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Salute & Benessere

31.03.2020

Ora la noia non fa male

I genitori devono organizzare la giornata dei loro figli, costretti a casa per l’emergenza coronavirus, lasciando loro anche spazi totalmente liberi
I genitori devono organizzare la giornata dei loro figli, costretti a casa per l’emergenza coronavirus, lasciando loro anche spazi totalmente liberi

Il tempo passa. E piano piano, soprattutto per i bambini, diventa sempre più difficile non giocare con i coetanei, non incontrare i nonni. Addirittura c’è chi rimpiange le giornate a scuola o all’asilo. Ebbene, dobbiamo abituare noi e soprattutto loro a questi nuovi ritmi, con tanto tempo da passare in famiglia e la possibilità per i più fortunati, di godere di qualche raggio di sole in terrazzo giardino o poggiolo. Eppure, si può trasformare la «sosta forzata» da coronavirus in opportunità. Come? «Utilizzate questo tempo per riscoprire tutte quelle cose che negli ultimi anni non avete avuto modo di condividere con i vostri figli», consiglia Giuseppe di Mauro, presidente della Società italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps). «Se prima, a causa del lavoro, molti padri e madri non avevano mai abbastanza tempo per godere i loro figli adesso il tempo di stare in famiglia c’è. Leggete con i vostri figli, così da accrescere la loro immaginazione e fantasia. Sfogliate insieme i tanti libri di favole, ma anche tutte le storie di avventura e quelle più indicate a seconda delle età. Non dimenticate poi di far fare i compiti e rispolverate i giochi di società e quelli in cui si stimolano le potenzialità intellettive dei più piccoli». Insomma. Allo «sbandamento» delle abitudini legato ai nuovi ritmi indotti dalla vita ai tempi del coronavirus, con i più piccoli, è fondamentale recuperare una routine che dia loro modo di «ricostruire» una giornata in cui ci sia anche la noia (è utile e fa riflettere) ma che non diventi la protagonista. Si inizia la mattina presto, senza che le lenzuola diventino eccessivamente calde per un riposo notturno prolungato. I tempi prevedono la sveglia, se possibile alla solita ora, e poi una colazione che offra nutrimento. Ci si lava i denti, si fa un po’ di ginnastica e poi via con le lezioni a distanza della scuola o, se il piccolo è solo, con il genitore che prova comunque a giocare con lui in una didattica ludica che lascia sicuramente nei protagonisti pace e serenità. Poi, merenda, ripresa delle attività, pranzo e riposino o comunque tempo libero. Il pomeriggio, se possibile, va dedicato al movimento: va bene tutto, anche i movimenti dettati dai videogiochi che puntano sull’attività fisica. Ma se possibile, meglio abituare il bimbo a continuare a giocare all’aperto, come si deve fare in primavera. Infine, la sera, lasciate un po’ di spazio per il bimbo e non stressatevi se appare annoiato: è un «suo» tempo che deve essere rispettato. Poi, cena e, se proprio concedete la tv, evitate le trasmissioni che possono creare ansia. In giro ne esiste già abbastanza e i piccoli possono percepire la tensione dei genitori, amplificando se non comprendono i motivi del problema, che in questo caso sono purtroppo ben chiari. Per riposare bene, niente di meglio di un buon libro o di una fiaba raccontata da mamma e papà. «Stare a casa è un’opportunità anche per incoraggiare l’educazione alimentare. La Sipps aveva già lanciato nei giorni scorsi il progetto Nutripiatto: uno strumento di educazione nutrizionale per bambini dai 4 ai 12 anni», riprende Di Mauro. «È importante una sana alimentazione che sappia anche garantire un sonno adeguato in termini di quantità e qualità. È importante preparare insieme ai figli le pietanze e ricordare che per i più piccoli è indicato mangiare 4-5 volte al giorno con uno sguardo sempre attento alla quantità delle porzioni». Insomma: per far star bene il bambino, ricordate di non rimpinzarlo per «riempire» i tempi vuoti e soprattutto fate in modo che si muova regolarmente, senza impigrirsi e quindi trovarsi poi con chili di troppo che certo non fanno bene. Altrimenti questo tempo sarà davvero “nocivo“ per la sua salute».

Federico Mereta
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