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Viaggi & turismo

08.03.2019

Ravenna, tutta
l'archeologia
di Classe

Vicino alla Basilica di Sant'Apollinare in Classe, fuori dal centro, ecco Classis Ravenna, l'ex Zuccherificio ora Museo della Città e del Territorio
Vicino alla Basilica di Sant'Apollinare in Classe, fuori dal centro, ecco Classis Ravenna, l'ex Zuccherificio ora Museo della Città e del Territorio

Da vent'anni a questa parte l'immagine di Ravenna è cambiata. Nel 1996 sono diventati beni Unesco i luoghi paleocristiani e bizantini che si studiano sui manuali di storia dell'arte: le Basiliche di San Vitale e Sant'Apollinare Nuovo, quella di Sant'Apollinare in Classe, il Battistero degli Ariani e quello Neoniano, la Cappella Arcivescovile, il Mausoleo di Galla Placidia e il Mausoleo di Teodorico.

 

Ma sono state scoperte continuamente nuove tracce della presenza romana, la più famosa delle quali è la Domus dei tappeti di pietra, aperta nel 2002, con un pavimento di mille metri quadrati di mosaici in condizioni perfette tre metri sotto il livello stradale. Molto si deve alla Fondazione Ravennantica che operativa dal 2001 ha sostenuto campagne di divulgazione e di scavi, non ultime quelle a Classe - 6 km, si può arrivare in auto o in bici dal centro, registrandosi al servizio di noleggio pubblico - dove poco lontano dalla basilica di Sant'Apollinare è stato aperto dal 2015 il parco archeologico attorno al porto antico, già visitato da 60 mila persone.

 

Anche la chiesa trecentesca di San Nicolò è stata riaperta grazie alla fondazione e ospita mostre, oltre all'esposizione permamente e interattiva Tamo, Tutta l'avventura del mosaico. Un'altra residenza di età imperiale, la Domus del genio delle acque, è stata riaperta dal 2014 ed ora è toccato a Classis, il Museo della città e del territorio, aperto nel dicembre scorso. Nell'ex zuccherificio abbandonato di Classe, con fondi statali-regionali-europei, è stato allestito un nuovo magnifico museo con oltre 600 reperti che raccontano la storia di Ravenna dall'età preromana - ceramica greca e reperti etruschi e umbri - fino all'anno Mille, attraverso statue, mosaici, sarcofagi, stele funerarie, argenti. Video, foto, plastici accompagnano in un affascinante viaggio nei secoli.

 

Ma tornando al centro va vista anche la curiosa cripta della chiesa di San Francesco invasa dall'acqua e dai pesci rossi: qui vennero celebrati i funerali di Dante Alighieri e a pochi metri c'è anche la sua tomba. Per una sosta ristoratrice in centro va segnalata l'Osteria del tempo perduto, amata dai giovani, e una tappa d'obbligo si fa anche a Ca' de Vèn, osteria ed enoteca in un palazzo del '400 dove si mangia piadina fatta al momento tra botti e una biblioteca di libri in dialetto. La movida, specie in primavera e d'estate, riversa nelle strade i romagnoli, che hanno almeno otto lidi diversi per andare al mare, da Savio a Casalborsetti. www.turismo.ra.vi.

Nicoletta Martelletto
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