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Viaggi & turismo

07.01.2020

Gand, torna l’Agnello

Una veduta del centro storico di Gent (in francese Gand), attraversata da canali navigabili come Bruges
Una veduta del centro storico di Gent (in francese Gand), attraversata da canali navigabili come Bruges

È una storia appassionante quella delle Fiandre nel periodo del massimo fulgore. Tra la metà del Trecento e la fine del Quattrocento, il cuore economico dell’Europa che ancora non c’era batteva qui. Bruges e Gand erano città più importanti di Parigi, all’epoca un borgo. Fu il casato di Borgogna a consentire una lunga prosperità, un utilizzo intensivo dei porti e dei canali resi navigabili, la costruzione di palazzi signorili, che al pari delle chiese venivano arredati d’arte. Tra i tanti artisti che qui prosperarono ci furono Van Eyck, Memling, Bouts, i primitivi fiamminghi. Nelle città arrivavano pensatori, filosofi, predicatori. A Bruges si fa risalire a metà del Quattrocento la nascita della prima Borsa valori, nel palazzo della famiglia dei Van der Bourse. I rapporti con il Rinascimento italiano e il sistema di economia e potere gestito dai Medici è comprovato anche nell’arte e nello scambio di stili a proposito di paesaggi e ritratti. Ebbene nel 2020 si chiuderà nelle Fiandre un triennio dedicato ai tre ambasciatori della pittura: Rubens nel 2018, Bruegel nel 2019, e quest’anno Jan Van Eyck. E con lui al centro degli eventi ci sarà Gent - Gand in francese -,la sua città d’elezione. Il progetto Flemish Masters 2018-2020 vedrà un momento emozionante nel capolavoro assoluto di Van Eyck: si tratta del Polittico dell’Agnello Mistico che, nell’ottobre 2020, troverà una nuova collocazione all’interno della Cattedrale di San Bavone, dove aprirà anche un visitor centre per raccontare la lunga storia del restauro iniziato nel 2012. Il Polittico è un gigante dell’arte, tutto aperto con i 12 pannelli arriva a 4 metri: fu dipinto ad olio come pala d’altare, donato dal nobile Joos Vijd e dalla moglie che vi sono raffigurati in preghiera. Ha una storia movimentata: è stato rubato sette volte, nel 1934 una tavola fu trafugata e mai ritrovata; nel 1940 i nazisti lo portarono via, e lo nascosero con altri tesori in una miniera di sale in Austria, dove fu recuperato dai Monuments Men, ufficiali anglo- americani esperti d’arte. Cosa che l’omonimo film con George Cloney ha raccontato. Ma le pale esterne del Polittico saranno anche protagoniste, insieme a metà delle opere di Jan Van Eyck, della mostra «Van Eyck An Optical Revolution» ospitata dal 1° febbraio al 30 aprile al Museo di Belle Arti di Gent. Tutto il 2020 vedrà eventi organizzati sul titolo «Omg Van Eyck was here!». Gent farà da traino e altre città fiamminghe avranno da raccontare molto su di lui.


BRUGES. Qui Jan Van Eyck si trasferì nel 1432 come pittore di corte di Filippo il Buono. Qui visse e venne sepolto. I luoghi che parlano di lui sono il Prinsenhof (all’epoca residenza della Casata di Borgogna), da cui partiva per le missioni diplomatiche; la Cattedrale di San Salvatore, col coro da lui stesso progettato, i resti della Sint-Donaaskathedraal sotto la piazza Burg, dove è sepolto. Ma la tappa irrinunciabile, quella dei capolavori, è il Museo Groeninge, dove si ammirano la Madonna del Canonico Van der Paele (1436) e il Ritratto di Margherita van Eyck (1439). La sua influenza sui pittori contemporanei, anche stranieri, fu fondamentale, incluso il suo concittadino Hans Memling, le cui opere si possono ammirare nel Sint-Janshospitaal – Memling Museum. Insieme al Museo Gruuthuse, un altro edificio rinascimentale recentemente restaurato, i tre musei costituiscono il circuito dei civici della città, perfetta immersione nell’epoca d’oro di Bruges. Tre le mostre sul pittore nellla città che è patrimonio Unesco: Jan Van Eyck in Bruges (12 marzo -12 luglio, Groeninge Museum); Memling Now (4 aprile – 6 settembre, Sintjanshospitaal); Heaven in a nutshell (1 ottobre 2020 -1 febbario 2021, Groeninge museum. Per il resto Bruges è la città delle cioccolaterie, delle patate fritte e dei canali navigabili in barca.


A LOVANIO. Nella città universitaria e intellettuale, la tappa d’obbligo è la Chiesa di San Pietro. Quest’anno, terminati i lavori di restauro della chiesa, si potrà ammirare di nuovo L’Ultima Cena di Dieric Bouts, capolavoro del pittore del silenzio, custodito nel luogo originario per il quale fu dipinto. La riapertura è prevista il 7 marzo con un programma di visita che prevede attraverso la realtà aumentata un percorso nella chiesa e nell’arte dei Primitivi Fiamminghi.


A BRUXELLES. Nella capitale belga quest’anno si aprirà il nuovo museo «De Librije», nella cinquecentesca Nassau Chapel, all’interno della Royal Library. La splendida collezione di manoscritti appartenente ai Duchi di Borgogna è considerata una delle eccellenze dell’arte della miniatura del nord Europa dal XIV al XV. Info: www.visitflanders.com/it

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