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Viaggi & turismo

24.03.2019

Napa Valley,
la California
da bere

Non solo vino: le cantine ipertecnologiche della Napa Valley ospitano anche collezioni di Porsche, quadri e il museo del cinema del regista  Coppola
Non solo vino: le cantine ipertecnologiche della Napa Valley ospitano anche collezioni di Porsche, quadri e il museo del cinema del regista Coppola

Ad un’ora di macchina a nord di San Francisco ci si può tuffare in quel mare di viti che è la Napa Valley, fiore dell’enologia californiana. Siamo in California, le sconfinate distese di piante potate a cordone speronato annunciano la scelta di bassa produzione e ottima qualità. E se il vostro ideale di turismo include anche l’enogastronomia, prima di salutare lo stato più affascinante della West Coast, ritagliatevi qualche giorno per una tappa lungo la via dei vini californiani. Una visita tra i templi dell’enologia locale può partire da Napa, da quella che viene considerata la cantina più tecnologica: Palmaz Vineyard.

 

Scavata all’interno di un monte, presenta il processo di vinificazione tutto per caduta, con la deraspatrice nella parte più alta, le cisterne in acciaio con la fermentazione controllata da un sistema informatico, per poi passare al livello più basso con i tunnel per le barriques. Un investimento da centinaia di milioni di euro, possibile grazie alla passione e al successo professionale del fondatore: il dottor Julio Palmaz. Un nome che in medicina dice molto, essendo l’inventore dello stent cardiaco, il «palloncino» salvavita tutt’oggi utilizzato nelle ostruzioni coronariche. La visita alla cantina, dopo una raffinata degustazione, si conclude con la collezione di Porsche d’epoca curata dal fondatore e dal figlio Christian, tra cui la prima a vincere la 24 ore di Le Mans.

 

A pochi chilometri, sempre a Napa, arroccata su una dolce collina, un’altra cantina che prende nome proprio dalla passione del fondatore: la Hess Collection Winery, autentico museo d’arte contemporanea. Con un calice in mano si possono visitare i tre piani che raccolgono centinaia di opere, tra queste i quadri di Francis Bacon che concludono il percorso museale. L’intero complesso è stato recentemente restaurato, avendo riportato ingenti danni per il terremoto del 2014. Attraversando tutta la valle, verso nord, ad Oakville, si trova la cantina simbolo dell’eccellenza californiana. Nata dalla joint venture tra Robert Mondavi e il barone Philippe de Rothschild. Un solo vino, l’Opus One, un taglio bordolese, proposto nell’ultima annata disponibile (2015) e in qualche riserva venduta limitatamente.

 

La cantina che si erge tra i vigneti bassi è opera dell’architetto Scott Johnson, molto attivo nell’alta California, e rappresenta uno scrigno porta gioielli. Se dalla terrazza si dominano le colline vitate, è il caveau interrato a custodire le preziose barriques. Mille botti ordinate, disposte a semicerchio, sono un colpo d’occhio che fa presagire la qualità dell’unico vino custodito al loro interno. La giornata nella Napa Valley si può concludere nella tenuta di Inglenook a Rutherford, pochi chilometri ancora più a nord.

 

Il complesso risalente alla metà del 1800 è una delle prime cantine della California ed ora è celebre per il suo proprietario, il regista Francis Ford Coppola. La prima parte della campagna fu acquistata con i proventi del film «Il Padrino», il resto, compreso il castello, nel 1995 con i guadagni di un altra pellicola di successo, «Dracula di Bram Stoker». Ai lati del corpo centrale della storica dimora si trovano un bar per le degustazioni e un wine shop. Il castello vero e proprio è adibito a museo del cinema con cimeli del regista padrone di casa e una collezione di lanterne magiche per comprendere le origini delle immagini in movimento.

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