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Viaggi & turismo

19.01.2019

Profumo di Sicilia,
dai templi all'Etna
al triangolo Barocco

Valle dei templi di Agrigento (foto Vaccari)
Valle dei templi di Agrigento (foto Vaccari)

Il cielo di Sicilia nei mesi invernali regala squarci di azzurro che non ti aspetti, e per questo ancora più belli. Certo quest’isola sa regalare emozioni di ogni genere, e non sempre positive. Il terremoto dell’ultimo periodo che ha colpito la zona di Catania, senza per fortuna danneggiare le bellezze architettoniche che la caratterizzano, la recente innevata della zona di Enna. Ma anche giornate assolate seppur ventose alla Scala dei Turchi, che rendono il paesaggio intrigante più che nelle assolate calde giornate estive. Niente di meglio dunque, di una visita nei mesi in cui l’isola non è affollata di turisti.

 

Voli diretti da Verona, poi il noleggio di un’auto (all’uscita dall’aeroporto c’è ampia scelta di ditte), e poi via diretti in un viaggio di cultura e perché no, di piatti tipici che appagheranno anche le gole più esigenti. Se la Sicilia ovest ha da offrire le meraviglie di Segesta e Selinunte (uno dei parchi archeologici più grandi d’Europa dove proprio di recente s’è deciso potranno proseguire altri scavi), più a sud, la Valle dei Templi di Agrigento, visitabile in un paio di ore a piedi, regala altri reperti che sono sopravvissuti nei secoli e grazie anche a benefattori stranieri hanno potuto tornare alla luce. Dal 1997 l’intera zona è stata inserita nella lista dei patrimoni dell’umanità redatta dall’Unesco.

 

È considerata un’ambita meta turistica, oltre ad essere il simbolo della città e uno dei principali di tutta l’isola. Il parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, ricopre 1300 ettari. Una piccola area è stata destinata a Giardino dei giusti, sono stati piantate piccole lapidi con il nome di uomini uccisi dalla mafia, tra cui Falcone, Borsellino, Piersanti Mattarella, fratello del Presidente della repubblica.

 

Da Agrigento, ci spostiamo a Modica. Molti di noi conoscono la cioccolata di questa zona, che si ottiene con la lavorazione a freddo che esclude la fase del concaggio (una lunga omogeneizzazione). Se decidete di andare a Modica, fate in modo di passarci almeno una notte. Lo scenario che si presenterà ai vostri occhi è simile ad un grande presepe illuminato. Modica è la cittadina delle scale e dei gradini, ne salirete a centinaia, ma ne varrà comunque la pena. C’è anche un piccolo teatro, Garibaldi, che ha un cartellone invernale.

 

Non si può non visitare Noto, capitale del Barocco. Il colore che prevale è quello della pietra locale utilizzata per realizzare i palazzi e le scenografiche piazze. Se entrate nella chiesa di San Carlo al Corso, e decidete di salire fino al campanile, valutate se avete problemi di claustrofobia perché vi ritroverete a salire e ridiscendere da una scala a chiocciola strettissima, in cui si passa a fatica. La città più accogliente della parte est della Sicilia è Siracusa, che ha saputo coniugare i fasti del passato con locali e pasticcerie dove assaggiare i prodotti tipici: arancini, cassatine, pasta alla Norma. Non potete lasciare la Sicilia senza salutare il suo vulcano, che ultimamente tanto ha fatto preoccupare. Nicolosi è un poco come la nostra Bosco, e altrettanto ha un’ottima pasticceria.

Alessandra Vaccari
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