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Giungla d'asfalto

12.11.2011

Corso Porta Nuova nel caos
«Le infrazioni sono la regola»


 Corso Porta Nuova, nelle ore di punta, è preso d'assalto da molti bus e pullman FOTOSERVIZIO MARCHIORI
Corso Porta Nuova, nelle ore di punta, è preso d'assalto da molti bus e pullman FOTOSERVIZIO MARCHIORI

Verona. Corso Porta Nuova: porto di mare dove la convivenza tra i diversi utenti della strada è molto difficile.
Dopo via Unità d'Italia e via Mameli, corso Porta Nuova occupa il terzo gradino del podio nella lista delle strade cittadine più incidentate stilata dai vigili. Gli scontri sul corso, all'inizio del mese, erano a quota 31, per una media di tre al mese. Nell'arco del 2010 se ne registrarono 36.
PROBLEMI. Corso Porta Nuova merita un'attenzione particolare. Il perché è evidente: si tratta di una direttrice nevralgica, adiacente al cuore del centro e collegata ai più importanti poli direzionali e a molte scuole. Intercetta ogni giorno una massa di lavoratori, studenti, turisti. Sulle sue corsie, soprattutto nell'orario di punta, scorrono migliaia di veicoli, tra auto, moto, autobus di linea, pullman turistici e mezzi pesanti. E i marciapiedi brulicano di pedoni e ciclisti, in conflitto a causa di una pista ciclabile nata male, che si presta a pericolose invasioni di campo.
In strada, tra le infrazioni più frequenti ci sono le inversioni a «U» nei pressi degli orologi della Bra, talvolta passando sopra all'attraversamento pedonale, e poi l'eccesso di velocità. Le strisce sono spesso oscurate dalle auto in sosta, cosicché l'automobilista che sopraggiunge non si accorge del pedone intento ad attraversare la strada, se non quando quest'ultimo ha ormai invaso la corsia.
Questa è stata la causa di diversi incidenti, di cui uno mortale, nei quali ad avere la peggio è naturalmente la persona a piedi. Magari un ragazzino, come successe nel giugno di un anno fa, quando uno studente investito da un'auto finì in terapia intensiva.
SREGOLATI. A peggiorare la già difficile convivenza, ci si aggiunge la mancanza di disciplina da parte di tutti. «Le moto si credono su un circuito del Gp, i ciclisti pedalano dove non dovrebbero, i pedoni attraversano fuori dalle strisce, i pullman compiono manovre azzardate. Qui, la mattina, soprattutto quando arrivano in massa gli autobus scolastici, è un caos», commenta Massimo Menon, della storica edicola di fronte a San Luca.
PULLMAN. Anche Menon ha visto la morte in faccia: qualche mese fa, un pullman turistico ha urtato il chiosco, mentre lui era dentro, sradicandolo e spostandolo di un metro. Ora, a protezione, è stata installata una fila di paletti dissuasori. Ma chi abita e lavora sul corso non si sente sicuro, e con una raccolta firme ha allertato anche il prefetto. Menon, insieme al residente Francesco Del Zotti, segretario provinciale di Medici per l'Ambiente-Isde, sta lavorando per costituire un'associazione a difesa non solo di corso Porta Nuova, ma di tutte le zone più bistrattate del centro. «Vogliamo difendere i siti Unesco di Verona, in modo che il traffico e il parcheggio selvaggio non abbiano la meglio sul pregio artistico e la vivibilità del centro», dice Del Zotti.
Per corso Porta Nuova, in particolare, i cittadini hanno richiesto di vietare ai pullman turistici l'accesso almeno all'ultima parte del viale, quella vicino agli orologi della Bra, essendo questa una zona ad altissima concentrazione di pedoni. Oggi, al contrario, per i pullman vige l'obbligo di andare dritto, senza girare in via Battisti, per esempio. Ma in Comune, per limitare il problema, sta lavorando a un'ordinanza che divulgherà la prossima settimana.
Infine, il porfido sotto l'orologio è in condizioni pessime ed è pericoloso per ciclisti e motociclisti (una caduta al giro d'Italia donne); le zebre per i pedoni sono state cancellate quando invece servirebbero altri passaggi pedonali.

Lorenza Costantino
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