31 maggio 2020

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17.05.2020

Interviste

«La mia vita
negli Stati Uniti
Qui è nata la
musica che amo»

Virginia Perbellini
Virginia Perbellini

Una voce soul italiana negli Stati Uniti, a Philadelphia, la città dell’amore fraterno, una delle capitali della black music. La cantante Virginia Perbellini studia negli Usa e in questi giorni ha pubblicato sulle piattaforme digitali «Io sarò per te», il suo secondo singolo, uscito diverso tempo dopo «Sole d’aprile», inciso una volta terminata l’esperienza a X Factor. Classe ’94, Virginia è cresciuta in una famiglia appassionata di musica e suo fratello è Filippo, cantante, musicista e autore che di recente ha pubblicato l’album «Almost midnight», registrato negli Usa. E proprio dagli Stati Uniti (nella foto in alto a destra è a New York, Manhattan, all’angolo di Bedford and Grove, sotto l’edificio che si vede sempre nella serie tv «Friends»), la giovane cantautrice ci parla della sua vita e della sua musica.

Virginia, ora lei vive a Philadelphia, la città del «brotherly love». L'arrangiamento del singolo è di suo fratello con il batterista Phil Mer. Ci racconta qualcosa del rapporto con Filippo? Ha cantato nel suo «Almost midnight», lui ha lavorato con lei spesso...

Siamo due identità differenti che spesso si incontrano per creare qualcosa di bello insieme. Per me è sempre un onore condividere il palco con lui e i talentuosi musicisti che lo accompagnano perché da loro posso solo imparare. Grazie a lui non solo ho cantato la prima volta su un vero palco davanti al pubblico, ma mi sono avvicinata alla musica soul e ho iniziato a studiare e apprezzare molti artisti stranieri di nicchia.

Soul brother, soul sister: che bello! Ma cosa le piace del soul?

Letteralmente soul significa anima ed è ciò che io cerco nella musica. Prima di essere una cantante intonata o tecnicamente preparata, in questi anni ho imparato che l’essenza della nostra anima è ciò che ci contraddistingue. In un concerto di musica black dalle voci non escono solo note perfette: il suono è accompagnato dall’intenzione e dai sentimenti che vogliono esprimere. Ho iniziato il mio percorso musicale studiando i brani di Etta James e Alicia Keys, fino ad arrivare al soul moderno di Andra Day. Per un cantante è fondamentale non fermarsi mai nel ricercare nuovi suoni, nuovi artisti. E migliorarsi ogni giorno.

Quello che lei cerca ora nella musica, nella sua musica, è ciò che cercava quando ha iniziato?

Penso di essere cresciuta e maturata con gli anni, anche attraverso le mie scelte musicali. Oggi cerco musica che mi faccia sentire bene e mi trasmetta un messaggio intenso. Quando ero più giovane, mi soffermavo solo sulla melodia.

Ora abita a Philadelphia. Che musica ascolta di solito?

Cambiare città non significa cambiare abitudini. Ascolto un po’ di tutto. Non mi piace categorizzare i miei ascolti, perché credo che un cantante o un musicista completo debba avere un ampio raggio di conoscenza della musica. Avere delle preferenze è umano ma sono dell’idea che più conosci, più hai la possibilità di confrontarti con diverse realtà.

E a Philadelphia dove abita? Come si vive lì, con l’emergenza coronavirus?

Vivo con dei cari amici dei miei genitori. Li chiamo zii perché sono davvero parte della mia famiglia. Viviamo a Montgomery County, in mezzo al verde. È bellissimo passeggiare tra le case perché sono tutte circondate da piante e fiori. Il coronavirus ha portato un grande scompenso per tutti, però qui non abbiamo mai raggiunto le restrizioni italiane. Certo, c’è l’obbligo del distanziamento sociale e bisogna indossare la mascherina.

Quando sarà finita l'emergenza, cosa vorrà fare come prima cosa?

Tornare a casa, anche solo per poco tempo, per rivedere la mia famiglia, i miei amici e, perché no?, poter finalmente cantare «Io sarò per te» live.

Cosa studia negli States? Sono studi compatibili con una futura professione nel mondo della musica?

Sto frequentando un Master in Business Administration. Mi piacerebbe inserire nel piano di studi alcuni corsi specifici nell’ambito della musica. E la risposta è sì, i miei studi sono assolutamente compatibili e non mi precludo nessuna opzione.

Se fosse una manager, di chi si vorrebbe occupare in campo musicale?

Mi piacerebbe essere la manager di Giorgia, artista che ho sempre ammirato e seguito con tanta passione. L’amore per la musica non l’ha fermata neanche di fronte a una grande perdita (la scomparsa di Alex Baroni, dalla cantante romana definita «una voragine nella vita… un tunnel di dolore», ndr). Giorgia è un esempio per me, fin da quando ero piccola.

E una giovane cantante soul che ha scoperto di recente?

Madison Ryann, cantante soul R&B, che ho scoperto circa un anno fa. Una vera bomba. I miei pezzi preferiti dal suo repertorio sono «Mirror» e «BRKN».

Il suo inglese (anche cantato) è ottimo. Mai pensato di pubblicare brani inediti in questa lingua?

Certo! Questo è il mio prossimo obiettivo. Mi piacerebbe fare un album interamente in inglese perché adesso fa parte della mia quotidianità e, chissà, magari anche del mio futuro.

Nel suo nuovo singolo canta: «Perdersi è facile se smetti di credere». Lei in cosa crede?

Nelle passioni. È il mio consiglio per chi intraprende questo percorso, valido anche nella vita di tutti i giorni: si deve credere nelle passioni. È normale avere momenti di sconforto - non sai se quello che stai facendo sia giusto per te e il tuo futuro. Ma ciò che conta veramente è crederci fino in fondo. Il mio percorso negli Stati Uniti non è stato facile e sono certa ci saranno ancora momenti di down, però avere la convinzione di potercela fare è ciò che aiuta a raggiungere i propri obiettivi.

Giulio Brusati
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