09 luglio 2020

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22.06.2020

Interviste

Innamorati al balcone
come Giulietta e Romeo

Casa di Giulietta, Paola Agnelli e Michele D'Alpaos
Casa di Giulietta, Paola Agnelli e Michele D'Alpaos

Dopo Giulietta e Romeo, gli innamorati veronesi più famosi al mondo sono Paola Agnelli e Michele D’Alpaos, avvocato lei, bancario lui. Il loro amore è nato da un balcone all’altro, in tempo di lockdown, a Borgo Santa Croce, guardandosi, scrivendosi e parlando al telefono. Vicini ma lontanissimi. La colonna sonora di questa love story che ha fatto il giro del mondo, dagli Stati Uniti al Giappone e dall’Inghilterra al Nepal (vedere l’articolo sotto) è a cura della sorella di Paola, Lisa Agnelli, musicista professionista. «Mia sorella violinista – racconta Paola – si era affacciata al balcone per suonare We Are The champions dei Queen e allietare il vicinato in quarantena. La musica ha portato anche Michele ad affacciarsi e lì abbiamo avuto il nostro primo incontro di sguardi. Poi, nei giorni a seguire, abbiamo entrambi chiesto a Lisa altre canzoni e ce le dedicavamo a vicenda. La musica ci ha uniti dal primo giorno e all'istante! E tuttora ci accompagna». Trentanove anni lei, uno in meno lui, finito il lockdown si incontrano: tv, giornali e siti seguono il loro primo abbraccio, chiamandoli «the real life Romeo and Juliet», i veri Giulietta e Romeo.

Qual è la prima cosa che ha pensato, Paola, vedendo Michele dal balcone?
Ho pensato: Caspita! Quello è il fratello di Silvia! Che bel ragazzo! Speriamo esca ogni sera sul balcone!

E lei, Michele?
La prima volta che l'ho vista dal balcone con il mio binocolo sono stato subito colpito dal suo sorriso, dalle fossette che le si formavano sulle guance.

Il vostro amore è stato alimentato dalla lontananza? E in che modo?
(Michele) Sicuramente il nostro amore è nato ed è cresciuto grazie alla lontananza e al divieto di potersi incontrare. La quarantena ha creato un muro di protezione e sicurezza attorno a me. Probabilmente, se ci fossimo incrociati in un bar o per strada, non avrei mai avuto il coraggio di parlarle. Non poter uscire di casa ha reso ancora più magico questo amore. In quei momenti non vivevamo la quarantena come una privazione. La difficoltà più grande è stata corteggiarla: attirare la sua attenzione e non essere mai banale nei dialoghi, senza cadere nella monotonia. Non avevo la possibilità di creare l'atmosfera portandola in un bel luogo. Tutto era centrato solo su noi due. Adesso dopo tre mesi, come il primo giorno, non riusciamo neanche a stare un paio d’ore senza sentirci.

E per lei, Paola?
La lontananza porta a voler conoscere la persona nel profondo, cercando di capir principi e valori, valutando il modo di pensare e vedere le cose, quindi il distacco tra noi due ha alimentato la voglia di conoscerci personalmente.

E cosa vi siete detti, una volta che vi siete potuti abbracciare?
Ci siamo dati appuntamento ai giardini dietro casa nostra durante la pausa pranzo dal lavoro e ci siamo detti tutto quello che non ci siamo detti dal balcone. Abbiamo parlato di molte cose ed eravamo emozionati per il momento.

Paola, cosa dice ai fan?
Ragazzi, quando meno ve lo aspettate l'amore arriva! Bussa alla porta ma a volte arriva… dal balcone! Credeteci sempre, perché l’amore può arrivare da un momento all'altro, e quando ormai avete perso le speranze, i desideri si avverano! Sui miei profili social (paola.agnelli80) tante persone mi raccontano la loro storia, mi chiedono consigli, si confidano e io sono molto felice quando si crea questo clima positivo!

E lei Michele, come va sui social network?
Io non sono mai stato molto attivo sui social. Ma dopo aver visto Paola, mi sono collegato a Instagram solo per poterle chiedere l'amicizia, non avendo il suo numero di telefono. E nei giorni successivi all'uscita della notizia della nostra storia sui giornali ho ricevuto tantissime richieste di amicizia, soprattutto da Gran Bretagna e India.

Paola, cosa dire a chi pensa che questa storia sia stata costruita e non sia vera?
Chi critica magari è stato castigato così tanto dalla vita che non vede più il bello nelle cose sane, genuine e limpide, come la nostra storia; e questo mi dispiace molto. Oppure c’entra l'ignoranza che porta a pregiudizi e a critiche, magari fino alle offese nei confronti di persone che non si conoscono per nulla.
(Michele) Io non ho tempo da dedicare a chi non ha altro da fare nella vita se non denigrare e calunniare la nostra storia. E poi non siamo andati noi a cercare giornali e tv; ci hanno contattato loro.

Questa attenzione mediatica pensate abbia contribuito a rendere più forte la vostra storia? Oppure c'è stato un momento in cui tutta questa attenzione è stata difficile da sostenere?
(Michele) Io sono una persona molto timida e riservata. Penso che per un uomo sia molto difficile parlare ed esprimere i sentimenti davanti a microfoni e telecamere. Lavorando anche durante il lockdown, ho dovuto trovare il tempo per le interviste e le dirette, ma l’ho fatto con piacere. Abbiamo anche incontrato un giornalista che, pur di fare uno scoop, ci voleva in una situazione a noi indesiderata…

Paola, se l’aspettava tutto questo?
No, però nel periodo di quarantena ha portato cosi tanta luce che ero e sono lieta di questa cosa. Anche se ci sono stati giorni pieni di interviste e dirette, ero felice perché poteva essere un raggio di luce in un momento decisamente nero.

Avete piani per il futuro?
(Michele) Per adesso no. Vogliamo vivere la nostra storia giorno per giorno, senza dover dimostrare o rendere conto di niente e a nessuno.
(Paola) Io vivo sempre giorno per giorno. Ora ci stiamo conoscendo e quindi vivo il momento presente.

C'è qualcosa degli ultimi mesi che vorreste riscrivere della vostra storia?
No, è stato tutto così magico tra noi che non vogliamo cambiare nulla!

Michele, se pensa a Paola, cosa le viene subito in mente?
Ma dove sei stata in tutti questi anni? Perché non ci siamo mai affacciati al balcone prima?

E lei, Paola, pensando a Michele?
Penso che sia bello aver conosciuto una persona genuina che sorride al mondo e che esprime i sentimenti senza nessun problema.

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