20 agosto 2019

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06.01.2019

Interviste

Franz e Fox, l'intervista-duello
ai due candidati a Papà del Gnoco

Francesco Gambale e Sebastiano Ridolfi
Francesco Gambale e Sebastiano Ridolfi

L'intervista ai due candidati allo scettro di Papà del Gnoco per il 489esimo Bacal del Gnoco (qui i dettagli sulla votazione).

 

NUMERO 1

SEBASTIANO RIDOLFI, detto Fox, ha 36 anni ed è manager di Bentobox, azienda che si occupa di comunicazione digitale con sede in corso Milano. Segue il carnevale con amore fin da bambino, quando si travestiva da Zorro. È la prima volta che si candida a Papà del Gnoco e intende entrare nel comitato in punta di piedi. Una curiosità: nel 2016 ha fatto parlare di sé per un caratteristico costume da Donald Trump. Per votare Fox alla sfida per lo scettro del sire del carnevale veronese si dovrà scegliere nella scheda il numero uno.

Perché questa candidatura?

Prima di tutto per l’amore nei confronti della città, unica, da amare in modo passionale con le sue luci e ombre. Ho sempre cercato di rimanere qui, nonostante le opportunità di trasferimento avute per lavoro. Poi perché ritengo che il carnevale abbia un’importante funzione sociale e vorrei sensibilizzare sui temi del bullismo. Portare allegria e divertimento ad anziani, malati e bambini è infine un valore aggiunto, un qualcosa di fondamentale che dovremmo coltivare tutti. A volte un sorriso è capace di risolvere anche i contrasti più difficili.

Quali sono le sue passioni?

Ho sempre coltivato una grande passione per la comunicazione e sono stato tra i fondatori della radio dell’Università di Verona, Fuori Aula Network. Sono un radiofonico di natura, faccio radio da 15 anni, ho iniziato quando ero alle superiori con Radio Verona. Attualmente il mio pane quotidiano è il web, ma la radio mi manca tantissimo, per me è una vera dipendenza e spero di tornare presto a farla.

Lei è un attivista per i diritti di omosessuali e transenger. Cosa risponde a chi la accusa di voler portare la politica nel carnevale?

Non ho mai avuto tessere di partito o ruolo istituzionale di qualsivoglia genere. Lo scandalo è solo nella testa di chi ha creato queste polemiche. Ho tutti i requisiti per candidarmi e sono stato accolto a braccia aperte dal comitato. Inoltre non ho mai sottolineato nessun tipo di appartenenza ideologica, che comunque sono libero di avere come diritto individuale. Nel momento in cui si vestono i panni del Papà del Gnoco, si svestono i propri e io credo di essere un candidato valido per la carica.

Come sta portando avanti la sua campagna elettorale?

Con il sorriso. Finché non me lo toglieranno, io lo porterò sul viso. Sarà una campagna più social rispetto al passato, ma entro in punta di piedi perché ho molto da imparare e lo faccio con piacere. Vivo San Zeno quotidianamente perché lo attraverso a piedi due volte al giorno andando e tornando dal lavoro, quindi vorrei unire la parte digitale, a quella più reale, incontrando personalmente gli elettori.

 

NUMERO 2

FRANCESCO GAMBALE, per tutti Franz, ha 47 anni ed è un cameraman di Telearena. Da oltre vent’anni segue il mondo del carnevale per passione e per professione, ma si candida per la prima volta a Papà del Gnoco. Il suo primo travestimento da bambino è stato Cucciolo, il più piccolo dei famosi sette nani di Biancaneve. Ha una figlia di diciassette anni di nome Victoria, la sua fan numero uno, anche lei appassionata. La curiosità: ha una lunga barba bianca che potrebbe sostituire egregiamente quella posticcia normalmente utilizzata, ma dovrà forse tingerla perché non abbastanza bianca rispetto all’originale. Fino a pochi giorni fa ha vestito i panni di Babbo Natale. Per votarlo bisognerà scegliere sulla scheda il numero due.

Com’è nata la sua passione per questo mondo?

Quasi per caso. Sono stato trascinato a votare il Papà del Gnoco da un amico più di vent’anni fa, mentre mi recavo a messa a San Zeno. Da lì non sono più uscito, è stato amore a prima vista. Ho avuto anche la possibilità di conoscere il dietro le quinte di questa manifestazione grazie al mio lavoro. Ho preso ferie per seguire l’euro-carnevale in varie parti d’Europa, per poter poi realizzare servizi video dell’evento.

Quale aspetto del carnevale preferisce?

Sicuramente quello sociale. Il carnevale è infatti nato grazie alla generosità di Tomaso Da Vico. Adoro il fatto di poter regalare un sorriso alle persone bisognose e far divertire i bambini. La solidarietà è fondamentale per me e mi sono infatti sempre battuto in vari modi.

Com’è arrivato a Telearena?

Dopo il diploma alla scuola grafica e una stagione a Gardaland ero alla ricerca di lavoro. Avendo fatto un corso di cinematografia mi sono proposto a Telearena, a titolo gratuito pur di imparare. Mi hanno preso nell’ottobre del 1990 e sono qui ancora oggi. Adoro questo mestiere perché mi da la possibilità di conoscere realtà diverse, dalla più umile, alla più prestigiosa. Vivo situazioni incredibili che mi arricchiscono: sono davvero innamorato del mio lavoro.

Come pensa di impostare la sua campagna elettorale?

I social media sono sicuramente fondamentali, vedo molto riscontro e sono felice. È una bella battaglia con Fox perché lui segue queste cose per lavoro, per me dunque è uno stimolo ulteriore a dare il massimo. Poi frequento da anni le maschere di Verona, mi conoscono ed essendomi sempre adoperato per loro, hanno un bel ricordo di me, quindi alcuni di loro mi sosterranno, così come gli amici. Tanta gente che non aveva mai votato, o addirittura che era disinteressata o infastidita dal carnevale, mi ha detto che verrà alle elezioni e questa per me è la cosa più bella di questa campagna elettorale: riuscire ad avvicinare persone nuove al carnevale.

 

Ludovica Purgato
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