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Salute & Benessere

04.07.2019

Passo dopo passo
Tutto il potere
di camminare

Passo dopo passo. Tutto il potere di camminare
Passo dopo passo. Tutto il potere di camminare

È l'attività fisica più semplice, la prima che abbiamo imparato da piccoli e che sottopone il corpo a un allenamento completo. È anche la prima che viene consigliata a chi soffre di diabete, perché sollecita le catene muscolari più estese (le gambe) contribuendo a ridurre i valori dell'emoglobina glicata.

 

Camminare - lo confermano anni di studi medici - è la formula di prevenzione più efficace di diverse patologie perché, biologicamente, il nostro corpo è fatto per muoversi. Non ha importanza quando: l'importante è farlo. I Romani, dimostrando di conoscere la positiva influenza di una passeggiata serale, suggerivano «Post prandium stabis, post coenam ambulabis, «dopo pranzo riposa, dopo cena passeggia», ma data la sua accessibilità a tutte le ore del giorno e ovunque ci si trovi, il walking ha conquistato una popolarità superiore alla corsa.

 

Camminando con un incedere sostenuto e a falcata ampia si può avanzare a una velocità di circa 5 km orari, vale a dire che un podista medio dovrebbe impiegare 12 minuti per percorrere un chilometro.Camminando più energeticamente, si pratica quello che viene definito power walking, dove si procede appoggiando a terra un piede dopo l'altro, oscillando le braccia in opposizione alle gambe per mantenersi ritmicamente in equilibrio.

 

Nel power walking il movimento degli arti superiori è essenziale per la velocità e l'impulso: entrambi i gomiti sono flessi a 90° e le braccia si muovono avanti e indietro come le bielle di un pistone. Questa è la tecnica, per la quale, ovviamente, al fine di assicurarsi comfort e sicurezza, servono scarpe flessibili adeguate alla rullata del piede nel movimento tallone-punta e abbigliamento comodo (occhiali da sole, bottiglia d'acqua, marsupio), oltre alla programmazione di un percorso di base e l'attenzione per una postura, respirazione e alimentazione adeguate.

 

Ma i benefici del camminare coinvolgono anche la mente. Camminare è un esercizio dinamico che mette in linea i pensieri, libera la testa dalle preoccupazioni, affina la percezione dei sensi verso quanto ci circonda. Camminare in montagna è avvertire sulla pelle il piacere del fresco degli alberi e all'olfatto i profumi del sottobosco. Camminare sulla battigia di una spiaggia è respirare la brezza iodata del mare mentre i piedi affondano nella sabbia bagnata. Camminare in pianura, lungo le strade vicine a casa, è sviluppare percezione visiva su qualcosa che nella frenesia della quotidianità non si riesce a cogliere nella sua interezza. Camminare è esplorazione, meditazione, sorpresa.

 

Camminare è direzione: sguardo in avanti, spalle dritte, coordinazione. Una terminologia - prima che una postura - che inevitabilmente predispone a uno stato d'animo positivo. Camminare ci mette in relazione con lo spazio e farlo su un tapis roulant non è la stessa cosa che praticarlo all'aperto. Camminare va inteso, essenzialmente, come esercizio outdoor che ci fa sentire parte di un tutto più grande. Perché camminare è soprattutto meraviglia: accorgersi di un ruscello che scorre; di una foglia che cade; di una persona che passa. Camminare è sudare, sprigionare tossine ed eliminarle, in una specie di lavacro ristoratore che rinnova corpo e spirito. Camminare è fatica ma anche defaticamento. Camminare - non necessariamente con intenzione sportiva - dovrebbe entrare a far parte dei nostri programmi quotidiani di salute. E l'incontro con l'energia che i piedi e la terra si scambiano, può essere un seme che, se coltivato come un'abitudine, può portare a scoprire la corsa o altre attività fisiche. Intanto è importante fare il primo passo.

Germana Cabrelle
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