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Viaggi & turismo

15.09.2019

La perla delle Antille

Palme, sabbia finissima e 50 sfumature di turchese: l’isola di Saona è tappa imperdibile per chi visita la Repubblica Dominicana FOTOEXPRESS ZATTARIN
Palme, sabbia finissima e 50 sfumature di turchese: l’isola di Saona è tappa imperdibile per chi visita la Repubblica Dominicana FOTOEXPRESS ZATTARIN

Una notte di tempesta aprì all’Ammiraglio le porte del Paradiso. Un incendio di colori. Distesa di palme adagiate su mare color turchese. Baia placida che desta meraviglia. La notte del 14 settembre 1494 Cristoforo Colombo, al suo secondo viaggio di esplorazione del nuovo mondo, fu costretto a riparare su un’isola sconosciuta durante la perlustrazione della costa sud dell’Hispaniola (isola oggi condivisa tra Haiti e Repubblica Dominicana). Delle tre mitiche caravelle, era alla guida della Nina. Il soffio del vento, il cielo cattivo, il mare agitato lo consigliarono di toccare terra il prima possibile. Ad avvistare l’isola della provvidenza fu Michele da Cuneo, compagno di ventura del navigatore genovese, originario di Savona. DA SAVONA A SAONA Fu lui il primo a cogliere l’opportunità di guadagnare quel canale stretto - oggi paso de Catuan - che conduceva ad approdo sicuro. Toccata terra, arrivò un’eclisse. Curioso presagio per quei tempi. Poi un vero e proprio uragano. Evento climatico sconosciuto agli esploratori europei. Passata la tempesta, Colombo scoprì l’Eden di un nuovo mondo. Salva la caravella. Ribattezzò la baia dove aveva attraccato Santa Cruz. E per rendere omaggio all’amico Michele da Cuneo ribattezzo l’isola la Bella Saonese, in seguito divenuta Isola di Saona (con chiaro richiamo a Savona, cittadina con la quale oggi Saona è gemellata). Da Cuneo ne divenne primo governatore. Oggi Saona, 450 abitanti circa, è una delle mete più gettonate di chi sceglie la Repubblica Dominicana. Si trova al largo della punta sud orientale dell’isola. ESCURSIONE IMPERDIBILE La spiaggia color della perla è facilmente raggiungibile dalla vicina Bayahibe. Mano Juan, situato nella laguna Los Flamencos, è il centro della vita dell’isola. Villaggio di pescatori, dediti anche alla vendita di souvenir ai tanti turisti. L’atmosfera è incantata. E regala silenzi dimenticati e case dipinte dai colori della felicità. Tetti di paglia brucati dal sole, groviglio di mangrovie divenute parte integrante del parco nazionale dell’est. La grotta di Cotubanamà, scrigno del passato, porta i segni dell’arte rupestre precolombiana. Saona ha una superficie di 110 chilometri quadrati, è lunga 22 chilometri e larga cinque ed è ideale per gli amanti delle immersioni. E anche per chi vuole farsi rapire dal fascino dei tanti relitti presenti sotto il letto di alghe adagiato attorno all’isola. Da dicembre a marzo è il momento migliore per immergersi ascoltando il canto delle megattere. Questo, infatti, è il periodo in cui i grandi mammiferi oceanici vivono la loro stagione degli amori, con antiche ritualità, giochi d’acqua, richiami, schizzi. Una danza amorosa che ha catturato l’attenzione del regista de «I pirati dei Caraibi», che proprio a Saona ha girato alcune scene del film sul capitano Jack Sparrow, alias Johnny Depp.

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