire che siamo sicuri di essere soli mi sembrerebbe un po’ arrogante. Da qualche parte forse ci saranno forme di vita, ma ci vogliono migliaia e migliaia di anni per vedere cosa c’è attorno a noi.

Maurizio Battista
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